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Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti

Mah

Caos calmo

Oggi pomeriggio ho visto il DVD.

Avevo letto il libro quando era uscito, e non sapevo bene che cosa pensarne.

Il film invece mi è piaciuto molto e, cosa strana, ho trovato Moretti perfetto nella parte.

E mi ha fatto venire in mente somiglianze che non avrei credute, con cose, persone, fatti puramente casuali.

Insomma, domenica di caos calmo anche per me.

Scorre la senna di Fred Vargas

Il libro è bellino, ma un po’ più di tre striminziti raccontini poteva anche produrlo, per noi drogati dei suoi libri…

Emmaus di Alessandro Baricco

“Per quanto assurdo sia, c’è un’unica tenebra, per tutti”
“E’ che procediamo per lampi, il resto è oscurità. Una tersa oscurità piena di luce, buia”

“Per questo conosciamo l’avvio delle cose e poi ne riceviamo la fine, mancando sempre il loro cuore. Siamo aurora ma epilogo. Perenne scoperta tardiva”

Per quanto un po’ mi secchi, dato che non ho mai amato Baricco, il libro mi è piaciuto molto, e mi ha riportato ai miei diciottanni, assoluti e insolenti. Che comunque sono finiti. Da mo’

Punti di vista

Mi sono sempre rimproverata di non volere abbastanza.

E se invece, semplicemente, volessi troppo?

L’affare Kurilov di Irene Nemirovski

“Che mattatoio, le rivoluzioni. Ne vale la pena?… Non c’è niente che valga la pena, a dire il vero, e la vita meno di tutto il resto.”

Condivido, salvo un’eccezione.

Balada…

Ok, son chiusa in casa da 3 giorni e sto sclerando.

Non ho la febbre, anzi, ho la febbre al contrario, nel senso che ho una temperatura corporea che si attesta sui 34°, però tutto il resto dell’appestato non mi manca: tosse, mal di gola, mal di testa, dolori articolari, linfonodi ingrossati, e qualche passeggero mal di pancia.

E, porcaccia la miseria, l’ansia. Ma che cosa ce l’ho a fare l’ansia? Per l’influenza? Sarebbe ridicolo. Per la pandemia? Sarebbe idiota, che in 4 giorni non ho avuto neanche mai la febbre, che è il sintomo tipico. Per il fatto che probabilmente domani non riuscirò ad andare al lavoro, e avrei invece milioni di cose da fare? Assurdo, anche perchè ho già concordato con una gentile collega che in mia assenza si preoccuperà di sostiturmi… E al momento mi sto apprestando a iniziare a impostare il lavoro, finchè i due neuroni sopravvissuti non alzeranno bandiera bianca.

Una volta l’influenza mi colpiva molto di rado (come ora, peraltro), e io tendevo ad attribuirla ad una caduta di difese immunitarie legate a momenti di debolezza psicologica: in situazioni complicate, nelle quali la mia mente aveva qualche difficoltà, oppure qualcosa da rimproverarsi, il mio corpo reagiva bloccando tutto con una provvidenziale influenza.

Io l’ho anche fatto un breve esame di coscienza, ammesso che la mia si possa ancora definire tale, e sono certa di non aver fatto niente di cui pentirmi o rimproverarmi. E d’altro canto, a voler essere severa, la mia psiche è in una situazione di debolezza perenne che dovrebbe darmi febbre h24, se fossero corrette le premesse…

Quindi, cara la mia ansia, ho solo quello che si chiama male di stagione, e sono in compagnia di circa un milione di italiani al momento, e tu… vaffa!!!

Con convinzione

Posso impedirmi di dire cose inopportune, ma non voglio impedirmi almeno di pensarle.

E quindi le penso!

Anche quelle che non dirò mai.

 

Un anno fa…

016

CHe gran bel posto per riposare in aeternum…

27102009(003)

27102009(009)

La preda di Mahasweta Devi

Quando leggo libri come questi riconosco la mia assoluta ingoranza.

Una scrittrice meravigliosa, con delle storie terribili e poetiche, di povertà e determinazione, ma soprattutto di sconfitta. E io, ovviamente, non l’avevo nemmeno mai sentita nominare… Grazie a MC, un’altra donna stupenda, per avermi aperto questa nuova finestra sul mondo.

Che domenica bestiale

Se c’è un giorno che più di tutti odio quello è la domenica.

Perchè finisce sempre prima che io abbia finito di fare tutte le cose che vorrei, e ciò nonostante sembra non finire mai.

Perchè porta sempre con sè una dose massiccia di malinconia, per cui finisco sempre per incazzarmi o per piangere, o più spesso per fare ambo le cose. Come oggi.

E siccome sono inutilmente ipocondriaca, mi spuntano tutti i mali del mondo, e ogni domenica sera penso che il giorno dopo starò peggio e non potrò andare al lavoro, e invece il lunedì mattina sto da schifo comunque, ma al lavoro ci vado uguale, ed ecco magicamente rovinata una giornata di più.

Possiamo abolirla, sta giornata di merda?

Il tempo invecchia in fretta di Antonio Tabucchi

“era dunque così, il tempo era aria e lei l’aveva lasciata esalare da un forellino minuscolo di cui non si era accorta?”

Lo so, lo so, tutto si tiene. Ma non posso mica leggere I love shopping….

Vi perdono di ANgela del Fabbro

Lo so, sembra che io legga solo cose che hanno a che fare solo con la morte, il suicidio, l’eutanasia. Sembra a qualcuno che io pensi solo alla morte, al suidicio e all’eutanasia. Ma i libri non si scelgono, i libri ci scelgono, e questo è carino e per nulla scontato, e anche se tratta un argomento “delicato” non è pesante nè melenso.  

Mi chiedo solo se davvero un anestetico ipnotico per uso veterinario sia così efficace, o se rientri anche questo tra i fatti e le cose puramente casuali….

Indignazione di Philip Roth

“Alcune persone bramano il lavoro, qualunque lavoro, per quanto duro o sgradevole, purchè permetta loro di scaricare le tensioni della propria vita e allontanare i pensieri omicidi”

Basta capire se il lavoro allontana i pensieri omicidi o li istiga….

Visto che Vodpod non mi funziona più, invece di mettere il video copio solo il testo. La canzone è bellissima!

“Yes I understand that every life must end, aw huh,..  -  Sì, comprendo che ogni vita deve finire
As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,.. – Mentre sediamo da soli so che un giorno ce ne dovremo andare
I’m a lucky man to count on both hands – sono un uomo fortunato che può affidarsi alle sue mani
The ones I love,. – quelle che amo

Some folks just have one, – qualcuno ne ha soltanto una
Others they got none, aw huh,.. – altri non ne hanno nessuna

Stay with me,.. – resta con me…
Let’s just breathe. – respiriamo soltanto.

Practiced are my sins, – i miei peccati sono allenati
Never gonna let me win, aw huh,.. – non mi lasceranno mai vincere
Under everything, just another human being, aw huh,.. – dopo tutto, solo un altro essere umano
Yeh, I don’t wanna hurt, there’s so much in this world – non voglio ferirmi, ci sono così tante cose in questo mondo
To make me bleed. – che mi fanno sanguinare

Stay with me,.. -  resta con me
You’re all I see. – sei tutto ciò che riesco a vedere

Did I say that I need you? – TI ho mai detto che ho bisogno di te?
Did I say that I want you? – ti ho mai detto che ti voglio?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,.. – se non l’ho fatto sono un cretino, vedi
No one knows this more than me. – nessuno lo sa meglio di me
As I come clean. – confesso che è così

I wonder everyday - Ogni giorno mi stupisco
as I look upon your face, aw huh,.. – mentre ti osservo in volto
Everything you gave -tutte le cose che hai dato
And nothing you would take, aw huh,.. – e niente che tu abbia voluto trattenere
Nothing you would take,.. Non c’è niente che tu abbia voluto trattenere
Everything you gave. – di tutto ciò che hai dato

Did I say that I need you? – ti ho mai detto che ho bisogno di te?
Oh, Did I say that I want you? – ti ho mai detto che ti voglio?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,.. – Oh, se non l’ho fatto sono un cretino, vedi
No one know this more than me. – nessuno lo sa meglio di me
As I come clean. – confesso che è così

Nothing you would take,.. Non c’è niente che avresti voluto trattenere
everything you gave. -di tutto quello che hai dato
Hold me till I die,.. – stringimi fino al giorno in cui me ne andrò
Meet you on the other side. – ti incontrerò dall’altra parte

Intervalla insaniae

Io dico sempre che la felicità non esiste, eppure a volte sembra così vicina e concreta, che quasi mi convinco che ci sia, e che in quel momento io la stia provando davvero.

