I turbamenti del giovane Torless di R. Musil
“Perchè i pensieri sono qualcosa di strano. Spesso non sono che accidentali; passano senza lasciare traccia; e i pensieri hanno la loro stagione morta e la loro stagione viva. Talvolta si può avere un’intuizione geniale e tuttavia essa appassisce lentamente sotto le nostre mani, come un fiore. La forma rimane, ma mancano i colori, il profumo. Cioè, ce ne ricordiamo parola per parola, e il valore logico della proposizione scoperta rimane intatto, tuttavia galleggia senza meta alla superficie della nostra mente, e non ci sentiamo più ricchi per questo. Finchè, magari dopo anni, ritorna all’improvviso un momento in cui ci accorgiamo che nel frattempo non avevamo capito niente benchè in termini di logica avessimo capito tutto.”