Scorpione (23 ottobre – 21 novembre) Allarme epifania spirituale! Straordinarie rivelazioni in arrivo! Spero che non ti dispiaccia essere svegliato nel bel mezzo della tua vita ordinata da un pacco speciale proveniente dal Grande Ignoto. Non importa se tu, mio piccolo dolce fagotto di sentimenti tumultuosi ed esagerati, sei un vero credente o un ateo impenitente. Presto sarai invitato a strappare alla radice una delle tue certezze logiche per sostituirla con una visione palpitante di meraviglia cosmica. Preparati a divertirti più di quando lottavi nel fango con il tuo angelo.
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Niente “se” e “forse,
tra le occasioni avute e perse
restano solo ore scomparse
DI CERTO HAI SOLO QUELLO CHE FARAI
da Canzone per Anna
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Negli ultimi due anni ho pensato che Le braci, di Sandor Marai, fosse il libro della mia vita. Perchè leggerlo mi ha fatto pensare che le spiegazioni non sempre servono, non sempre aiutano, e a volte si possono vivere le cose senza dirle, senza aspettarci o chiedere spiegazioni. Paradossalmente, è un libro che mi ha aiutato a essere più lieve.
Poi, grazie a Luciano, mi è tornata voglia di leggere Trecavalli, di Erri De Luca, che avevo letto circa 10 anni fa, e mi aveva molto colpito, tanto da usarlo come indirizzo di posta elettronica, perchè lo avevo sentito molto mio.
Io però poi dimentico quello che leggo, conservo solo le sensazioni.
Ieri, in giardino, in compagnia della pioggia ho riletto trecavalli. E ho capito che quello è il vero libro della mia vita.
Perchè anche se 10 anni fa ero molto diversa da adesso, provavo cose molto simili, in particolare in relazione a certi aspetti della vita, a certi aspetti dei rapporti interpersonali.
E a distanza di 10 anni, nonostante il tempo e le condizioni siano in parte diverse, in parte più simili a quelle del libro, in parte molto più lontane, io sottolinerei gli stessi passi, che allora mi commossero e ora mi stordiscono, per quanto somigliano davvero a me.
Ho vissuto questo libro come un fratello, allora, e ora mi sembra uno specchio. E vorrei tanto rileggerlo tra 10 anni e ritrovare le stesse somiglianze, la stessa storia, me stessa.
Perchè le cose cambiano, gli alberi crescono e i fiori si recidono, ma la terra rimane. E questo libro racconta la mia terra, e un po’ del mio albero.
Grazie a Luciano per avermi fatto ritrovare un po’ di me.
E grazie a Erri De Luca, che pure ora non leggo più, per avere scritto qualcosa che mi assomiglia così tanto. La vita non è letteratura, lo so, ma la letteratura può essere un poco la vita.
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Vedi di non morire di Josh Bazell
mah…
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Il campo del vasaio di Andrea Camilleri
“Livia ‘na volta gli aveva spiato polemica “Ma tu ti credi Dio?”. Un dio di quart’ordine, un dio minore, aveva pinsato allura. Po’, negli anni, si era fatto pirsuaso che non era manco un dio dell’ultima fila, ma sulo il povero puparo di ‘na mischina opira dei pupi. Un puparo che s’arrabbattava a fari funzionari la rappresentazioni come meglio putiva e sapiva. E per ogni rappresentazioni che arrinisciva a portare a termini, la faticata si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?”
Meglio puparo che dio, datosi che dio non esiste. E si può reggere finchè si deve, caro Salvo Montalbano. E cari uomini come lui.
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giusto vs sbagliato
sempre vs mai
felice vs triste
lucido vs confuso
caldo vs freddo
fertile vs sterile
vicino vs lontano
con vs senza
in medio stat virtus?
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Sarti Antonio: caccia tragica di Loriano Macchiavelli
“Ha una giornata intera da cancellare e deve farlo in fretta, prima che venga domani. Un’altra giornata che sarà da cancellare”
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Posto che la rinuncia sia la soluzione dei perdenti, la rinuncia a qualcosa di inutile, insensato o dannoso rimane gesto da perdenti, o non risponde piuttosto ad un atteggiamento finalmente vincente?
Mi interrogo da tempo, ma non sono certa di aver trovato la risposta giusta.
Pur incapace di rinunciare, rimango una perdente.
Ma allora non è più un dilemma, diventa un paradosso.
Mi sa che la logica invece che aiutarmi mi incasina…
Nel frattempo, vincente o perdente che questo mi renda, so che non rinuncerò
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La balia di Petros Markaris
E per fortuna questo è l’ultimo, che non lo reggevo quasi più…
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Matematici nel sole di Franco Stelzer
“Se me ne andrò e se sarà un giorno di maggio, promettimi di fare selezione. Accompagnami solo con gli amici.
Voglio un funerale laico. Che ci sia vento o no. Che piova o meno.
Voglio un funerale onesto. Un copione che i presenti possano seguire. Una linea a cui tutti possano accostarsi, un qualcosa di gradevole e sicuro. Una sciarpa di lana, una federa di seta. Voglio crearlo io stesso, con l’aiuto delle persone che amo. Voglio provare a pensare come mi piacerebbe che la cosa funzionasse, fin nei minimi dettagli. E voglio che ne siano resi partecipi tutti. Che dicano la loro e, quando sarà il momento, sappiano che fare.
Se me ne andrò.
E se sarà di maggio.”
“Potessi scegliere, potessi dire il luogo della mia morte – allora non ho dubbi.
Una distesa di ninfee. E una mano che mi gioca tra i capelli.
Lenta. Come un fiume”
“Dunque voglio che si tenga conto -
che tremo ancora,
quando penso che mi sfiori con le dita…”
Però…
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“mi piace sentire la forza di un’ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti …
aspettiamola insieme l’estate”
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La lunga estate calda del commissario Charitos di Petros Markaris
“Come facevo a spiegarle la differenza tra un tempo, in cui uno temeva che l’altro se ne andasse, e il giorno d’oggi, in cui uno teme che l’altro rimanga?” ….
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Il sonaglio di Andrea Camilleri
“Nei tempi antichi le metamorfosi venivano più facili a dirsi e a farsi”
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Nero Riflesso di Elias Mandreu
Libro perfetto per il solstizio d’estate, nero quanto basta, con dei passaggi esilaranti. E una sottile malinconia di fondo.
“…perchè ogni uomo uccide le cose che ama, seppur non sia costretto a morirne.”
Spero che questi tre scrivano presto qualcosa di nuovo. Li tengo d’occhio….