Poi rinsavisco.

welcome home

Oggi finalmente torno a casa.

Il corso mi è piaciuto molto, anche se è stato un po’ peso, e io un po’ troppo concentrata sui miei pensieri.

Da domani ricomincio a leggere e, spero, a scrivere, che qua ne capita ogni giorno una e io non riesco nemmeno a pensare.

Una parte del tutto di Steve Toltz

“Immagino il giorno del giudizio con Dio che ti chiama in una stanzetta bianca con una scomoda sedia di legno su cui ti siedi e ti scheggi mentre ti agiti per l’ansia. Entra sorridendo come un caprotreno che ti ha pescato senza biglietto e dice non mi importa se sei stato buono o cattivo e non mi importa se credevi in me o in mio figlio o in qualunque altro membro della mia famiglia allargata e non mi importa se sei stato generoso con i poveri o hai avuto il braccino corto ecco qua un resoconto minuto per minuto della tua vita sulla terra. Tira fuori un foglio lungo diecimila chilometri e dice: leggilo e dammi spiegazioni. Sul mio c’è scritto:

14 giugno,

9.00 sveglia

9.01 resta a letto, guarda il soffitto

9. 02 resta a letto, guarda il soffitto

9.03 resta a letto, guarda il soffitto

9.04 resta a letto, guarda il soffitto

9.05 resta a letto, guarda il soffitto

 9.06 resta a letto, guarda il soffitto

9.07 resta a letto, guarda il soffitto

9.08 si gira sul lato sinistro

9.09 resta a letto, fissa il muro

9.10 resta a letto, fissa il muro

9.11 resta a letto, fissa il muro

9.12 resta a letto, fissa il muro

9.13 resta a letto, fissa il muro

9.14 resta a letto, fissa il muro

9.15 piega il cuscino, si tira su a sedere per guardare dalla finestra

9.16 seduto sul letto, fissa fuori dalla finestra

9.17 seduto sul letto, fissa fuori dalla finestra

9.18 seduto sul letto, fissa fuori dalla finestra

9.19 seduto sul letto, fissa fuori dalla finestra

Poi Dio dice che la Vita è un regalo e io non mi sono neanche disturbato ad aprirlo. Poi mi picchia.”

Davvero un gran bel librone

La stiva e l’abisso di Michele Mari

“Non aver fretta, Ernestin, destino è solo uno dei nomi della morte”

“E’ vivere che è tremendo, uno attraversa un giorno dopo l’altro e in un cantuccino della sua testa continua a dirsi: questa è la vita, boh, qualcosa succederà, la tal cosa si sistemerà, la talaltra prima o poi andrà a posto, quel che è certo è che per ora sono uno che vive e intanto quelle cose, che poi non sono mai come uno se le aspettava, sono solo dei ricordi, sì, poniamo che tu ti ripari il tetto della casa: tu credi di star facendo quella riparazione, in realtà stai solo costruendo un ricordo, è solo questo la vita, una continua fabbrica di ricordi, il che vuol dire che anche da vivi noi non facciamo altro che morire, ragiona, quando noi ci ricordiamo di noi stessi in genere ci commuoviamo, no? ci inteneriamo, diventiamo malinconici, e perchè? Perchè in quel momento è come se pensassimo ai nostri cari defunti, al nostro papà o al nostro nonno, perchè noi non ci siamo più, quei noi là, solo che siccome i vivi non smettono mai di guardare avanti si dimenticano della verità, e la verità è dietro, è il dietro, la nostra verità, sono tutte quelle piccole morti di noi stessi che ci hanno accompagnato fin dalla nascita, e questo lo capisci veramente solo una volta, quando vedi la tua vita tutt’insieme, e tutt’intera, perchè non  puoi più guardare avanti, capisci? C’è solo il dietro, è come se il dietro, dopo averti seguito di nascosto nel bosco, come un assassino, ti raggiungesse con una corsettina e si presentasse, lo guardi e vedi che ha la tua faccia, capisci? Ecco, nel brevissimo istante di quel tuffo io ho capito che nella vita l’unica cosa a succedere è la morte”

Poi dice che i libri non ti scelgono….

Euridice aveva un cane di Michele Mari

Le poesie di Guido Gozzano

Non sarà mai il mio poeta prediletto, ma alcune cose mi hanno sufficientemente immalinconito da farmelo piacere.

Come diceva Vecchioni “Com’è stato il concerto di Vecchioni? MMM, non era in forma, non ha pianto tanto!”

Guidogozzano

insoddisfatta dalla letteratura, mi rifugio nella poesia, e trovo questa meraviglia, tra tante cose strambe, di quel coso con le gambe detto guidogozzano ( peraltro  aiutato dal nome, cosa si sarebbe inventato se si fosse chiamato più prosaicamente saravisentin? avrebbe dovuto ricorrere a un orrendo visentinsara, che forse reggerebbe una rima, ma non si regge)

I colloqui

reduce dall’Amore e dalla Morte
gli hanno mentito le due cose belle

I.

Venticinqu’anni!… sono vecchio, sono
vecchio! Passò la giovinezza prima,
il dono mi lasciò dell’abbandono!

Un libro di passato, ov’io reprima
il mio singhiozzo e il pallido vestigio
riconosca di lei, tra rima e rima.

Venticinqu’anni! Medito il prodigio
biblico… guardo il sole che declina
già lentamente sul mio cielo grigio.

Venticinqu’anni… ed ecco la trentina
inquietante, torbida d’istinti
moribondi… ecco poi la quarantina

spaventosa, l’età cupa dei vinti,
poi la vecchiezza, l’orrida vecchiezza
dai denti finti e dai capelli tinti.

O non assai goduta giovinezza,
oggi ti vedo quale fosti, vedo
il tuo sorriso, amante che s’apprezza

solo nell’ora trista del congedo!
Venticinqu’anni!… Come più m’avanzo
all’altra meta, gioventù, m’avvedo

che fosti bella come un bel romanzo!

II.

Ma un bel romanzo che non fu vissuto
da me, ch’io vidi vivere da quello
che mi seguì, dal mio fratello muto.

Io piansi e risi per quel mio fratello
che pianse e rise, e fu come lo spetro
ideale di me, giovine e bello.

A ciascun passo mi rivolsi indietro,
curioso di lui, con occhi fissi
spiando il suo pensiero, or gaio or tetro.

Egli pensò le cose ch’io ridissi,
confortò la mia pena in sé romita,
e visse quella vita che non vissi.

Egli ama e vive la sua dolce vita;
non io che, solo nei miei sogni d’arte,
narrai la bella favola compita.

Non vissi. Muto sulle mute carte
ritrassi lui, meravigliando spesso.
Non vivo. Solo, gelido, in disparte,
sorrido e guardo vivere me stesso.

“Harry, rivisto” di Mark Sarvas

Dopo un po’ di giorni di noia nei confronti delle letture, questa mi è proprio piaciuta. Perchè il personaggio è un po’ un inetto, come me, ma trova un motivo per provare a cambiare. Che poi, forse, è solo tornare ad essere ciò che era…

Pulizie

Ho buttato via tre scatoloni di duplici o triplici copie di una parte del passato.

Chissà che pulire e cestinare abbia lasciato spazio per un po’ di vita nuova.

E comunque, nonostante tutto, è un passato di cui andar fieri.

Come dice Liga “Sto facendo un po’ di posto, e che mi aspetto chi lo sa, che posto vuoto ce n’è stato, ce n’è e ce ne sarà… Ho messo via un bel po’ di cose, ma non mi spiego mai perchè, io non riesco a metter via…”

Luna piena

Nonostante l’afa di questa giorni l’estate è agli sgoccioli. Sono appena passate le nove ed è già buio pesto.

Il mio giardino resta un luogo accogliente, con il sottofondo musicale delle foglie delle acacie sferzate dal vento di oggi.

E tra le foglie fa capolino una meravigliosa luna piena, che mi mette nel cuore un po’ di serenità.

