Viola di Morte di Tommaso Landolfi
“Cosa chiedevo all’amicizia, al mondo,
A questo turpe bagno, a questo passaggio
In cui, quanto più gioconda,
L’ora, tanto più grave di disagio?-
Favoleggiava il misero compagno
Certezze sotto il Ponte di Rialto,
Ed in quel rotto paesaggio
Vedeva o sospettava il proprio dio.
Dio l’aria lieve che ci carezzava?
Dio l’equoreo contesto?
Dio canaletti e guardi?
Amico, cedi;
No, tutto ciò che vedi
E’ solo parte della nostra ansia,
Non formerà mai credi;
E così come questa vasta ansa
Che muore ai nostri piedi
Non sarà mai dritta strada al mare,
Così la nostra furia di ragione
(O di cuore, che poi fanno tutt’una)
Non sarà mai riposo o assoluzione.”
Perfetto per reinnamorarsi della poesia.