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di Fabrizio Rondolino, da Vanity Fair del 24 giugno
Un partito che tira un sospiro di sollievo per aver perso quattro milioni di voti in un anno non meriterebbe attenzione, se non si trattasse del maggior partito di opposizione. L’ultima trovata del PD è Debora Serracchiani, prima candidata al Parlamento UE in virtù di un intervento polemico che ha spopolato su Youtube, quindi eletta a furor di preferenza (in Friuli ha battutto persino Berlusconi), e oggi candidata alla vicesegreteria del partito. Sembra che l’idea sia di Veltroni, che così bloccherebbe non si sa quale piano di D’Alema, o di Franceschini, che così rimarrebbe segretario anche dopo il congresso di ottobre: a me pare stupefacente che sia stata anche solo presa in considerazione.
Debora Serracchiani è carina, predica il “rinnovamento” e buca il video, va forte su Internet. Ma queste qualità non bastano a selezionare una classe dirigente. Per quanto stuprata dall’immagine, la politica ha ancora bisogno di sostanza per funzionare, persino in Italia. La sinistra non è mai stata così debole, divisa, impotente e rissosa. Nessuno sa esattamente che cosa sia il Pd, quale progetto abbia per il futuro del Paese, che cosa abbia da dire ai giovani sulla formazione e sul lavoro, quali alleanze intenda stringere. Smentita dai fatti la sciocchezza veltroniana dell’”autosufficienza”, il Pd si ritrova oggi conmpletamente isolato e senza identità. DI fronte a questo scenario di rovine, si appresta a celebrare il rito del “rinnovamento” incoronando una brava funzionaria di partito alla soglia dei quarant’anni. Divenuta l’icona di un rinnovamento che non si vuol fare, Debora Serracchiani sembra l’alibi perfetto, insieme alla “non-vittoria” di Berlusconi, per consentire al Pd di proseguire nel suo sprofondamento autoreferenziale.
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Tutti gli intellettuali giovani e tristi di K. Gessen
“Quando sei giovane e vai per la tua strada, e hai tutto il mondo davanti e tutti al tuo fianco, perchè sono solo lì quelli che conosci, e guardi tutti quegli altri, con le loro vite incasinate, e sai che tu farai le cose in un’altra maniera, ne sei sicuro al cento per cento, e in effetti è così. Sei più gentile, più delicato, più furbo. E poi un bel giorno alzi gli occhi e vedi che hai fatto tutto ciò che avevi detto di voler fare ma chissà come ti sei scordato qualcosa, nel frattempo è successo qualcosa e sono tutti scomparsi, è tutto diverso, e guardandoti intorno ti rendi conto che hai la stessa vita incasinata di tutti quegli altri deficienti.”
Già…
E comunque ha ragione Claudia, oramai la letteratura americana non esiste più, in America esistono solo i romanzi ebraici e quelli sugli ebrei…
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Radere al suolo e ripartire da zero.
Voglio un Piano Marshall per la mia vita
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OLTRE LA PESTE PARTITOCRATICA: RICOSTRUIRE LA DEMOCRAZIA. L’ALTERNATIVA LAICA, SOCIALISTA, LIBERALE, RADICALE, AMBIENTALISTA PER RIDARE VOCE AI CITTADINI
SABATO 20 GIUGNO ORE 15:30 TREVISO Fondazione Benetton Studi e Ricerche – Spazi Bomben per la Cultura – Palazzo Bomben, VIA CORNAROTTA 7
La recente campagna elettorale, svoltasi in un clima di palese illegalità democratica, si è contraddistinta per un dibattito tutto partitocratico e di potere che ha trasformato la consultazione in un referendum pro o contro Berlusconi, senza mai consentire la discussione sull’idea di Europa e senza che i cittadini potessero sapere cosa faranno ora i loro eletti a Bruxelles. Soglia di sbarramento per le elezioni europee, referendum elettorale per giungere ad un monopolio bipartitico senza contrappesi e monopolio dell’informazione mettono a rischio le tenuta democratica del Paese, come si vede dal tentativo di estromettere dal Parlamento europeo e italiano le forze di area laica, socialista, liberale, radicale, ambientalista. D’altro canto le prove non buone dei partiti di centrosinistra, anche nel nostro territorio, mettono a rischio la stessa esistenza del dibattito politico e della dialettica tra governo e opposizione. Per affrontare tali questioni è stata convocata una nuova “Assemblea dei Mille” a Chianciano, per il 26, 27 e 28 giugno: un’occasione per ipotizzare nuovi percorsi per uscire dalla crisi in cui il sistema democratico italiano sta sprofondando. La riflessione a livello nazionale deve essere preparata da una riflessione a livello locale, dove l’egemonia della Lega e della destra rischia di diventare elemento strutturale ed immodificabile. In questo contesto, sentiamo il bisogno di chiamare a raccolta le forze politiche e i cittadini di buona volontà, per fare tesoro delle sconfitte, lasciare alle spalle un periodo di immobilismo e aprire le porte ad progetto politico nuovo nel metodo di lavoro e nei contenuti.
L’Associazione VenetoRadicale, l’Associazione TrevisopiùEuropa e la Associazione Luca Coscioni di Treviso vi invitano a partecipare all’assemblea di sabato 20 giugno a Treviso presso il palazzo Bomben in via Cornarotta 7.
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INUTILE
A Rimini la spiaggia com’è vuota, quasi inutile di marzo, deserta dell’ estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera
e noi, senza nemmeno un poco d’ ironia, fra gusci e quarzo, ad inventare insieme primavera.
Era piovuto piano e senza pause quasi fino a quel momento, picchiando sopra ai pali della spiaggia il mare si spezzava in lembi; nel ristorante vuoto il cameriere, assorto e lento, cifrava il rebus dei cumulonembi.
Compiendo poi quel rito inevitabile e abusato, corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia:
di un verde di bottiglia era quel mare affaticato, l’ aria una stanza grigia…
Scoprimmo che oggi il mare lascia un povero relitto, naufragi di catrame e di lattine arrugginite:
parlare era soltanto un altro inutile delitto contro le nostre vite…
Parlare, poi di cosa? Di quel vino troppo freddo e un poco andato?
O di quel fritto misto dato lì con malagrazia naturale?
A chi è triste di suo come un limone già adoperato dà ancora più tristezza mangiar male…
E dire che volevo regalarti un compleanno un po’ diverso, ma in noi turisti fuori di stagione c’era tutto di sbagliato:
la notte, già una cosa andata via, il mattino perso e il pomeriggio forse già sciupato…
Però malgrado tutto si era stati bene assieme, così, senza un futuro, in incertezza intenerita.
Pensavo: “Farlo o no? Parlare o no? Restare assieme e poi cambiarsi vita?
Ma se fossimo stati un’ altra coppia fra le tante avremmo trasformato tutto in quella poca gioia
o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l’ urlare della noia?
Domanda forse inutile, com’era forse inutile quel giorno, da prendere così come veniva, senza calcolare il resto;
ci salutammo in fretta e in fretta anch’ io feci ritorno: di marzo si fa sera ancora presto…
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Oggi, 13 giugno 2009, nel pieno possesso delle mie facoltà, dichiaro le mie finali volontà, alla bisogna
Non ho granché da lasciare.