Me la godo un altro poco, prima di dormire. Se sapessi farlo, ringrazierei, per questa luna e per ciò che di bello mi evoca, anche per tutte le cose che non avrò mai, ma che è bello pensare. pt.

E LA VITA, LA VITA….

e va bene, tutte le mattine mi alzo, anche se qualche volta mi costa più fatica, e in qualche modo vado a lavorare. Lavoro fino alle 5 e poi torno a casa. In qualche maniera si fa sera, e mi addormento, quando non subentra l’insonnia. E il giorno dopo ricomincio.

Ma trascinare il tempo a questo modo, accompagnando i giorni, le settimane, i mesi, le stagioni nel loro passare, a volte subendo questo tempo che non va mai alla velocità che vorrei, troppo veloce quando lo vorrei fermare, e lentissimo quando come un macigno mi piomba addosso e non se ne vuole andare, ecco, trascinare in questo modo il tempo della mia vita, è questo vivere?

fine estate

In questi giorni non riesco a fare a meno di chiedermi cosa me ne farò di questa solitudine, che mi illudo di aver scelta, quando diventerà l’unica possibilità. Sempre ammesso che già non lo sia.

Alzaia di Erri De Luca

“Di mio preferisco regalare vino, che è un modo per essere ricordato brevemente, a sorsi”

L’oroscopo de L’ Internazionale dal 28 agosto al 3 settembre

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre) Che farai a mezzogiorno del 1 settembre 2014? Chi sarai? Fino a che punto avrai realizzato i tuoi sogni? Al servizio di che tipo di bellezza, verità, amore e giustizia ti sarai messo? I casi sono due. Ricordando il periodo dal 27 agosto al 21 settembre 2009, potrai dire con rammarico: “Ah, se avessi fatto partire il mio Grande piano quinquennale in quel momento favorevole…”. Oppure potrai pensare: “In questi ultimi cinque anni sono diventato davvero padrone della mia vita”.

“Il giorno prima della felicità” di Erri de Luca

“perciò sapeva i fatti di tutti quanti, perciò teneva una tristezza pronta al peggio e un mezzo sorriso per buttarla via”

“La casa del comandante” di Valerio Varesi

In questi giorni è un anno che vivo quì.

Non posso dire che il bilancio sia negativo, ma tante cose non sono andate come speravo. Una in particolare: sedermi con Romano in giardino a bere un bicchiere di vino e a fumare una sigaretta, parlando del tempo e del mondo, di tutto e di niente.

“Filologia dell’anfibio” di Michele Mari

“Che al male di vivere, ch’è pena bastante, troppo spesso aggiungono gli uomini un loro odioso condimentino, come chi spennellasse di marrone una merda bigia per saperla più merda”

Quest’uomo è un genio!

Che fare?

Giornata di crampi fisici e mentali, di pensieri e ripensamenti, sia pure allietata dalla lettura di Michele Mari, che da un lato mi esalta e dall’altro, ahimè, mi condanna al riconoscimento della mia illimitata ignoranza, o limitata cultura – a essere indulgenti.

Che fare? Quali sfide è più opportuno inseguire? Quella col mondo o quella con me stessa? Meglio intraprendere un nuovo percorso, lucidamente finalizzato, o lasciar perdere e provare ad andare un po’ a tentoni, avendo il tempo di buttarsi un poco e provare a dare una svolta a questa vita che mi sono costretta a condurre, senza fini e soprattutto senza lucidità, finally?

Odio prendere decisioni e poi tornare sui miei passi, ma visto che il dubbio mi ha raggiunto, si impone un supplemento di riflessione. Dopo aver finito “Filologia dell’anfibio”.

E per fortuna in tutto questo chi c’è c’è

Il centodelitti di Giorgio Scerbanenco

Brevi, e cattivissimi!

“Val più la pratica. Piccola grammatica immorale della lingua italiana” di Andrea De Benedetti

“Scriveva Antonio Gramsci nella Città futura: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere vuol dire essere partigiani”. Concordo in pieno: sia nel merito del suo giudizio che con l’uso dell’indicativo. Non si può credere in certe cose col congiuntivo.E’ come dire che non ci si crede fino in fondo, che si mantiene una minima riserva mentale, che se qualcuno dimostrasse che è vero il contrariosaremmo pronti a cambiare idea. “

Non amo i saggi, ma questo l’ho davvero divorato. Per il tema, che mi appassiona, per il modo in cui è scritto, sufficientemente scanzonato e ironico da farlo sembrare un romanzo. Anche se, confesso, la parte di meo neocrusc (neo cruschiana) ha dovuto affrontare numerose stilettate… Eppure, alla fine mi ha convinto. Forse la mia fede nelle regole grammaticali era declinata al congiuntivo!

Et maintenant

Youtube mi boicotta, quindi invece di ascoltare tocca leggere…

Et maintenant que vais-je faire / de tout ce temps que sera ma vie

de tout ces gent qui m’indiffèrent / maintenant que tue es partie

toutes ces nuits, pourquoi puor qui / et ce matin qui revient puor rien

Ce coer qui batm puor qui, pourquoi / qui bat trop fort, trop fort

Et maintenant que vais-je faire / vers quel nèant glissera ma vie

tu m’as laissè la terre entière / mais la terre sans toi c’est petit

Vous, mes amis, soyez gentil / vous savez bien que l’on y peut rien

Meme paris crève d’ennui / toutes ses rues me tuent

Et maintenant que vais-je faire / je vais en rire pour ne plus pleurer

je vais bruler des nuit entières / au matin je te hairai

Et puis un soir dand mon miroir / je verrai bien la fin du chemin

pas une fleur et pas de pleurs / au moment de l’adieu

Je n’ai vraiment plus rien à faire / je n’ai vraiment plus rien…

Corri, uomo, corri! di Chester Himes

le critiche mi avevano un po’ illuso, il libro non mi è piaciuto granchè…

La legge dei figli. Antologia noir per i sessant’anni della Costituzione di AA.VV.

Bellissima l’idea di accoppiare a ogni racconto un articolo della Costituzione. E drammatica, però…

L’amica della signora Maigret di Georges Simenon

Qualcosa da tenere per sè di Margherita Oggero

“Gli anni che passano spingono a revisionismi insidiosi, all’abbandono di certezze orgogliosamente sbandierate, alla nostalgia di ruoli stabiliti da millenni. Povera mer… meglio non pensarci”

“Perchè penso che i sentimenti sono degli inquilini che ci abitano quasi a tradimento. Degli abusivi che sfondano le porte o entrano dalle finestre senza essere invitati, senza chiedere il permesso. E quelli che invece abbiamo accolto con piacere o trepidazione fiduciosa a un certo momento cominciano a mutare, ma con variazioni così impercettibili che noi ce ne accorgiamo soltanto dopo, quuando si sono trasformati in qualcos’altro, se non nel loro opposto. Sono anche capaci di imprevedibili capriole, di fughe all’indietro, di smentite e controsmentite. Sono inquilini che non traslocano quando vorremmo che se ne andassero, che si barricano quando gli diamo lo sfratto, o che scappano di notte all’improvviso come i ladri, che lasciano la casa vuota desolata e fredda in pieno inverno, quando avremmo più bisogno di calore e di conforto”

“Rumeni” di Anna Lamberti-Bocconi

“… sopravvissi così, che alla fine è quello che so fare.”

Bellissima questa scoperta (grazie Luciano)

Frammenti

“in un tempo così lontano che non ricordo più” sono stata una persona felice e vitale, piena di entusiasmo ed energia. Ogni tanto riemerge, ma una parte di quell’entuasiasmo e di quell’energia l’ho sacrificata, senza rancore, al realismo e a un pochino di cinismo. Così va la vita…

Eppure conservo il ricordo della persona che ero, ma soprattutto conservo il ricordo e l’affetto per le persone che quella parte della mia vita hanno condiviso, cui ho voluto bene e che ne hanno voluto molto a me. Che ho perduto, spesso per colpa, ma che rimangono in me, a cui penso spesso, e  a cui auguro davvero solo il meglio.

L’altro giorno, senza preavviso, una di queste persone, una delle più importanti, è ricomparsa improvvisamente, dopo 15 anni.

Sono grata alla vita, e a questa persona, per questo regalo inaspettato, che mi rende felice come non ero da tempo, che mi riporta al tempo in cui sapevo essere felice.

