Sarti Antonio: caccia tragica di Loriano Macchiavelli
“Ha una giornata intera da cancellare e deve farlo in fretta, prima che venga domani. Un’altra giornata che sarà da cancellare”
Giugno 30, 2009 di saravisentin
Sarti Antonio: caccia tragica di Loriano Macchiavelli
“Ha una giornata intera da cancellare e deve farlo in fretta, prima che venga domani. Un’altra giornata che sarà da cancellare”
«Adesso che era andata via bisognava riuscire a dimenticarla, e gli venne la strana idea che occorreva farlo sistematicamente e con ordine. Con grande sgomento di Alì, si buttò carponi e, strisciando sulla sabbia, cancellò accuratamente con le mani tutte le tracce dei passi di Nina. Vi accumulò tanti mucchietti di sabbia, lasciando dietro di sé una fila di tombe in miniatura giù fin sull’orlo dell’acqua (…).
Era un uomo forte – forte come una roccia. Che andasse pure, lei. Lui non aveva mai avuto una figlia. Avrebbe dimenticato. Stava già dimenticando.
Alì s’avvicinò nuovamente, insistendo per partir subito, e questa volta Almayer acconsentì, precedendolo verso la canoa. Nonostante tutta la sua fermezza, mentre trascinava lentamente i piedi sulla sabbia appariva molto abbattuto e stanco; e al suo fianco – non visto da Alì – incedeva quel demone particolare la cui missione è di ravvivare la memoria degli uomini, per tema ch’essi dimentichino il significato dell’esistenza (…).
“Dimenticare!”, mormorò Almayer, e quella parola gli fece sfilare davanti una sequela di azioni, un dettagliato programma di cose da fare. Ora sapeva perfettamente bene che cosa bisognava fare. Prima questo, poi quello, e poi con facilità sarebbe venuto l’oblio. Con molta facilità. Aveva l’idea fissa che se non avesse dimenticato prima di morire sarebbe stato costretto a ricordare per tutta l’eternità (…).
Aveva fatto tutto quanto era in suo potere. Aveva distrutto ogni traccia dell’esistenza di Nina; e adesso a ogni sorgere del sole si chiedeva se l’oblio così ardentemente desiderato sarebbe giunto prima del tramonto, se sarebbe giunto prima della sua morte. Voleva vivere solo quel tanto da riuscire a dimenticare, e la tenacia della sua memoria lo riempiva di paura e di terrore per la morte; perché se fosse venuta prima ch’egli avesse raggiunto lo scopo della sua vita avrebbe dovuto ricordare per sempre! Desiderava anche la solitudine. Voleva star solo. Ma non lo era».
(JOSEPH CONRAD, La follia di Almayer )