Io scrivo poco, e sostanzialmente scrivo per me, per esorcizzare le paure o per autopsicanalizzarmi, per togliermi dalla testa i pensieri fissi e oggettivarli. Cose indivulgabili, quindi.
Questo pezzo, tutto sommato, si può leggere, l’ho scritto oramai più di un anno fa, e non ho più motivi per tenerlo nascosto.
Dopo due anni finalmente mi sono decisa, e ho prodotto il numero due. Finalmente una cosa non autobiografica. La cui casa non può che essere questa. 29 luglio 2010
L’Esame
Ci è voluto un corso di scrittura creativa, e un po’ di tempo, ma il 13 maggio 2011 pubblico la terza creatura
Perduta a Venezia
l’ho letto perche’ scrivi “non ci sono motiv per tenerlo nascosto”. eppure mi e’ sembrato di infilare la testa in una stanza molto molto privata, intima.
eppure, forse, aver lasciato un po’ aperto questo spiraglio verso l’esterno mi da la sensazione sia la vera manifestazione di coraggio.
chapeau!