Il potere del cane di Don Winslow

“Tu sei l’uomo migliore che io abbia mai conosciuto. Il più intelligente, il più gentile, il più divertente, l’uomo migliore che abbia mai conosciuto, e non so cosa farei se ti accadesse qualcosa, quindi, per favore, non andare via. Non farmi andare via”.

Il librone non è dei mie preferiti, con un sacco di scene davvero splatter, morti a centinaia, doppio e triplogiochisti.

Ma oltre a essere un bel ripasso di un po’ di cose vere, mi ha fatto riflettere l’idea che il giusto e lo sbagliato non sono mai concetti assoluti, e il vero buono può essere cattivo, e il vero cattivo può essere buono. Interessante.

more about "E non finisce mica il cielo", posted with vodpod

Backstage di Al. Cannavale, M. Carloni, S. Sottani

A parte che non capisco come si possa scrivere un libro a sei mani, è un racconto interessante, ma non esaltante. Fino al finale, che sovverte l’ordine del mondo e sconvolge tutto quanto, un finale davvero sorprendente, che non ti aspetti. E quindi, il massimo per un noir!

Comunicato stampa n° 1409 del 31/07/2009 (AVN) Venezia, 31 luglio 2009 “Ritengo che l’AIFA abbia preso una decisione basata su aspetti di ordine scientifico-sanitario e non sia entrata in aspetti di ordine etico o morale; questi ultimi dovrebbero essere esaminati preventivamente dal Parlamento, che finora non si è espresso, e mi auguro lo faccia presto”. Lo sottolinea l’assessore alla sanità della Regione Veneto Sandro Sandri in relazione alla decisione presa dall’Agenzia del Farmaco di autorizzare l’uso della pillola abortiva. “Nel caso in cui in Veneto venga richiesta questa prestazione – aggiunge Sandri – l’assessorato si atterrà a quanto previsto dalle normative vigenti, non opponendosi a richieste che soddisfino i requisiti di legge”.

Nonostante tutto, e soprattutto nonostante me, penso che valga la pena cominciare a vivere…

Pietr il Lettone di Georges Simenon

La foglia grigia di Alessandro Cannavale

“Ti vien voglia di svuotarle a testa in giù, le persone buone. Per svuotare le loro tasche e vedere dove hanno messo la cattiveria”

“La poesia è come rompere uno specchio, un disinganno che porta sfortuna. Spezza le connessioni che illudono e confortano, e le tue esperienze restano a terra, frantumate”.

Bello, bello, bello!

Il caso Saint-Fiacre di Georges SImenon

“Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson

Grazie Claudia, un bel libello estivo per davvero!!!

All’ombra delle fanciulle in fiore di Marcel Proust

“I nostri desideri interferiscono via via l’uno con l’altro e, nella confusione dell’esistenza, è raro che una felicità giunga a posarsi proprio sul desiderio che l’aveva invocata”

“ben poche rinunce sono assolute, per lo meno con continuità, in quest’animo umano che tra le sue leggi annovera, rafforzata dagli afflussi inopinati di molteplici ricordi, l’intermittenza”

“Si costruisce la propria vita per un’altra persona e, quando in essa finalmente la si potrebbe accogliere, questa persona non ci raggiunge, e poi muore per noi, e noi viviamo come prigionieri nel luogo che era destinato esclusivamente a lei”

Geniale

RU486

Ieri finalmente l’AIFA ha approvato l’utilizzo della pillola RU486 in Italia.

Naturalmente i vertici vaticani hanno lanciato i loro tremendi anatemi contro l’utilizzo del farmaco abortivo, addirittura si parla di scomunica immediata per chi lo utilizzi. Mi devono poi spiegare come possono sapere i nomi di chi in effetti lo utilizzerà, essendo i dati sanitari coperti da rigorosa privacy…

Ma questo non stupisce nessuno, ognuno fa il suo mestiere. Certo, proprio oggi che ho scoperto che in Italia ci sono consultori privati gestiti da religiosi, sia pure con l’utilizzo di personale specializzato, la questione mi pare pesante, ma tanto fa.

Poi ho letto le dichiarazioni più originali dai politici, e queste no non le posso tollerare.

L’articolo del Corriere dice che il Ministro Meloni sostiene che è meglio la RU486 dell’intervento chirurgico, purchè sia somministrata sotto stretto controllo ospedaliero e ai sensi della vigente legge n.194. Come se invece qualcuno pensasse che avrebbe trovato la pillola al supermercato….

Ma la stessa Ministro, in una dichiarazione riportata da Repubblica, dice testualmente “Che brutta Italia, quella in cui si festeggia un nuovo “rivoluzionario” metodo per sopprimere la vita”. E allora viene il dubbio che ’sta donna non abbia idea di quello che dice.

Elisabetta Alberti Casellati dice che bisogna lavorare sul fronte della prevenzione dell’aborto”, Gabriella Carlucci dice “In Italia viene legalizzato l’aborto fai da te”. Ma evidentemente anche loro non san bene di cosa parlano.

Lo ammetto, sono contenta dell’approvazione da parte dell’AIFA della RU486. Sono contenta perchè non ha senso nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che l’IVG non esista. E di fronte al fatto che le IVG si fanno, AI SENSI E NEI LIMITI PREVISTI DALLA L. 194 CHE CONDIZIONERA’ LE MODALITA’ DI UTILIZZO DELL’RU486!!!, non capisco per quale ragione si debba preferire l’invasività di un intervento chirurgico alla minore invasività di un trattamento farmacologico.

Potendo scegliere, perchè optare per la chirurgia in un intervento che si può risolvere in laparoscopia? Perchè se ci si opera di un carcinoma al seno e si può effettuare un intervento poco invasivo, si dovrebbe preferire l’asportazione completa della mammella?

L’unica spiegazione è  il valore simbolico: siccome stai facendo una cosa brutta e cattiva, è giusto che tu soffra. Ma allora cosa intendeva quello che disse, all’epoca, “Tu donna partorirai con dolore”, che partorire è una brutta azione e come tale va punita? Ma i bambini non erano una benedizione del cielo, o lo erano solo quelli concepiti senza peccato originale??? (ma c’è ancora gente che ci crede???)

Non ci sarà l’aborto fai da te, e non festeggiamo la facilità della fine della vita, ma soltanto la possibilità di rendere meno cruente e dolorose esperienze sanitarie che già hanno riflessi importanti sulla salute, anche emotiva, di chi li subisce. E un giorno potremo anche aspirare che chi va in ospedale per un’IVG non si trovi ricoverata nel reparto di ostetricia con le puerpere in attesa di travaglio, nè con delle suore imbufalite cone caposala.

Ma soprattutto, voglio sottolineare come il gap stia tutto nella frase della Casellati: la prevenzione dell’aborto. Il problema vero, infatti, non è impedire alle donne gravide di ricorrere all’IVG , il problema è investire nella prevenzione delle gravidanze chiamiamole “indesiderate”, con interventi di educazione sessuale e diffusione della cultura della contraccezione (anatema anche qua, però), con il sostegno alle madri e alle famiglie. Questo era il senso della 194, che comunque prevedeva la possibilità dell’IVG come ultima opzione, da svolgersi in strutture ospedaliere a garanzie della tutela di salute della donna.

Ed è sulla prevenzione, sull’educazione, sulla diffusione dei contraccettivi, sulla verifica della diffusione della Pillola del Giorno dopo, lecita ma di difficilissima reperibilità,  che i nostri parlamentari dovrebbero impegnarsi, non sulla valutazione moralistica di una scelta che è e rimane privata e personale, rispetto alla quale dovremmo riuscire a offrire tutto il sostegno possibile, e le condizioni clinicamente più avanzate perchè l’impatto con questa esperienza sia il meno traumatico possibile.

Non mi stupisce che non lo facciano come politici, che non lo capiscano come donne, però, mi lascia davvero basita.

Eternità

Eternità, spalanca le tue braccia, io sono qua, accanto alla felicità che dorme, per lui vivrò finchè ne avrà bisogno, io ci sarò per asciugare le sue lacrime

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Proust

Sto leggendo il secondo volume de “Alla ricerca del tempo perduto”. L’avevo iniziato due anni fa, perchè in una serie di libri era citato, e mi era parso un segno del destino. E in uno, in particolare, che naturalmente ho rimosso, si diceva che leggere Proust guarisce dalle malattie. Mi ero ripromessa di leggerne un volume l’anno, rigorosamente in estate, ma l’anno scorso con la scusa del trasloco l’estate è passata troppo in fretta per tenere fede a questo impegno.

