Sto leggendo il secondo volume de “Alla ricerca del tempo perduto”. L’avevo iniziato due anni fa, perchè in una serie di libri era citato, e mi era parso un segno del destino. E in uno, in particolare, che naturalmente ho rimosso, si diceva che leggere Proust guarisce dalle malattie. Mi ero ripromessa di leggerne un volume l’anno, rigorosamente in estate, ma l’anno scorso con la scusa del trasloco l’estate è passata troppo in fretta per tenere fede a questo impegno.
La scorsa settimana, dopo alcuni dei miei usuali e inutili malesseri, ho cominciato a rileggerlo. E sono fortunata, ad averne ancora 5 tomi da 500 pagine l’uno, more or less, perchè ce ne vorrà, perchè io possa guarire davvero…
Lo so che i miei malori sono tutti immaginari, ed è la mia testa a girare a vuoto. E so anche che a molte delle mie domande non troverò risposta, perchè il problema è che la risposta la so, solo che non mi piace, non è quella che vorrei. Non sono io, quella che vorrei, e non mi so cambiare.
Ma magari Proust è taumaturgico davvero. D’altro canto il protagonista, in quanto a pippe mentali, non ha nulla da imparare…
Chi vivrà, ahinoi, vedrà.
il “mio” proust e’ ancora in quarantena…ma chi vivra’ vedra’.
davvero non lo credo!
ma di certo non posso non trasalire (!) a sentir chiamare immaginari i tuoi malori. che non conosco, chiaro, ma che mi sembra siano reali, come reali forse sono i giri a vuoo della tua testa, quando succedono, come reale e’ il dolore che a volte trapela nelle tue parole.
io allora sarei un dottore immaginario???
BENTORNATA!, mi stavo giusto chiedendo che fine avevi fatto. Tutto bene?
Un medico immaginario sarebbe una specie di cappellaio matto, o no???
Leggilo Proust, un tomo all’anno, vale la pena.
Un abbraccio
stavo traslocando la mia esistenza…!
prometto, mi impegno…ma sara’ dura, gia’ so!
In bocca al lupo, nueva doctora! A presto