La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki
“Mi sembrava di aver continuato a perdere cose, persone e sentimenti. Nella tasca del cappotto che simbolizzava la mia persona c’era un buco che non si poteva ricucire con nessun tipo di ago o di filo. In tal senso, se qualcuno avesse aperto la finestra, messo dentro la testa e mi avesse gridato “La tua vita è un fallimento!” non avrei avuto nessuna prova per negarlo. Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei fatto le stesse identiche cose. Perchè quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto. Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient’altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato, o che io avrei lasciato, con tutti i miei bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati distrutti o perlomento che avrei dovuto ridimensionare. Un tempo, quando ero più giovane, mi ero illuso di poter diventare qualcos’altro. Avevo pensato che magari un giorno, chissà, avrei aperto un bar a Casablanca e incontrato Ingrid Bergman. O più realisticamente -ammesso che la cosa fosse più realistica- avrei potuto costruirmi una vita edificante e adatta a me. E a questo scopo mi ero allenato a modificare la mia personalità. Avevo perfino letto La rivoluzione verde, avevo visto Easy Rider tre volte. Però finivo sempre per tornare allo stesso posto, come una barca dal timone bloccato. Quello ero io. Non potevo andare da nessun’altra parte.”
meraviglioso!
amo murakami
non potrei vivere senza!
Tokyo Blues è in assoluto tra i miei libri preferiti