La scorsa settimana, dopo alcuni dei miei usuali e inutili malesseri, ho cominciato a rileggerlo. E sono fortunata, ad averne ancora 5 tomi da 500 pagine l’uno, more or less, perchè ce ne vorrà, perchè io possa guarire davvero…

Lo so che i miei malori sono tutti immaginari, ed è la mia testa a girare a vuoto. E so anche che a molte delle mie domande non troverò risposta, perchè il problema è che la risposta la so, solo che non mi piace, non è quella che vorrei. Non sono io, quella che vorrei, e non mi so cambiare.

Ma magari Proust è taumaturgico davvero. D’altro canto il protagonista, in quanto a pippe mentali, non ha nulla da imparare…

Chi vivrà, ahinoi, vedrà.

L’oroscopo di oggi

Nettuno significa anche solitudine, ma la vostra è una solitudine creativa, produttiva, poetica. Una riserva naturale, un parco marino, dove possono accedere solo persone libere come voi. Un solo incontro, ma è voluto dalla fortuna.

ECCO, QUESTO MI PIACE

SCORPIONE

Anche a nome di tutti gli altri segni, vorrei ringraziarvi per gli scossoni che ci date, Scorpioni. Non sono sempre piacevoli, ma spesso ci capita di dire: “Grazie, ne avevo proprio bisogno”. Apprezziamo anche le polemiche in cui ci coinvolgete, perché ci costringono a prendere posizione su questioni dove siamo sempre stati incerti. Vi siamo grati anche per tutte le volte che ci aiutate a essere meno presuntuosi. Con voi in giro è difficile continuare a fingere, ed è più facile arrivare alla radice della verità. Non cambiate. Continuate a pungolarci nonostante le nostre proteste. Sappiate che almeno alcuni dei vostri fan apprezzano il modo in cui ci stimolate, ci raggirate e ci spingete ad andare dove ci fa bene anche se non ce ne rendiamo conto.

Che dite, sarà sottile sarcasmo o aperta presa per il culo???

Come se

Ha poco, porca miseria, da dire la mia psicologa, che devo vivere come se l’ansia e il panico non li avessi avuti mai.

Che io lo so che è solo stanchezza, e nausea da fame, e SPM, lo so benissimo. Eppure quando me li trovo addosso, tutti e tre insieme, penso solo che sto per dar di stomaco. E mi comporto di conseguenza, cioè come se ne fossi terrorizzata, non come se non mi fosse mai successo.

Voglio resettarmi il cervello, in qualche modo, e smettere di ascoltare ossessivamente gli inutili segnali del mio corpo, che invece amplifico e reifico.

Voglio poter avere il mal di stomaco, come chiunque altro, senza che scateni la mia tachicardia. Voglio poter avere sonno senza che mi giri la testa. Voglio poter mangiare senza la certezza che non digerirò.

Voglio solo una vita normale.

Voglio poter uscire, mangiare fuori, restare a chiaccherare fino a tardi con le persone che amo, o magari con qualcuno che conosco appena, senza prima prendere lo xanax, o il buscopan, e senza dover per forza avere una borsa piena d’acqua, di caramelle, di medicine, di diari di bordo.

Voglio potermi sentire a mio agio quando sono fuori come quando sono a casa mia.

Voglio. E posso. E devo.

Spero solo di non essere rimasta sola, nel frattempo….

Onora il padre. Quarto comandamento di Giancarlo De Cataldo

‘Sti poliziotti sofferti e vissuti mi piacciono proprio. Vuoi mica dirmi che ha ragione PT quando dice che incontrerò un uomo in divisa??? Mah…

La caduta di Albert Camus

“Ma non è facile, perchè l’amicizia è svagata, o almeno impotente. QUELLO CHE VUOLE, NON PUO’. Forse, dopotutto, non lo vuole abbastanza.”

“Sì, l’inferno deve essere così: strade con insegne, e non c’è modo di dar spiegazioni. Si è classificati una volta per tutte”

Quest’uomo era un vero genio

Neve di primavera di Yukio Mishima

“Per essermi calato troppo a fondo nei sogni, questi sono straripati e hanno invaso il territorio della realtà!”

“Ammesso che esista, l’eternità è il presente…”

Il libro è interessante, ma LENTISSIMO. Sono praticamente in coma….

Le vacanze di Maigret di Georges Simenon

Il fazzoletto Azzurro di Corrado Augias

“Con gli anni però aveva fatto la fondamentale scoperta che l’uomo trova nel mondo quasi soltanto ciò che ha già dentro di sè, e questo l’aveva portato a risparmiarsi molti pensieri, sentimenti e azioni inutili”

“Si considerava un uomo del tutto normale, non fosse stato per il fatto di sentire a volte che una seconda vita viveva dentro di lui, non altrimenti avvertita che nell’improvviso desiderio di essere altrove. Si chiedeva se non fosse in questi sporadici bagliori la sua più intima verità. Nessuno si conosce, pensava, fino a quando è soltanto se stesso e non allo stesso tempo anche un altro”

Oroscopo di oggi

L’oroscopo dice:

“Donne dello scorpione, avete bisogno di un amante”.

Ma cosa fa, prende per il culo?

Pura poesia

 

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STRIKE!

nuovobanner22

Ho passato l’ultima settimana a litigare con me stessa, e poichè il motivo del litigio ha a che fare con una decisione politica, e poichè qualcuno potrebbe chiedersi per quale ragione sostengo (su facebook, nel blog, in generale) il Senatore Ignazio Marino nella sua candidatura a Segretario del Partito Democratico, ma alla fine ho deciso di non iscrivermi al PD (che sarebbe il modo forse più semplice per farlo), mi pare corretto abbozzare una breve spiegazione.

Trovo che la candidatura del Senatore Marino rappresenti una svolta epocale nel PD. Il Senatore è un iscritto e un eletto, ma di fatto non ha mai fatto parte della cosiddetta nomenklatura. Anzi, spesso si è attirato gli strali non solo dei Teodem per le sue posizioni sulla laicità, sulla ricerca e sul testamento biologico, temi che come è noto mi sono particolarmente cari. Ora, non è tanto il merito delle sue posizioni a stupire, oramai è doxa comune che la maggior parte degli italiani queste posizioni le condivide, quanto il modo con il quale il Sen. Marino affronta questi temi:  con coraggio, determinazione, lucidità, senza incartarsi in quel classico politichese che dice tutto e il contrario di tutto; una volta si sarebbe detto “senza se e senza ma”.

E’ questa, a mio avviso, la vera novità della sua candidatura, in una prospettiva politica nella quale il centrosinistra, o quel che ne è rimasto, bofonchia qualche mezza affermazione pur di non farne una intera, dove il veltroniano “Ma anche” è diventato la bandiera, e la misura. Oltre naturalmente al fatto che condivido la piattaforma politica che sta alla base della proposta Marino, dato che necessariamente in politica oltre alla forma bisogna badare anche alla sostanza.

E allora perchè, davvero dopo tante riflessioni anche dolorose, ho scelto di non iscrivermi al PD?

Le ragioni sono sostanzialmente due, una legata al passato e una al presente, ma entrambe legate tra loro.

Nel mio percorso ho passato una grande parte della mia vita all’interno di uno dei soggetti costitutivi del PD, ovvero l’allora PDS – DS. E’ stata un’esperienza entusiasmante, per me, giovane e volenterosa, perchè mi ha dato modo di imparare tantissimo, di fare molto, di sperimentarmi come mai prima. E però mentre noi si faceva politica tra le persone, con le iniziative, con il dibattito, la maggior parte del partito, di QUEL partito, si occupava d’altro: di beghe e beghette, di fatidiche rese dei conti, della conta dei vivi e dei morti, di un dibattito interno che serviva soltanto all’autosussistenza e all’autosoddisfazione di pochi, e che nulla ha a che vedere, a mio avviso, con il concetto di politica. A me interessava, e interessa ancora, la politica come proposta, come realizzazione concreta degli ideali, come progetto per una società migliore. Una politica dove la meritocrazia e non il burocratismo guidi la scelta della classe dirigente, perchè vorrei una società dove la meritocrazia guidi l’esperienza diretta delle persone. Non sono, ovviamente, per il darwinismo sociale, ma credo davvero che se i migliori guidassero gli ambiti della vita, nell’economia, nella scuola, nel mondo del lavoro, nella politica appunto, sarebbe una società migliore quella in cui viviamo.

