Oggi, 13 giugno 2009, nel pieno possesso delle mie facoltà, dichiaro le mie finali volontà, alla bisogna
Non ho granché da lasciare.
A Claudia e Franco i libri e i CD, sapranno dividerseli come meglio credono.
A Giampaolo la biografia di Bianciardi, che era sua, e “Le braci”, anche se ce l’ha già. E tutto l’archivio, che spero di riuscire prima o poi a mettere in ordine…
A Roberta la collezione di palle di neve.
Vorrei che tutte le carte che conservo in armadio venissero bruciate senza essere lette, che gli scheletri è meglio siano un fatto privato.
Nelle mensole in salotto c’è il mio Testamento Biologico, dove è specificato che non voglio essere tenuta in vita contro il corso della natura, non è mia intenzione vegetare mio malgrado. Nella carta di identità, invece, c’è il modulo di assenso alla donazione degli organi, sempre che ci sia qualcosa di buono da recuperare.
Preferirei che non vi fossero annunci della mia morte, soprattutto niente epigrafi, che mi fan malinconia.
Chiedo che non si svolga il funerale religioso, ma se proprio parrà necessario, un commiato laico, durante il quale possibilmente nessuno pronunci alcun discorso, ma sia ascoltata la canzone “Euridice” di Roberto Vecchioni. E che ci sia del vino rosso per i convenuti.
Ai miei amici chiedo che non mentano, ricordandomi con belle parole su quanto fossi generosa e altruista e via così, tanto lo sappiamo benissimo tutti che in realtà io sono una stronza, e che la mia grande fortuna è che loro mi vogliano bene, ciò nonostante. A proposito di quanto io sia stronza, siccome non farò in tempo a mandare gli inviti alla cerimonia funebre, gradirei che tutti quanti sanno che li odio, evitassero di presentarsi….
Per ragioni ecologiche ed economiche, vorrei l’ecobara in cartone (magari con i disegni delle foglie in autunno, o con le nuvole, kitsch per kitsch….) e non in legno. Credo si possa comprare anche su internet.
Chiedo di essere cremata, e le mie ceneri messe in un loculetto, non sotto terra che ci sono i vermi e mi fanno schifo. Sul loculetto non vorrei foto, solo il mio nome. Come dice Henry Miller mi piacerebbe ci fosse scritto “novità?”, ma mi rendo conto che potrebbe essere una richiesta eccessiva.
Sono troppo scema per lasciare un testamento “morale”, per cui, fin d’ora, posso solo dire GRAZIE. Nonostante le continue lamentazioni, ho vissuto come potevo e come sapevo, e grazie alle persone che amo penso di poter dire di avere conosciuto anche la felicità.
Pubblico questo magro testamento sul mio blog, che sia evidente e chiaro. Se mai diventassi ricca e avessi qualcosa in più da lasciare in eredità, prometto che lo aggiornerò di conseguenza, allargando se possibile il ristretto numero dei beneficiari.
Perché ciò?
Ti mando un abbraccio
Cristian
Perchè no? Non si sa mai. Almeno si sa quello che voglio. Anche se non penso che morirò presto….
Grazie, ciao
Non ti preoccupare, che non serve che muori per dirti che sei una schiavista!!!
Silvietta,
se vuoi sei autorizzata – unica – a parlare al mio funerale, a condizioni che tu dica qualcosa del tipo “Oh, certo che era proprio stronza… eeehhhnnnn”