A Claudia e Franco i libri e i CD, sapranno dividerseli come meglio credono.
A Giampaolo la biografia di Bianciardi, che era sua, e “Le braci”, anche se ce l’ha già. E tutto l’archivio, che spero di riuscire prima o poi a mettere in ordine…
A Roberta la collezione di palle di neve.
Vorrei che tutte le carte che conservo in armadio venissero bruciate senza essere lette, che gli scheletri è meglio siano un fatto privato.
Nelle mensole in salotto c’è il mio Testamento Biologico, dove è specificato che non voglio essere tenuta in vita contro il corso della natura, non è mia intenzione vegetare mio malgrado. Nella carta di identità, invece, c’è il modulo di assenso alla donazione degli organi, sempre che ci sia qualcosa di buono da recuperare.
Preferirei che non vi fossero annunci della mia morte, soprattutto niente epigrafi, che mi fan malinconia.
Chiedo che non si svolga il funerale religioso, ma se proprio parrà necessario, un commiato laico, durante il quale possibilmente nessuno pronunci alcun discorso, ma sia ascoltata la canzone “Euridice” di Roberto Vecchioni. E che ci sia del vino rosso per i convenuti.
Ai miei amici chiedo che non mentano, ricordandomi con belle parole su quanto fossi generosa e altruista e via così, tanto lo sappiamo benissimo tutti che in realtà io sono una stronza, e che la mia grande fortuna è che loro mi vogliano bene, ciò nonostante. A proposito di quanto io sia stronza, siccome non farò in tempo a mandare gli inviti alla cerimonia funebre, gradirei che tutti quanti sanno che li odio, evitassero di presentarsi….
Per ragioni ecologiche ed economiche, vorrei l’ecobara in cartone (magari con i disegni delle foglie in autunno, o con le nuvole, kitsch per kitsch….) e non in legno. Credo si possa comprare anche su internet.
Chiedo di essere cremata, e le mie ceneri messe in un loculetto, non sotto terra che ci sono i vermi e mi fanno schifo. Sul loculetto non vorrei foto, solo il mio nome. Come dice Henry Miller mi piacerebbe ci fosse scritto “novità?”, ma mi rendo conto che potrebbe essere una richiesta eccessiva.
Sono troppo scema per lasciare un testamento “morale”, per cui, fin d’ora, posso solo dire GRAZIE. Nonostante le continue lamentazioni, ho vissuto come potevo e come sapevo, e grazie alle persone che amo penso di poter dire di avere conosciuto anche la felicità.
Pubblico questo magro testamento sul mio blog, che sia evidente e chiaro. Se mai diventassi ricca e avessi qualcosa in più da lasciare in eredità, prometto che lo aggiornerò di conseguenza, allargando se possibile il ristretto numero dei beneficiari.
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Piumetta che stasera conti le ore, Piumetta che domani ti fanno sposare
sola, sola non più; ah, innamorata e sola, non più
gira la gonna contro il vento si potesse fermare
gira la gonna contro il tempo si potesse aiutare.
Piumetta, la notte è adatta a contare le ore
Piumetta, la notte è fredda e può offendermi il cuore
e può offendermi il cuore.
Ne avrò di tempo per aspettare e poi tempo ancora
mille anni allo stesso posto e medesima ora.
Piumetta, la notte è adatta a contare le ore
Piumetta, la notte è fredda e può offendermi il cuore
e può offendermi il cuore.
Difendi la sua casa Signore Del Buonfine
una casa coi Santi e carte buone per andare avanti.
Venga l’Angelo sul Carro, la Torre, venga il Cielo Stellato, l’Eremita, la Temperanza, il Mondo
venga il Sole, la Luna, gli Amanti, la Forza, la Ruota
vengano tutte ad una ad una e se saranno carte brutte venga la Morte ultima di tutte.
Piumetta, la notte è adatta a contare le ore
Piumetta, la notte è fredda e può spegnermi il cuore
e può spegnermi il cuore.
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Qua muoiono tutti.
Sarà fisiologico, ma non mi capacito.
Per favore, almeno tu non morire.
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Non deve accadere di Anne Holt
Shanghai Baby di Zhou Weihui
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“La nostra missione è quella di tener duro quando tutti cedono; di alzare la fiaccola dell’ideale nella notte che circonda; di anticipare con l’intelligenza e l’azione l’immancabile futuro.” (C. Rosselli)
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Il 2,5% conseguito dalla lista Bonino-Pannella in Veneto è sicuramente un buon risultato che premia gli sforzi dei militanti radicali e sul quale poter costruire un’alternativa politica. Grazie a questo risultato i Radicali si qualificano come sesta forza a livello regionale, superando anche Rifondazione e Sinistra e Libertà. Un esito elettorale che certamente rilancia il progetto politico della Rosa nel Pugno per la costruzione di una forza laica, liberale, socialista, radicale.
Rilevo in primis l’ottimo 4,99% di Padova sull’onda dell’ottimo risultato personale di Gabriella Vesce.
Un’attenzione particolare merita sicuramente il voto a Treviso, feudo assoluto della Lega, dove si è raggiunto il 4,2%. Un risultato ottenuto con una campagna elettorale basata tutta sull’impegno militante, condotta nell’assoluta mancanza di mezzi economici e nel quasi totale oscuramento da parte dei media locali, media che solo dopo una denuncia al Corecom regionale hanno concesso qualche spazio. A questo risultato ha indubbiamente contribuito Marco Pannella il quale, con la sua presenza Treviso, ha consentito di aggregare militanti e simpatizzanti. Militanti e simpatizzanti che dovremo continuare a chiamare a raccolta per lavorare assieme alla costruzione di una vera alternativa politica, lavoro che ha già una data e un luogo d’inizio: 26-28 giugno Chianciano Terme.
Voglio ringraziare quanti hanno contribuito con disinteressato impegno a questa difficile lotta, è certamente stato il loro lavoro, supportato anche dall’appoggio personale di Marco Pannella alla mia candidatura, che mi ha consentito di essere a livello di preferenze il militante Veneto più votato con 760 preferenze di cui 79 a Treviso città, 374 in tutta la provincia.
Raffaele Ferraro
Segretario Associazione VenetoRadicale
www.venetoradicale.it
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Non ho votato PD, per molte ragioni. Non credo al voto utile contro Berlusconi, anzi penso che un’opposizione come quella attualmente presente nel Parlamento Italiano meriterebbe l’azzeramento completo, per provvedere a una vera rinascita, per evitare di continuare a tirare avanti abborracciando proteste e pretesti invece che proposte e progetti. E poi la Resistenza Radicale mi ha convinto della sua bontà, per competenza, forza, determinazione e centralità sul tema della patria Europa.
Oggi ho frequentato con assiduità facebook e i siti dei quotidiani on line, per seguire gli spogli e i commenti, e sono 2 le cose che mi lasciano perplessa, più di tutto.