Ma tanto fa. Quel partito non era il posto giusto per me, e io meritavo di impegnarmi in un progetto migliore, con persone migliori. Ed è quello che ho fatto, realizzando il mio percorso politico successivo prima in “Oggiperdomani”, poi con “TrevisopiùEuropa” e con l’Associazione Coscioni, e nella mia attuale vicinanza, pur senza appartenenza, con i Radicali: ho scelto di fare le battaglie in cui credevo con persone verso cui ho stima e fiducia, oltre che la condivisione sostanziale della stessa visione del mondo e della politica, anche se necessariamente questo ha significato stare in una nicchia, senza il supporto dell’organizzazione e della visibilità sui grandi temi che un partito ha.

E ho promesso a me stessa che mai più mi sarei abbassata a svilire i miei ideali, e me stessa, in lotte intestine fini a sè stesse, che se politica voglio fare, dev’essere Politica, altrimenti posso stare a casa a leggere qualche libro in più, senza rancore.

Veniamo quindi al presente. Il Senatore Marino fa una proposta, e io la accolgo tutta, in pieno, e gli garantisco il massimo dell’impegno, ma iscrivermi a QUEL partito mi costa troppo. Perchè anche se ha cambiato nome e fisionomia, comunque le beghe son rimaste le stesse, le lotte intestine sono rimaste le stesse, le persone son rimaste le stesse. Anche questa logica della contrapposizione tra i vecchi e i nuovi, che senso ha se non ritornare a occuparsi di sè stessi e non del paese, che tanto non tutti i Vecchi son da buttare, e non tutti i nuovi son da osannare…

E io non posso tollerare di tornare a dividere il mio tempo con loro, e magari – tutto è possibile – a condividere con loro lo stesso impegno per lo stesso candidato. Ho bisogno di essere coerente con me stessa prima di tutto.

Ho un timore, grande. Che anche se Marino vincesse, forse sarebbe capace di rilanciare il PD verso il ruolo che ha, ovvero rappresentare un’opposizione all’interno del Paese e lavorare per essere l’alternativa a questo Centrodestra, cosa che negli ultimi anni il centrosinistra ha smesso di fare, troppo concentrato alle conte e alle sopravvivenze. Ma non credo che riuscirebbe davvero a vincere la battaglia interna con queste logiche e queste persone. E non potrei mai iscrivermi ora e stracciare la tessera quando dovessero vincere le primarie Franceschini o Bersani

Forse tutti i partiti funzionano così, o forse no. Certo questo funziona esattamente così.

E io la battaglia contro questo tipo di logiche l’ho già persa malamente, non me la sento proprio di combatterla di nuovo.

L’ho fatta lunga, lo so, ma almeno mi pare di essere stata onesta.

 

 

PARTITO DEMOCRATICO DI TREVISO

 

Giovedì 16 luglio – ore 20.30   Hotel Ca’ del Galletto – Treviso

 

 

IGNAZIO

 

 

MARINO

 

E FELICE CASSON

 

DISCUTERANNO DI

 LEGALITA’, DIRITTI, CITTADINANZA

 SCEGLI DI CONTARE! ENTRO IL 21 LUGLIO ISCRIVITI AL PD

SCOPRIRAI CHE E’ UN BUON INVESTIMENTO.

 Hotel Ca’ del Galletto  Via santa Bona vecchia, 30  Treviso.

http://www.hotelcadelgalletto.com/index.htm

 

http://www.ignaziomarino.it

Malati

“I comunisti voteranno per Bersani, i democristiani per Franceschini, i malati per Marino.

Considerate le condizioni in cui versa il PD, dovrebbe stravincere Marino”

di Caino, su Vanity Fair di questa settimana

La prima inchiesta di Maigret di Georges Simenon

“Un uomo da consultare come si consulta un medico. Una specie di ACCOMODATORE DI DESTINI. E non solo perchè intelligente – forse non aveva neanche bisogno di un’intelligenza eccezionale -, ma perchè capace di vivere la vita di chiunque, di mettersi nei panni di chiunque”

Elegia per un americano di Siri Hustvedt

“Era diventato triste e dormiva male.Una volta gli avevo suggerito con tatto che la psicoterapia e l’analisi potevano essere una bella avventura, e che, se quell’opzione gli sembrava impossibile, un antidepressivo poteva risollevargli il morale, ma avrebbe dovuto mollare l’alcool. Max si era proteso verso di me e mi aveva dato una pacca sul braccio – Erik – aveva detto – lo so che mi dici queste cose con le migliori intenzioni, ma io ho una tendenza all’autodistruzione nel caso tu non l’abbia notato, cosa di cui dubito visto che è il tuo lavoro. La gente come me non sceglie la salvezza. Sciancati e folli, ci trasciniamo verso il traguardo, con la penna in mano”.

“Spesso il linguaggio è fragile, pensai, un filo sottile di sapere ricevuto, privo di qualsiasi significato reale, ma quando siamo carichi di emozioni, parlare può essere una tortura. Non vogliamo lasciare uscire le parole, perchè a quel punto apparterranno anche ad altre persone, ed è un rischio che non possiamo correre

Non raggiunge,secondo me, le vette di “Quello che ho amato”, ma questa donna scrive magnificamente, e conosce gli uomini… E poi, niente a che vedere col marito….

Col tempo…

TTS

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ANSIA

Quale ne sia la ragione, nell’ultima settimana ho l’ansia ogni secondo minuto

E a dire la verità, ne avrei le palle piene.

Sto week end mi dedicherò alla ripulitura della mia aura: libri, bicicletta, relax, vita.

E poco internet, che mi stressa.

E tanto sesso, che mi rigenera. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA. battutona

Prospettive

Se non ricomincio a dormire finirò per mettermi a piangere, avere crisi d’ansia continue, tentare il suicidio.

Per favore, insonnia, non serve tu te ne vada per sempre, dammi solamente qualche giorno di tregua perchè io possa dare il refresh al mio cervello.

Il morto di Maigret di Georges Simenon

Lettura perfetta per non pensare a niente e a nessuno. Lettura d’oblìo

 

1. Mentre Berlusconi è in rapido declino di credibilità e autorevolezza e nel suo declino sta travolgendo tutto il Paese, manca ancora una alternativa politica e di governo credibile, soprattutto perché il PD è impegnato in una battaglia interna per la segreteria, che prescinde dalla gravità della situazione del Paese;

2. per questo noi salutiamo con speranza la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del PD, perché fa uscire il dibattito del PD dalla logica autoreferenziale in cui Franceschini e Bersani (e rispettivi sponsor) lo hanno imprigionato;

3. Non si tratta di scegliere tra “vecchi e giovani” o tra “vecchi e nuovi”, ma tra chi ha più volte legittimato Berlusconi come uomo politico, giungendo fino a fare un accordo sulla legge elettorale per mettere fuori dal parlamento europeo varie forze politiche (come hanno fatto D’Alema e Veltroni), e chi può lavorare a un credibile progetto di alternativa alla destra, guidando il PD e tutto lo schieramento che si fa carico dei valori laici, liberali, socialisti, ambientalisti e radicali.

4. Ignazio Marino è forse l’ultima opportunità per il PD di poter rappresentare il baricentro di una proposta di governo organica e alternativa alla destra, ma è un’opportunità per tutto il centrosinistra e per l’Italia, che ha bisogno di una sana competizione tra schieramenti politici contrapposti.

Per questi motivi auguriamo a Ignazio Marino e ai suoi sostenitori di portare fino in fondo il loro impegno e garantiamo la nostra collaborazione a chi, nel PD, è intenzionato a portare avanti le battaglie di giustizia e libertà che ci hanno sempre caratterizzato.

