La morte felice di A. Camus
“Sì, mi annoio. Ho vglia di sposarmi, di suicidarmi, o di abbonarmi all’Illustration. Un gesto disperato. Ecco”
“Vedeva chiaro. Aveva sperato a lungo l’amore di una donna. E non era fatto per l’amore. Attraverso la sua vita, l’ufficio nel porto, la sua camera e i suoi sonni, il ristorante e l’amante, aveva inseguito con una ricerca univoca una felicità che i fondo in fondo, come tutti, credeva impossibile. Aveva giocato a voler essere felice. Non lo aveva mai voluto con una volontà cosciente e deliberata. Mai fino al giorno… E da quel momento, a causa di un unico gesto calcolato in completa lucidità, la sua vita era cambiata, e la felicità gli sembrava possibile. Certo, lo aveva partorito nel dolore, questo essere nuovo. Ma cos’era questo di fronte alla degradante commedia che recitava prima?”
Il primo libro nella mia nuova casa…