1. L’entusiasmo rispetto al risultato, peraltro considerevole, di Debora Serracchiani in FVG e più in generale nel collegio del Veneto orientale. Tutti a dire che questa è la manifestazione della sconfitta delle vecchie nomenklature di partito. Mentre a me pare evidente il contrario, ovvero che l’elezione (non ho ancora visto i dati delle preferenze, ma a questo punto pare certa) della Serracchiani al parlamento Europeo è una vera mossa strategica delle nomenklature per liberarsi di lei. Se avesse perso sarebbe stata per sempre la promessa mancata, e quindi bruciata. Se eletta, invece, non ho dubbi che si impegnerà pienamente nel suo ruolo di europarlamentare, mi pare infatti persona corretta e coerente, e questo significherà che la sua presenza in Europa la terrà prevalentemente fuori dai giochi interni per i prossimi 5 anni. Altro che nuovo che avanza, i nostri amici i loro conti se li son fatti bene…
2. Su facebook moltissimi compagni di Sinistra e Libertà e dei Radicali dicono: visti i risultati siamo pronti a rilanciare La Rosa Nel Pugno. Ora, io non ho partecipato all’esperienza della rosa nel Pugno, per tanti motivi, ma ho fatto in tempo a vederne la fine. Andare divisi alle Elezioni Europee e poi rilanciare un progetto comune, dopo averlo (qualcuno più di altri) tradito, mi sembra riscaldare una minestra che si aveva da buttare. In Sinistra e Libertà sono confluite esperienze incompatibili, a mio avviso, con quella Radicale, che al momento è quella che mi interessa di più. Spero si tratti di boutade legate all’entusiasmo (che poi, entusiasmo de che?) post-elettorale. MI vien quasi voglia di andare a Chianciano a fine mese a dirlo. Tanto non farò la fine della Serracchiani ![]()
E infine, i Radicali a Treviso hanno raccolto più del 4%, risultato che mi pare possa essere soddisfacente. Un grazie ai compagni che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo. Che è, questo sì, un punto di partenza concreto per continuare le nostre attività, anche in prospettiva. Una lista Radicale per le Regionali del 2010, ad esempio, a me non farebbe per niente schifo. Altro che RnP….
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L’invenzione della solitudine di Paul Aster
Bisogna che mi ricordi che Paul Auster è una pigna…
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Che cacchio può fare una vecchia zitella in un giorno di tempo scemo come oggi? Fatta la spesa, pulita la casa, andata a votare (RADICALE), non mi rimane che leggere
Notturni di Kazuo Ishiguro
“Forse, come dice lei, ho bisogno di prospettiva, e in effetti la vita è molto di più che amare qualcuno”
ma a volte anche molto di meno….
Quello che ti meriti di Anne Holt
“LA felicità è qualcosa che ricordo a malapena. Come il tocco leggero di una persona tra sconosciuti, scomparsa prima che tu sia riuscito a girarti”
Chissà perchè questi investigatori così affascinanti si sentono e sembrano vecchissimi e stanchi, e poi scopri che han 45 anni. Come fa un uomo a essere vecchio a 45 anni? Mah. Averne…
Se vado avanti a leggere così finirò per diventare cieca
Sarà colpa del wiskey o sarà colpa del caffè, se non mi ricordo più di… ME???
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Alle Europee, vota la lista Bonino-Pannella.
- per costruire la patria europea e andare oltre l’Europa delle patrie;
- per essere certi che le battaglie per la laicità, per il rispetto della Costituzione e per i diritti civili vengano condotte fino in fondo;
- per costruire un vero Partito Democratico “europeo”, con “elezioni primarie” vere, e andare oltre le nomenklature cooptate da DS e Margherita;
- per creare quell’alternativa reale al berlusconismo, che oggi non esiste.
Puoi esprimere tre preferenze:
Noi consigliamo:
Emma Bonino;
Marco Pannella;
Raffaele Ferraro (un giovane compagno radicale di Salgareda, TV, laureato in legge; con noi sostiene le battaglie sul testamento biologico, la laicità, i diritti civili a tutte le altre)
Pensaci: l’assenza dei radicali dal prossimo parlamento europeo è più grave di quella di qualsiasi altro gruppo politico.
Con il nostro voto possiamo lasciare a casa un parlamentare battagliero e mandare a Bruxelles un signorsì. Ci conviene?
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“Un giorno dopo l’altro il tempo se ne va
le strade sempre uguali, le stesse case.
Un giorno dopo l’altro e tutto e’ come prima
un passo dopo l’altro, la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano quell’avvenire che avevano sognato, ma i sogni sono ancora sogni e l’avvenire e’ ormai quasi passato.
Un giorno dopo l’altro la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l’altro la vita se ne va e la speranza ormai e’ un’abitudine.”
Ma “vedrai vedrai, vedrai che cambierà….”
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La prossima settimana si voterà per le Elezioni Europee.
Non so perchè le Europee vengano considerate in qualche modo la cenerentola delle elezioni, almeno in Italia, perchè vengano spesso viste come di importanza secondaria. Tanto più che il nostro Paese ha dimostrato da sempre una forte vocazione europeista.
La campagna elettorale di quest’anno, in ogni caso, complice solo in parte l’impegno concomitante delle elezioni amministrative, mi pare globalmente sottotono. E le pagine politiche, di questi tempi, riguardano ahimè molto più il gossip che le questioni sostanziali.
Ho avuto molti dubbi su chi votare, addirittura ho pensato all’astensione, almeno fino a quando i Radicali, pur nel silenzio che li ha accompagnati sulla stampa per buona parte della campagna elettorale, e indubbiamente contro la matematica, hanno deciso di presentarsi con la Lista Bonino-Pannella.
Ora dubbi non ne ho più, per molte ragioni.
1. I Radicali hanno la patria Europa nel loro DNA. L’impegno Europeo non è un riempitivo, ma un obiettivo serio e concreto (e lo dimostra la loro partecipazione attiva e costante alle sedute del’Europarlamento, a differenza di buona parte degli altri deputati italiani)
2. La campagna elettorale dei Radicali si è concentrata davvero sui temi dell’Europa e dei diritti, con l’usuale cognizione di causa. Non altrettanto si può dire di altri partiti, che intendono il risultato elettorale come strumentale riscontro della propria tenuta nella politica nazionale, così finalmente sapremo se l’affair Noemi ha o meno nuociuto al premier (e chissenefrega…). Che dell’Europa e della rappresentanza Italiana non gliene possa fregare di meno, peraltro, emergeva già chiaramente nella composizione delle liste elettorali.
3. la presenza Radicale in Europa garantisce me, come cittadina di uno stato europeo, del fatto che gli ideali in cui credo saranno portati avanti, con forza e fermezza.