Stabat Mater di Tiziano Scarpa

“Io sono la mia malattia e la mia cura”

“Non ricordo quando è stata la prima volta che mi sono alzata dal letto e ho passato la notte sulla cima delle scale. A pensarci bene, non dev’esserci nemmeno stata una prima volta. Mi sa che è stato così da sempre. Io ho trascorso tutte le mie notti in questo modo, fin da quando ero piccolissima, fin da quando sono qui. Arrivo a dire che non sarei quella che sono, se non avessi la mia insonnia. E’ una parte di me, e mi chiedo come farei a continuare a vivere, senza questo appuntamento notturno con la mia NULLITA’”

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre) Allarme epifania spirituale! Straordinarie rivelazioni in arrivo! Spero che non ti dispiaccia essere svegliato nel bel mezzo della tua vita ordinata da un pacco speciale proveniente dal Grande Ignoto. Non importa se tu, mio piccolo dolce fagotto di sentimenti tumultuosi ed esagerati, sei un vero credente o un ateo impenitente. Presto sarai invitato a strappare alla radice una delle tue certezze logiche per sostituirla con una visione palpitante di meraviglia cosmica. Preparati a divertirti più di quando lottavi nel fango con il tuo angelo.

Niente “se” e “forse,

tra le occasioni avute e perse

restano solo ore scomparse

DI CERTO HAI SOLO QUELLO CHE FARAI

da Canzone per Anna

Negli ultimi due anni ho pensato che Le braci, di Sandor Marai, fosse il libro della mia vita. Perchè leggerlo mi ha fatto pensare che le spiegazioni non sempre servono, non sempre aiutano, e a volte si possono vivere le cose senza dirle, senza aspettarci o chiedere spiegazioni. Paradossalmente, è un libro che mi ha aiutato a essere più lieve.

Poi, grazie a Luciano, mi è tornata voglia di leggere Trecavalli, di Erri De Luca, che avevo letto circa 10 anni fa, e mi aveva molto colpito, tanto da usarlo come indirizzo di posta elettronica, perchè lo avevo sentito molto mio.

Io però poi dimentico quello che leggo, conservo solo le sensazioni.

Ieri, in giardino, in compagnia della pioggia ho riletto trecavalli. E ho capito che quello è il vero libro della mia vita.

Perchè anche se 10 anni fa ero molto diversa da adesso, provavo cose molto simili, in particolare in relazione a certi aspetti della vita, a certi aspetti dei rapporti interpersonali.

E a distanza di 10 anni, nonostante il tempo e le condizioni siano in parte diverse, in parte più simili a quelle del libro, in parte molto più lontane, io sottolinerei gli stessi passi, che allora mi commossero e ora mi stordiscono, per quanto somigliano davvero a me.

Ho vissuto questo libro come un fratello, allora, e ora mi sembra uno specchio. E vorrei tanto rileggerlo tra 10 anni e ritrovare le stesse somiglianze, la stessa storia, me stessa.

Perchè le cose cambiano, gli alberi crescono e i fiori si recidono, ma la terra rimane. E questo libro racconta la mia terra, e un po’ del mio albero.

Grazie a Luciano per avermi fatto ritrovare un po’ di me.

E grazie a Erri De Luca, che pure ora non leggo più, per avere scritto qualcosa che mi assomiglia così tanto. La vita non è letteratura, lo so, ma la letteratura può essere un poco la vita.

Vedi di non morire di Josh Bazell

mah…

Il campo del vasaio di Andrea Camilleri

“Livia ‘na volta gli aveva spiato polemica “Ma tu ti credi Dio?”. Un dio di quart’ordine, un dio minore, aveva pinsato allura. Po’, negli anni, si era fatto pirsuaso che non era manco un dio dell’ultima fila, ma sulo il povero puparo di ‘na mischina opira dei pupi. Un puparo che s’arrabbattava a fari funzionari la rappresentazioni come meglio putiva e sapiva. E per ogni rappresentazioni che arrinisciva a portare a termini, la faticata si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?”

Meglio puparo che dio, datosi che dio non esiste. E si può reggere finchè si deve, caro Salvo Montalbano. E cari uomini come lui.

versus

giusto vs sbagliato

sempre vs  mai

felice vs triste

lucido vs confuso

caldo vs freddo

fertile vs sterile

vicino vs lontano

con vs senza

in medio stat virtus?

Sarti Antonio: caccia tragica di Loriano Macchiavelli

“Ha una giornata intera da cancellare e deve farlo in fretta, prima che venga domani. Un’altra giornata che sarà da cancellare”

Dilemma

Posto che la rinuncia sia la soluzione dei perdenti, la rinuncia a qualcosa di inutile, insensato o dannoso rimane gesto da perdenti, o non risponde piuttosto ad un atteggiamento finalmente vincente?

Mi interrogo da tempo, ma non sono certa di aver trovato la risposta giusta.

Pur incapace di rinunciare, rimango una perdente.

Ma allora non è più un dilemma, diventa un paradosso.

Mi sa che la logica invece che aiutarmi mi incasina…

Nel frattempo, vincente o perdente che questo mi renda, so che non rinuncerò

La balia di Petros Markaris

E per fortuna questo è l’ultimo, che non lo reggevo quasi più…

Matematici nel sole di Franco Stelzer

“Se me ne andrò e se sarà un giorno di maggio, promettimi di fare selezione. Accompagnami solo con gli amici.

Voglio un funerale laico. Che ci sia vento o no. Che piova o meno.

Voglio un funerale onesto. Un copione che i presenti possano seguire. Una linea a cui tutti possano accostarsi, un qualcosa di gradevole e sicuro. Una sciarpa di lana, una federa di seta. Voglio crearlo io stesso, con l’aiuto delle persone che amo. Voglio provare a pensare come mi piacerebbe che la cosa funzionasse, fin nei minimi dettagli. E voglio che ne siano resi partecipi tutti. Che dicano la loro e, quando sarà il momento, sappiano che fare.

Se me ne andrò.

E se sarà di maggio.”

“Potessi scegliere, potessi dire il luogo della mia morte – allora non ho dubbi.

Una distesa di ninfee. E una mano che mi gioca tra i capelli.

Lenta. Come un fiume”

“Dunque voglio che si tenga conto -

che tremo ancora,

quando penso che mi sfiori con le dita…”

Però…

L’autostrada

“mi piace sentire la forza di un’ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti …
aspettiamola insieme l’estate”

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La lunga estate calda del commissario Charitos di Petros Markaris

“Come facevo a spiegarle la differenza tra un tempo, in cui uno temeva che l’altro se ne andasse, e il giorno d’oggi, in cui uno teme che l’altro rimanga?” ….

Paola Turci

gli effetti devastanti della domenica

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Il sonaglio di Andrea Camilleri

“Nei tempi antichi le metamorfosi venivano più facili a dirsi e a farsi”

Nero Riflesso di Elias Mandreu

Libro perfetto per il solstizio d’estate, nero quanto basta, con dei passaggi esilaranti. E una sottile malinconia di fondo.

“…perchè ogni uomo uccide le cose che ama, seppur non sia costretto a morirne.”

Spero che questi tre scrivano presto qualcosa di nuovo. Li tengo d’occhio….

di Fabrizio Rondolino, da Vanity Fair del 24 giugno

Un partito che tira un sospiro di sollievo per aver perso quattro milioni di voti in un anno non meriterebbe attenzione, se non si trattasse del maggior partito di opposizione. L’ultima trovata del PD è Debora Serracchiani, prima candidata al Parlamento UE in virtù di un intervento polemico che ha spopolato su Youtube, quindi eletta a furor di preferenza (in Friuli ha battutto persino Berlusconi), e oggi candidata alla vicesegreteria del partito. Sembra che l’idea sia di Veltroni, che così bloccherebbe non si sa quale piano di D’Alema, o di Franceschini, che così rimarrebbe segretario anche dopo il congresso di ottobre: a me pare stupefacente che sia stata anche solo presa in considerazione.

Debora Serracchiani è carina, predica il “rinnovamento” e buca il video, va forte su Internet. Ma queste qualità non bastano a selezionare una classe dirigente. Per quanto stuprata dall’immagine, la politica ha ancora bisogno di sostanza per funzionare, persino in Italia. La sinistra non è mai stata così debole, divisa, impotente e rissosa. Nessuno sa esattamente che cosa sia il Pd, quale progetto abbia per il futuro del Paese, che cosa abbia da dire ai giovani sulla formazione e sul lavoro, quali alleanze intenda stringere. Smentita dai fatti la sciocchezza veltroniana dell’”autosufficienza”, il Pd si ritrova oggi conmpletamente isolato e senza identità. DI fronte a questo scenario di rovine, si appresta a celebrare il rito del “rinnovamento” incoronando una brava funzionaria di partito alla soglia dei quarant’anni. Divenuta l’icona di un rinnovamento che non si vuol fare, Debora Serracchiani sembra l’alibi perfetto, insieme alla “non-vittoria” di Berlusconi, per consentire al Pd di proseguire nel suo sprofondamento autoreferenziale.

