Domani, 11 luglio 2008, alle ore 20.30 a palazzo Bomben a Treviso ci sarà la prima assemblea della Cellula Coscioni di Treviso, prima in quanto costitutiva di fatto dell’Associazione, con annessa votazione dello Statuto, del Presidente e del Tesoriere (votano solo gli iscritti, ma ci si può iscrivere in loco).
La nascita della Cellula Coscioni a Treviso è qualcosa a cui tengo molto, in verità.
E credo sia importante che nasca realmente oggi, meglio, domani.
Nella palude della politica di oggi, che vede troppo spesso in prima pagina storie di sciacquette e di babbei, di questioni personali trasformate in ragione di Stato, mi pare che siano le vicende umane dei cittadini di questo paese a chiederci un forte impegno per la laicità delle istituzioni, per la libertà delle scelte, per la dignità della vita e della morte, anche nella sofferenza.
Le ultime sentenze, quella di ieri relativa a Eluana Englaro, quella di maggio relativa a Vincenza Santoro, rappresentano segnali positivi, ma non possiamo permettere che siano i giudici a decidere per noi. Dobbiamo fare in modo che i nostri rappresentanti istituzionali comprendano che il Paese è pronto ad avere una legislazione adeguata alle sua aspettative anche e soprattutto sui temi della vita.
E che non può essere più il Vaticano a stabilire cosa è giusto e cosa non lo è, sulla base dei suoi dogmi.
Riconoscere un diritto, come quello al Testamento Biologico, alle Direttive Anticipate, per tornare alle vicende di questi giorni, ma anche alla Diagnosi Preimpianto e alle sue conseguenze, non significa in nessun modo statuire il primato della morte sulla vita, anzi, direi che è esattamente il contrario.
Per questo è importante l’impegno di tutti, e una forte mobilitazione culturale su questi temi.
Altro che Vaffa Day.