Mi rendo conto che non è semplice, e che il 4 % è un obiettivo complicato da raggiungere, ma trovo che per l’ennesima volta i Radicali stiano dimostrando che in politica non è sempre vero che il fine giustifica i mezzi, che c’è ancora chi si impegna per un obiettivo serio e concreto, spendendo la sua faccia, le sue energie, a volte la sua salute (penso a Marco Pannella, che pure provato dallo sciopero della fame ha sempre una grinta inesauribile) per portare avanti con coerenza un progetto e degli ideali.
Finora abbiamo spesso ragionato sul voto utile.
Ecco, per me oggi l’unico voto davvero UTILE, al nostro Paese e al suo posto in Europa, è il voto dato ai Radicali.
Non importa per chi si voti alle politiche, nè alle amministrative. Per le elezioni europee pensiamo al nostro Paese, ai diritti dei cittadini, alla patria Europea, e votiamo Radicale.
La mia terna di nomi è : Emma Bonino, Marco Pannella, Raffaele Ferraro.
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Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
(F. De Andrè)
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Si è suicidato il Che di Petros Markaris
Continuo a leggere, ma non a essere convinta…
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Giovedì 28 maggio 20o9 alle 18.3o in Piazza dei Signori a Treviso

Marco, Giampaolo e Raffaele

Marco, Giampaolo e Raffaele
COMIZIO di Marco Pannella
Per un voto radicale alle Elezioni Europee.
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Marinai perduti di Jean-Claude Izzo
“il vino è fatto per ricordare, non per dimenticare”
“Non c’è naufragio peggiore di quello della propria vita”
Ora che li ho letti tutti mi rimane solo la malinconia. E un’improvvisa e inspiegabile, almeno per me, voglia di mare. Un mare vuoto e senza gente, da cui guardare l’orizzonte “dove muoiono i sogni e nascono le lacrime”.
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Difesa a zona di Petros Markaris
“il problema del matrimonio è che comincia bene e finisce male nello stesso modo: all’inizio ti batte forte il cuore perchè hai incontrato la donna dei tuoi sogni, e alla fine ti viene la tachicardia perchè devi convivere con la donna dei tuoi incubi”
AHAHAHAHA. più carino del primo, e poi tocca leggere anche il terzo, dato il finale…
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Vivere stanca di Jean Claud Izzo
“Ci siamo trovati. Ma non risolve la mia vita. Nè la tua”
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Ultime della notte di Petros Markaris
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Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”
non son riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carezze dell’amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
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I casi del dottor Abilio Quaresma di Fernando Pessoa
Mah…
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E son pronto – è libertà – per volare, senza vento!
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La forma della paura di G. De Cataldo e M. Rafele
“Lei gli sorrise. Era la prima volta che lo faceva. Il Comandante si perse in quel sorriso luminoso e provò una sensazione per lui del tutto nuova e incomprensibile, qualcosa fra la nostalgia di un cominciamento e un sottile rimpianto”.
Come mi piacerebbe ricordare il primo sorriso…
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Il sole dei morenti di Jean-Claude Izzo
“Si alzò a fatica, trascinandosi fino alla fine del binario. Sgusciò dietro la fila di sedili di plastica, si sdraiò su un fianco, il viso verso il muro, poi si tirò il bavero del cappotto sulla testa e chiuse gli occhi. L’inverno che aveva dentro se lo portò via“
Izzo va letto al mare, anche se Riccione non è Marsiglia. E comunque va letto!
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Il campo di cipolle di Joseph Wambaugh
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Non riesco a immaginare qualcuno, qualcosa che inizi,
ho più dimestichezza con la fine.
E non c’è niente che mi riporta indietro.
Ci sarà un altro posto nel mondo, una strada che riparte da qui.
Ci sarà un altro istante nel tempo per vivere tutte le vite possibili che volevo io.
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Educazione siberiana di Nicolai Lilin
“lo sai perchè Dio ha dato all’uomo una vita più lunga di quella degli animali? Perchè gli animali vivono secondo il loro istinto e non fanno sbagli. L’uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire e una terza per cercare di vivere senza sbagliare”
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Favole per gente comune di Boris Vian
Verità? Non ci ho capito una cippa….
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“Io sono la classica persona che ama solo quando soffre
o quando sente piu’ vicino l’abbandono
Io sento qualcosa che ci unisce Destino fatale e ineluttabile
Come un legame tra la vittima e il carnefice
Allora… cosa chiedi di meglio se a te piace farmi male
Legami le mani legami con doppi nodi all’anima
Porta la mia vita a correre da qualche parte e stancala
Solo mi farai felice se sarai crudele con me”
“Perchè essere felici per una vita intera sarebbe quasi insopportabile…!”
FA TROPPA LUCE LA PAROLA SEMPRE
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Solea di Jean Claud Izzo
“Perchè l’abitudine alla vita non è una vera ragione per vivere”
“credo che passiamo il nostro tempo a perderci e quando ci ritroviamo è troppo tardi”
Sarà la pioggia, sarà la SPM, sarà Fabio Montale, ma al momento ho solo voglia di piangere….
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Chourmo il cuore di Marsiglia di Jean-Claude Izzo
“Sarei invecchiato così. Esitando troppo e facendomi sfuggire la felicità. Non avevo mai saputo prendere decisioni, nè assumermi responsabilità. Su niente che potesse impegnarmi nella vita. Per paura di perdere. Ma perdevo ugualmente. Ero un perdente”
Caspita, quanto mi piacciono gli uomini come Fabio Montale, un po’ piegati dalla vita ma non del tutto sconfitti…
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Tropico del capricorno di Henry Miller
Mah, stavo bene anche senza
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Associazione Coscioni Treviso – VenetoRadicale – Treviso più Europa
organizzano
Liberi di vivere, liberi di morire con dignità: la testimonianza di Paolo Ravasin
Giovedi 23 aprile, ore 21.00
Sala conferenze di palazzo Bomben (Treviso, via Cornarotta, 7 – Fondazione Benetton)
1. presentazione pubblica alla città di Treviso del videomessaggio di Paolo Ravasin alle massime autorità della Repubblica
2. sottoscrizione del testamento biologico per consegnarlo al Sindaco;
3. proposta di istituire il Registro comunale del testamento biologico;
4. avvio del tavolo permanente sulla laicità.
Sono invitati i cittadini, le associazioni, le forze politiche e sociali.
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Oggi mi stavo arrabbiando, perchè il mio oroscopo (e io non ne leggo uno, ne leggo circa 10 al giorno…) predice da almeno una settimana sesso sfrenato. La qual’cosa, a meno che io non sia davvero distratta…., non è.
Poi oggi ho pulito casa e mi son messa a lavorare, e non credo uscirò. E allora forse è più responsabilità mia che dell’oroscopo…
Forse a giugno prendo una settimana di ferie… Magari le stelle saranno nuovamente fauste, in quel periodo, chissà
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Anche quest’anno potrai sostenere l’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica destinandole una quota pari al 5 per mille dell’IRPEF nella dichiarazione dei redditi.