Tutti gli intellettuali giovani e tristi di K. Gessen

“Quando sei giovane e vai per la tua strada, e hai tutto il mondo davanti e tutti al tuo fianco, perchè sono solo lì quelli che conosci, e guardi tutti quegli altri, con le loro vite incasinate, e sai che tu farai le cose in un’altra maniera, ne sei sicuro al cento per cento, e in effetti è così. Sei più gentile, più delicato, più furbo. E poi un bel giorno alzi gli occhi e vedi che hai fatto tutto ciò che avevi detto di voler fare ma chissà come ti sei scordato qualcosa, nel frattempo è successo qualcosa e sono tutti scomparsi, è tutto diverso, e guardandoti intorno ti rendi conto che hai la stessa vita incasinata di tutti quegli altri deficienti.”

Già…

E comunque ha ragione Claudia, oramai la letteratura americana non esiste più, in America esistono solo i romanzi ebraici e quelli sugli ebrei…

Prospettive

Radere al suolo e ripartire da zero.

Voglio un Piano Marshall per la mia vita

Ciao

“Io che vorrei averti quì nel mio deserto di speranze”
“Perchè si muore già senza combattere?”

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OLTRE LA PESTE PARTITOCRATICA: RICOSTRUIRE LA DEMOCRAZIA. L’ALTERNATIVA LAICA, SOCIALISTA, LIBERALE, RADICALE, AMBIENTALISTA PER RIDARE VOCE AI CITTADINI

SABATO 20 GIUGNO ORE 15:30 TREVISO Fondazione Benetton Studi e Ricerche – Spazi Bomben per la Cultura – Palazzo Bomben,  VIA CORNAROTTA 7

La recente campagna elettorale, svoltasi in un clima di palese illegalità democratica, si è contraddistinta per un dibattito tutto partitocratico e di potere che ha trasformato la consultazione in un referendum pro o contro Berlusconi, senza mai consentire la discussione sull’idea di Europa e senza che i cittadini potessero sapere cosa faranno ora i loro eletti a Bruxelles. Soglia di sbarramento per le elezioni europee, referendum elettorale per giungere ad un monopolio bipartitico senza contrappesi e monopolio dell’informazione mettono a rischio le tenuta democratica del Paese, come si vede dal tentativo di estromettere dal Parlamento europeo e italiano le forze di area laica, socialista, liberale, radicale, ambientalista. D’altro canto le prove non buone dei partiti di centrosinistra, anche nel nostro territorio, mettono a rischio la stessa esistenza del dibattito politico e della dialettica tra governo e opposizione. Per affrontare tali questioni è stata convocata una nuova “Assemblea dei Mille” a Chianciano, per il 26, 27 e 28 giugno: un’occasione per ipotizzare nuovi percorsi per uscire dalla crisi in cui il sistema democratico italiano sta sprofondando. La riflessione a livello nazionale deve essere preparata da una riflessione a livello locale, dove l’egemonia della Lega e della destra rischia di diventare elemento strutturale ed immodificabile. In questo contesto, sentiamo il bisogno di chiamare a raccolta le forze politiche e i cittadini di buona volontà, per fare tesoro delle sconfitte, lasciare alle spalle un periodo di immobilismo e aprire le porte ad progetto politico nuovo nel metodo di lavoro e nei contenuti.

L’Associazione VenetoRadicale, l’Associazione TrevisopiùEuropa e la Associazione Luca Coscioni di Treviso vi invitano a partecipare  all’assemblea di sabato 20 giugno a Treviso presso il palazzo Bomben in via Cornarotta 7.

INUTILE

A Rimini la spiaggia com’è vuota, quasi inutile di marzo, deserta dell’ estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera 
e noi, senza nemmeno un poco d’ ironia, fra gusci e quarzo,  ad inventare insieme primavera.

Era piovuto piano e senza pause quasi fino a quel momento, picchiando sopra ai pali della spiaggia il mare si spezzava in lembi; nel ristorante vuoto il cameriere, assorto e lento,  cifrava il rebus dei cumulonembi.

Compiendo poi quel rito inevitabile e abusato, corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia:
di un verde di bottiglia era quel mare affaticato, l’ aria una stanza grigia…

Scoprimmo che oggi il mare lascia un povero relitto,  naufragi di catrame e di lattine arrugginite:
parlare era soltanto un altro inutile delitto contro le nostre vite…

Parlare, poi di cosa? Di quel vino troppo freddo e un poco andato?
O di quel fritto misto dato lì con malagrazia naturale?
A chi è triste di suo come un limone già adoperato dà ancora più tristezza mangiar male…

E dire che volevo regalarti un compleanno un po’ diverso, ma in noi turisti fuori di stagione c’era tutto di sbagliato:
la notte, già una cosa andata via, il mattino perso  e il pomeriggio forse già sciupato…

Però malgrado tutto si era stati bene assieme, così, senza un futuro, in incertezza intenerita.
Pensavo: “Farlo o no? Parlare o no? Restare assieme e poi cambiarsi vita?

Ma se fossimo stati un’ altra coppia fra le tante avremmo trasformato tutto in quella poca gioia
o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l’ urlare della noia?

Domanda forse inutile, com’era forse inutile quel giorno, da prendere così come veniva, senza calcolare il resto;
ci salutammo in fretta e in fretta anch’ io feci ritorno: di marzo si fa sera ancora presto…

Testamento

Oggi, 13 giugno 2009, nel pieno possesso delle mie facoltà, dichiaro le mie finali volontà, alla bisogna

Non ho granché da lasciare.

A Claudia e Franco i libri e i CD, sapranno dividerseli come meglio credono.

A Giampaolo la biografia di Bianciardi, che era sua, e “Le braci”, anche se ce l’ha già. E tutto l’archivio, che spero di riuscire prima o poi a mettere in ordine…

A Roberta la collezione di palle di neve.

Vorrei che tutte le carte che conservo in armadio venissero bruciate senza essere lette, che gli scheletri è meglio siano un fatto privato.

Nelle mensole in salotto c’è il mio Testamento Biologico, dove è specificato che non voglio essere tenuta in vita contro il corso della natura, non è mia intenzione vegetare mio malgrado. Nella carta di identità, invece, c’è il modulo di assenso alla donazione degli organi, sempre che ci sia qualcosa di buono da recuperare.

Preferirei che non vi fossero annunci della mia morte, soprattutto niente epigrafi, che mi fan malinconia.

Chiedo che non si svolga il funerale religioso, ma se proprio parrà necessario, un commiato laico, durante il quale possibilmente nessuno pronunci alcun discorso, ma sia ascoltata la canzone “Euridice” di Roberto Vecchioni. E che ci sia del vino rosso per i convenuti.

Ai  miei amici chiedo che non mentano, ricordandomi con belle parole su quanto fossi generosa e altruista e via così, tanto lo sappiamo benissimo tutti che in realtà io sono una stronza, e che la mia grande fortuna è che loro mi vogliano bene, ciò nonostante. A proposito di quanto io sia stronza, siccome non farò in tempo a mandare gli inviti alla cerimonia funebre, gradirei che tutti quanti sanno che li odio, evitassero di presentarsi….

Per ragioni ecologiche ed economiche, vorrei l’ecobara in cartone (magari con i disegni delle foglie in autunno, o con le nuvole, kitsch per kitsch….) e non in legno. Credo si possa comprare anche su internet.

Chiedo di essere cremata, e le mie ceneri messe in un loculetto, non sotto terra che ci sono i vermi e mi fanno schifo. Sul loculetto non vorrei foto, solo il mio nome. Come dice Henry Miller mi piacerebbe ci fosse scritto “novità?”, ma mi rendo conto che potrebbe essere una richiesta eccessiva.

Sono troppo scema per lasciare un testamento “morale”, per cui, fin d’ora, posso solo dire GRAZIE. Nonostante le continue lamentazioni, ho vissuto come potevo e come sapevo, e grazie alle persone che amo penso di poter dire di avere conosciuto anche la felicità.

Pubblico questo magro testamento sul mio blog, che sia evidente e chiaro. Se mai diventassi ricca e avessi qualcosa in più da lasciare in eredità, prometto che lo aggiornerò di conseguenza, allargando se possibile il ristretto numero dei beneficiari.

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