È una donazione che non ti costa nulla (perché verseresti comunque all’Erario quella quota di imposte), e che puoi effettuare semplicemente con la tua dichiarazione dei redditi per l’anno 2007 (modello CUD, modello 730, modello Unico).
Per destinare il 5 per mille all’Associazione Luca Coscioni è sufficiente:
- apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre associazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”;
- riportare il codice fiscale dell’Associazione Luca Coscioni (97283890586) nell’apposito spazio subito sotto la firma.
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E’ un inverno che è già via da noi, e allora come spieghi questa maledetta nostaglia….
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Il lamento del prepuzio di Shalom Auslander
ESILARANTE!!!!!!!!!
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La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson
“Tanti lo negano, ma l’amicizia probabilmente è la forma più comune di amore”
Pensavo in un trionfo dell’Ammmorrrree, e invece è un tributo all’amicizia. Figo, così….
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Sono io sono io sono io sono io sono io sono io sono io sono io.
Sono io quell’ombra sul muro che mi insegue e si allunga tra le scarse luci della notte.
Sono miei questi passi veloci e vicini.
E’ mio il respiro affannoso che sento come amplificato dalla cassa di risonanza del mio corpo cavo.
Perchè mi manca l’anima, perchè mi manca il cuore.
Sono io; e devo smettere di averne paura.
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Uomini di Dio di Pearl S. Buck
“E’ un uomo che non sa che cosa fare di se stesso”
….
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La morte nell’anima di J.P.Sartre
“Ridevano tutti, rifiutavano gli obblighi della grandezza in nome della canaglia, non è il caso di prendersela quando c’è la salute, da bere e da mangiare, mando al diavolo la metà del mondo e sputo sull’altra metà; essi rifiutavano le consolazioni della grandezza, con austera lucidità; si rifiutavano persino il diritto di soffrire. Tragici, erano; no, nemmeno: storici; nemmeno, siamo istrioni, non valiamo una lagrima; predestinati: no, il mondo è un caso. RIdevano, si appoggiavano ai muri dell’Assurdo e del Destino, che li ributtavano indietro. Ridevano per punirsi, per purificarsi, per vendicarsi: inumani e troppo umani, di là e di qua della disperazione: uomini.”
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Ho saputo solo oggi, Giorgio. E naturalmente mi dispiace tantissimo non essere venuta a Bologna, per salutarti. Non credo esista il Paradiso, ma se c’è una Grosseto in un mondo parallelo, adesso stai fumando una sigaretta con Bianciardi, mangiando culatello e bevendo del buon vino.
Ciao, Giorgio!
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Tutti questi scatoloni mi hanno messa sotto sopra.
Mi chiedo da prima se dentro ci siano ricordi o solo carta straccia…
E poi ci sono le scatole chiuse che ho nella mia testa, che sono sicuramente ricordi e non carta straccia. Anche se tante volte i ricordi sono davvero carta straccia, informazioni inutili che si conservano solo per… stupidità? nostalgia? paura ?
Un bel reset, una tantum, non sarebbe una buona idea?
Gira che ti rigira, l’opzione è sempre la lobotomia….
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La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson
L’ultimo, adesso devo leggere l’ultimo!!!
Immantinente!!!
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Improvvisi black out.
Ma poi la luce torna, torna sempre.
Tanto varrebbe stare sereni ad aspettare, invece di agitarsi inutilmente, urtare gli oggetti usuali, romperli, farsi del male.
Viverli come una forma di risparmio, e non di dispendio.
Bisogna trovare le metafore giuste, per evitare il corto circuito.
Dare un senso alle parole adeguate, e non rincorrere l’assurda ripetizione di quelle sbagliate, come se la parentesi si fosse chiusa, definitivamente; voltata la pagina; archiviato il fascicolo.
Vorrei scrivere poesie, viaggiare, svuotarmi del vuoto e ricominciare a riempire, che spazio ce n’è. Tranne un angolo nascosto, che è già destinato.
Tutto questo a dire che anche se torna, l’ansia non è più cosa mia: sarà un’ospite occasionale in una dimora senza paura, giungerà coi suoi black out, ma io ho una scorta di cerini e di candele. E posso anche decidere di non accenderli, ma avrò scelto io.
Ora spengo la luce, e buonanotte a chi vive e a chi muore.
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Il segreto di Inga di Bjorn Larsson
“D’altra parte non era certo il tipo da spalancare le braccia al primo venuto. Anzi. Aveva abbastanza capacità di autoanalisi da sapere qual era il problema. Aveva un sacro terrore degli uomini. Ma era come con la paura di volare. Nessun argomento razionale la scallfiva. L’unico rimedio era un ‘assuefazione graduale. Erodere la paura a poco a poco fino a consumarla del tutto. Ma era più facile comprare un biglietto a breve raggio piuttosto che trovare un uomo disposto ad accettare una relazione che iniziasse con qualche minuto di frequentazione alla settimanaper poi arrivare gradualmente a un’ora dopo un paio di mesi.”
MI RICORDA QUALCOSA….
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Uomini che odiano le donne di Stieg Larrson
sono la solita snob che odia i best seller, e poi mi piacciono una cifra.
Bello questo, leggerò presto anche gli altri.
Anche perchè sono un po’ freak anche io….
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Oggi con Franco cercavamo una orrida foto del liceo fatta insieme, e abbiamo rivisto le poche foto a cui tengo (di solito sono abbastanza allergica)
Ne abbiamo trovata una di me a Bologna, sarà stato il 93, c’ero andata con Betty a trovare Annuccia al primo anno di università.
E’ una foto bellissima, io sono accanto a una vetrina.
Sarà che ero così giovane, con il viso pulito e senza neanche una ruga, sarà che avevo i capelli rossi, sarà solo nostalgia, ma in quella foto mi rivedo bellissima.
E penso che allora credevo davvero di essere un cesso. E adesso, che conosco un po’ meglio me stessa e mi misuro su altre cose, e che se mi impegno so anche -un poco- valorizzarmi, penso che non potrò mai più essere così bella.
Quanto tempo sprechiamo ad avere delle immagini contorte e sbagliate di noi stessi.
Io ci ho perso gli anni che si definiscono i migliori, pensando di essere bella dentro e non fuori. E ora che dentro non mi sembro granchè, pagherei per riavere quell’involucro, per essere quella scatola che all’epoca mi faceva quasi schifo.
Non si può avere tutto, nella vita, lo so. Ma un pochino di tempismo non potevo averlo in dote???? Mannaggia
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After dark di Murakami Haruki
“Potessi rinascere, anche a me una volta piacerebbe provare come si sta, a essere una strafiga”
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA. Bellissimo!!!
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I doni della vita, di Irene Nemirovsky
“Sfiorò timidamente con una mano la spalla nuda e l’avambraccio sottille di Agnes. Non era tanto una carezza quanto il tenero tentativo di conservare un ricordo di lei, di lei com’era quella sera”
“Le cose si sistemeranno perchè, nella vita, si finisce sempre per trovare un modus vivendi, per adattarsi alla sfortuna – che è poi quanto di meglio si possa ragionevolmente sperare”
Sempre un bel leggere
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Stasera c’è vento, e sia pur al contrario mi viene in mente Guccini, e copio, spudoratamente, as usual…
“Ancora quì a domandarsi, e a far finta di niente, come se il tempo per noi non costasse l’uguale, come se il tempo passato ed il tempo presente non avessero stessa amarezza di sale.
TU non sai le domande, ma non risponderei, per non strascinare parole in linguaggio d’azzardo; eri bella, lo so, e che bella che sei, DICON TANTO UN SILENZIO E UNO SGUARDO.
Se ci sono non so cosa sono e sei vuoi, quel che sono o sarei, quel che sarò domani… NON PARLARE, NON DIRE PIù NIENTE SE PUOI, LASCIA FARLO AI TUOI OCCHI E ALLE MANI.
Non andare… vai. Non restare… stai. Non parlare… parlami di te.
Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse, trascinate dai giorni come piena di fiume, tante cose pensate o credute diverse, come un prato coperto a bitume.
Rimanere così, annaspare nel niente, CUSTODIRE I RICORDI, CAREZZARE LE ETà, è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente del diritto alla felicità?
Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè? Non lo so, non lo sai, siamo quì o lontani? ESSER TUTTO, UN MOMENTO, MA DENTRO DI TE, aver tutto ma non il domani.
E siamo quì spogli in questa stagione che unisce tutto ciò che sta fermo tutto ciò che si muove, NON SO DIRE SE NASCE UN PERIODO O FINISCE, se dal cielo ora piove o non piove.
Pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”, a sorridere a salve, dire anche io “come va”? Non c’è vento stasera, siamo o non siamo assieme? Fuori c’è ancora una città?
Se c’è ancora balliamoci dentro stasera, con gli amici cantiamo una nuova canzone.. tanti anni, e son quì ad aspettar primavera, tanti anni ed ancora in pallone…
Non andare… vai. Non restare… stai. Non parlare… parlami di te.
Non andare…vai. Non restare…stai. Non parlare… parlami di noi!
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Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano, cosa importa se sono caduto se sono lontano
Perchè domani sarà un giorno lungo e senza parole, perchè domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
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Un luogo incerto di Fred Vargas
“Adamsberg non era un uomo emotivo, sfiorava i sentimenti con cautela, come i rondoni toccano le finestre aperte accarezzandole con l’ala, evitando di precipitarsi dentro, tanto è difficile, poi, la strada per uscire”.
Beato lui…
Il libro mi è come sempre piaciuto, ma leggerla ora che so che è una “fiancheggiatrice” di Battisti, beh, nn mi fa lo stesso effetto
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Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze. di S. Argov
Come dice Gregory Corso “il potere è stare in piedi all’angolo di una strada senza aspettare nessuno”
Non è il mio genere, lo so, ma Elisa me lo ha regalato dicendo che c’era qualcosa da imparare. Io partivo avvantaggiata, in quanto un po’ stronza c’ero già.
L’ho letto, e mi par di aver capito.
A questo punto cerco volontari per applicare la teoria alla pratica…
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Sabato 14 marzo dalle ore 11.00 alle ore 18.00 in Piazzetta Indipendenza a Treviso
presidio delle Associazioni laiche della città per sostenere
la necessità di una legge adeguata sul Testamento Biologico.
La Cellula di Treviso dell’Associazione Coscioni distribuirà i moduli per compilare il proprio Testamento Biologico predisposti dalla Fondazione Veronesi, insieme a una lettera da inviare al proprio Sindaco e al proprio Medico di Base perché tengano conto delle volontà pubblicamente espresse, e perché in ogni Comune venga istituito un Registro Telematico per le Dichiarazioni Anticipate dei Trattamenti Sanitari.
Vi aspettiamo sabato
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Non mi basta il tempo di una giornata per dormire abbastanza, per lavorare abbastanza, per occuparmi del resto abbastanza
dovrei cassare l’inutile
ma l’inutile è tutto il tempo che passo svagata a pensare alle cose belle di questa primavera, a guardare i fiori e le bestiole, a parlare con le persone a cui voglio bene, a voler loro bene, a sentirmi meglio
casserò qualcosa di utile ma non fondamentale
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Tu, sanguinosa infanzia di Michele Mari
“Dunque la scelta, stremata, era caduta sulla Freccia nera, che lessi con gaudio immediato e invereconda immersione. Finita la lettura in capo a tre giorni, proprio nel momento indifeso che succede all’illusione fantastica, quando da quel lusso siamo restituiti alla necessità della nostra vita e abbandonata una pienezza di significati non ne abbiamo ancora recuperata un’altra (ed anzi ci sembra che mai più potremo recuperarla, tanto velocemente e tanto a fondo ci eravamo armonizzati con quelle daghe, con quelle cripte, con quelle astronavi), ebbene….”
“Cos’altro avrei potuto fare per te?” mi chiese, con una pena infinita nella voce…
“Prendere me, prima che conoscessi il desiderio. Al primo embrione di struggimento per il retro di un ginocchio, dove ci sono quelle sottilissime vene azzurrine; al primo languore per una treccia color miele fermata da un vellutino nero; al primo e incompreso malessere, via! riportarmi indietro di quel tanto che fossero solo soldatini, macchinine, figurine, giornalini, e ghermirmi lì fra i diminutivi, ancora salvo, salvo per sempre, e concedermi di portarli con me un po’ di quei giochini, come un egizio, per compagnia”
“Io ero convinto che tutto il visibile -persone, automobili, rondini, fili della luce, sputi per terra- fosse una rappresentazione inscenata attorno a me allo scopo di studiare il mio comportamento. Sentendomi osservato, mi davo un contegno per non dare a vedere che mi ero accorto di tutto: cavia consapevole, mi dicevo, cavia inutile, dunque cavia da eliminare”
Io adoro quest’uomo!!!
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Una virtù vacillante di Mishima Yukio
“Setsuko rifletteva sul fatto che mentre la virtù isola un essere umano nella solitudine, il vizio favorisce rapporti di complicità fraterna”
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“Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori dal tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui; uomo intento che riguarda
in sè, in altrui, il bollore
della vita fugace – uomo che tarda
all’atto, che nessuno, poi, distrugge”…
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L’elefante scomparso di Murakami Haruki
preferisco i romanzi ai racconti, e questi sono anche un tantino datati, ma l’uomo è sempre lui, geniale.
Aspetto che gli omini della TV arrivino anche a casa mia. AHAHAHAHA
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Il video è quel che è, ma questo ho trovato….
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da il Corriere della sera di Oggi
Belgio, 25 persone al giorno scelgono: eutanasia in caso di coma irreversibile
La normativa è entrata in vigore il 1° settembre scorso: basta una firma nel proprio Comune di appartenenza
MILANO - Sono già 4.500, in media 25 al giorno, i cittadini belgi che hanno firmato, nel proprio Comune, una sorta di «testamento biologico». Lo ha reso noto il Servizio federale di salute pubblica del Belgio. Dal 1° settembre scorso è entrata in vigore nel Paese una nuova normativa: ora è possibile recarsi al proprio Comune di residenza per firmare una dichiarazione in cui sceglie che, in caso di coma irreversibile, i medici interrompano ogni genere di trattamento, consentendo una «dolce morte». Il documento avrà valore fino ad un massimo di cinque anni.
PIU’ TRASPARENZA – In Belgio, dove l’eutanasia è legge dal 2002, finora le persone che desideravano farvi ricorso si rivolgevano soprattutto al loro medico o ad un notaio. Ora invece – spiega il servizio sanitario belga – tutto avviene in maniera più trasparente, con una dichiarazione ufficiale. Per chi lo desidera, è possibile recarsi negli uffici del proprio Comune di appartenenza e presentare la dichiarazione di accettazione della «dolce morte» in caso di coma irreversibile.
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La guerra, probabilmente, non finirà mai, perchè sono io il mio avversario.
E perderò qualche battaglia, ancora, visto che ne combatto tutti i giorni.
Però le combatto, e qualche volta vinco.
E la paura, che è il mio nemico, si fa allora compagna di viaggio, e quasi complice.
Ora che finisce l’inverno sarà più facile. Ora che inizia la primavera sarà più difficile.
Le stagioni si susseguono, e i successi si alternano alle sconfitte. Ma entrambi sono una parte di me, con cui fare i conti, con cui continuare.
Mi pare si sia aperto l’orizzonte. Verranno giorni migliori!
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Il professore di desiderio di Philip Roth
“Nasciamo innocenti, -ha scritto la ragazza- patiamo atroci disillusioni prima di accedere alla saggezza, viviamo nella paura della morte…, e a compensare il dolore non abbiamo che frammenti di felicità”
“Oh, come posso ridurre tutta questa nullaggine veramente a nulla, mentre adesso è tutto ciò che ho e ciò che faccio?”
“Ora, perchè mi ostino a considerare infantile il mio legame con lei? perchè mi ostino a dare un nome a questa felicità? Lascia che accada! Lascia che sia! Smettila di far resistenza prima ancora di cominciare! Hai bisogno di ciò di cui hai bisogno! Fattene una ragione!”
Fantastico Roth, come sempre… e finalmente capisco a cosa serve il filo interdentale….
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Quanti anni son passati, circa tre, direi. Ti ho incontrato in restera una domenica pomeriggio. Io ci andavo a piangere il mio perduto amore, tu a portare a spasso i cani. Me lo ricordo benissimo quel giorno. Avevi un bastone, per difendere le tue bestiole da eventuali aggressioni di animali più feroci.
Poi, di fronte alla centrale di Silea, ti sei fermato, mi hai guardato fissa e mi hai detto “Che posto fantastico per morire, fai un salto nell’acqua e non ci pensi più. Se dovessi mai sparire per qualche giorno, sappilo Sara, mi trovereste qui”.
Ho questa fissa, di ricordarmi quello che le persone dicono. Uno pensa magari di aver detto una sciocchezza, ma io la ricordo, e ci penso, e continua a tornarmi in mente.
Quando ti hanno ricoverato in ospedale, ogni volta che venivo a trovarti ci pensavo, a quella domenica di tre anni fa, e speravo tu avessi dimenticato. Ci pensavo e mi chiedevo come stavi, a sapere che il posto che avresti voluto era così vicino, un quarto d’ora al massimo, e non eri già più in grado di andarci.
Avrei voluto chiedertelo, se volevi che ti ci accompagnassi.
Ma non ne ho mai avuto il coraggio. Perchè io sapevo tutto, ma era meno doloroso pensare che non sapessi tu. Perché la tua sofferenza mi ha resa pudica e timorosa.
Per questo, amico mio, oggi comincio a scrivere il mio testamento biologico. Perché nessuno, come me, sia così vigliacco da far finta di non sapere. Anche se a nessuno che amo potrei mai chiedere di accompagnarmi, per quei 15 minuti. Come non lo hai chiesto tu. La tua sofferenza ha reso pudico anche te.
Però per me rimane quello il tuo cimitero. E’ lì che ti porterò dei fiori.
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Neanche a noi piaceva, caro Walter, il tuo PD. Potevamo condividerne il fine, ma non ne abbiamo condiviso mai i mezzi.
Solo che adesso sarà anche peggio.
E a furia di scegliere il male minore, non c’ è più alcun bene da scegliere.
A Roma, ma anche e soprattutto in provincia.
Ora staremo a vedere.
Ancora un po’ più schifati, ancora un po’ più disamorati.
Per una volta, sarebbe bello non avere una minestra riscaldata. Sarebbe bello innamorarsi di nuovo. E’ quasi primavera…
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Ti lascio il meglio di me di G. Marinelli
“Non è un problema di sincerità o di falsità: la verità è che a questo mondo non ci sono più persone all’altezza delle parole che dicono”
“Vai dove ti pare ma portami sempre con te, anche dentro il più distratto dei tuoi pensieri”
“Perchè chi può avere la fortuna di amare nello stesso tempo l’insopportabile ombra della sua colpa e lo spettro buono della sua felicità?
MAh
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Casino totale di J.C. Izzo
” Il silenzio rimetteva in ordine la loro vita”
“Ci sarebbero voluti secoli per dire tutto quanto avrebbe voluto. Poteva riassumerlo in una parola e una frase. Mi dispiace. Ti amo. Ma non avevano più tempo. O meglio, il tempo li aveva superati. Il futuro era dietro di loro. Davanti, c’erano solo i ricordi. I rimpianti”
“Con le donne, arrivavo fino all’incomprensione e soffrivo nel vederle allontanarsi. Quando tendevo la mano, e finalmente aprivo la bocca per spiegarmi, era già troppo tardi. Non era mancanza di coraggio. Non mi fidavo. Non abbastanza. Non sufficientemente da mettere la mia vita e i miei sentimenti nelle mani di qualcuno. E mi logoravo provando a risolvere tutto da solo. Vanità da perdente. Dovevo riconoscerlo, nella vita, avevo sempre perso”
“Non sopporterei di essere amato da una donna che non ha niente da perdere. Amare, è questo, la possibilità di perdere”
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Lo so, per la maggior parte delle persone prendere un treno e andare a Firenze a parlare 20 minuti davanti a un gruppo di amici e poi tornare a casa sopra a un altro treno è un fatto che rientra nella normalità.
Per me non sempre, non in questo periodo.
Perciò scusate la fastidiosa autocelebrazione, ma negli ultimi due giorni sono stata veramente una figa!!!
Un grazie enorme a tutti quelli che nel frattempo han continuato a fare il tifo per me, vi voglio tanto bene.
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