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vivere così

Noi che lavoriamo in grandi aziende, la mia ha poco meno di 10 mila dipendenti, siamo abbastanza abituati a cambiare mansione, o a vedere i colleghi e i responsabili cambiare mansione.

In 6 anni ho cambiato 4 servizi, 7 uffici, 5 dirigenti.

E’ normale, a volte me ne sono andata io, a volte se n’è andato qualcun altro.

Questa volta però, che avevo incontrato una dirigente uguale a me nei fondamentali, nel modo di relazionarsi, nel gestire le priorità, nell’avere al centro il paziente, l’onestà e l’Azienda, sono davvero dispiaciuta di doverla cambiare.

Grazie dottoressa. Sono stati 5 mesi fondamentali per la mia vita professionale e personale, non li dimenticherò. In bocca al lupo!

Cambiando si impara

Io credo che se per un paio di settimane qualcuno ha l”unico desiderio di piangere, allora deve cambiare qualcosa. E mi dispiace, perché so che odio i cambiamenti, soprattutto questi

Era tanto che non passavo un’estate così. Un’estate di cene e serate, di computer spenti prima di uscire dal lavoro o riaccesi solo la mattina dopo, un”estate di gialli da consumare in fretta sul comodino. Un’estate di brutte persone che ritornano, e di belle persone ritrovate. Un”estate di qualche batticuore, naturalmente con un uomo sbagliato, che però ci ha messo un sacco di impegno a provare a convincersi che sarei anche potuta bastare, e lo ringrazio con tenerezza per non aver capito che sono io quella a cui nessuno può più bastare. Stasera c’è un bel temporale, fuori piove e fa freschino, e io ho lavato il plaid e avevo sottomano soltanto il piumino. Per cui dichiaro conclusa l’estate del 2019, ricomincio da domani a lavorare di sera e ritorno sobria. Manca all’appello il ritorno di persone importanti che ho bisogno di vedere. Non aspetto null’altro, se non un autunno molto lungo nel quale comprendermi e perdonarmi per essere stata di nuovo me dopo essermi così a lungo sepolta. Domani ricomincia la stagione del lavoro, dello studio, delle minestrine in brodo, dei plaid e della mezza età. La stagione che amo di più. Perché ti accompagna senza promettere niente

Spazi

Anche se non sembra non sono una persona ingombrante. Mi prendo il posto che le persone mi fanno. Mi dai tanto spazio e io mi ci metto comoda. Me lo togli io mi faccio piccola e scompaio. Non vorrei mai essere dove non mi vogliono. Non vorrei mai occupare spazi che non mi competono. Ho rinunciato a molto sulla base di questa logica. Per questo adesso mi sento invasa. E prigioniera. Sotto scacco.

Con tutto il cazzo di spazio che cӏ

Come chi mi legge sa, sono da qualche tempo membro attivo di Qua.SanZeno, gruppo che si dedica allo sviluppo di comunità nel quartiere dove vivo. Da qualche tempo, poi, di questo gruppo sono il presidente, e il mio ruolo mi impone di accogliere e favorire anche attività che personalmente non mi verrebbero mai in mente.

Il gruppo da un anno preme per uno stage di danze popolari, che finalmente è cominciato stasera, e durerà tutti i giovedì di maggio, con saggio finale alla Sagretta del 31 maggio e 1 giugno, di cui poi si dirà. La realizzazione del percorso è a cura dell’associazione Diballardipotrebbeunpoco, e stasera Marta e Camilla sono state davvero fantastiche

Naturalmente come Presidente non potevo esimermi dall’essere presente stasera per l’accoglienza e i saluti (che detto così sembra una roba formale ma chi mi conosce sa che non riesco ad esserlo mai). Però, fedele ad Alberto Radius (Nel Ghetto) la posizione era in difesa: “ma di una cosa son sicuro, io non ballo, sono un duro”

E poi invece ti fermi 5 minuti, ti appassioni, ti incasini coi passi, non capisci niente, sudi come un cammello, ti gira la testa e bruci una manciata di calorie soprattutto in escursione termica, ma balli per quasi due ore su accompagnamento di musiche bellissime, e balli davvero, insieme agli altri, divertendoti come non ti capitava da anni. E scopri che è l’occasione per rivedere vecchi amici e vecchie amiche, e per ritrovare legami che si erano un pochino allentati

Voglio dire grazie a Marta e Camilla e a tutti gli esperti di Diballarsipotrebbeunpoco, e a tutti coloro che hanno partecipato, sia membri di Qua.SanZeno che non, ma soprattutto a Francesca, Ornella, Graziella, Loredana, Manuela e Daniela per aver così tanto insistito per fare questo corso di danze popolari, perché è una delle cose più belle che abbiamo fatto. E ne abbiamo fatte di fantastiche.

Adesso invaso la marmellata, ceno, e preparo lo zaino che questo week end lo faccio sulla strada ferrata.

Grazie, Qua.SanZeno, perché ogni volta che, parafrasando l’associazione Oblique di San Biagio di Callalta, mi chiedo chi me lo fa fare, scopro nuovamente tutte le ragioni che me lo fanno fare.

Bonne nuit

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Questa sera sono cominciati i webinar giuridico deontologici di AssistenteSocialePrivato. Io, che sono una delle due tutor didattiche, questa volta ho deciso di fare la partecipante, non tanto per i 10 crediti di cui 5 deontologici, che comunque non sono male, ma perché ancora una volta la proposta formativa è di grande qualità. Io lo sapevo già, nel senso che per etica professionale non lavorerei mai a corsi non di qualità, e lo sapevo perché ho la fortuna di condividere molte scelte con Elena Giudice. E lo sapevo perché conosco Francesco Pisano e so la sua grande capacità di farsi comprendere anche quando parla di argomenti delicati, e la sua grande conoscenza del suo lavoro ma anche del nostro: quando Francesco parla del ruolo dell’AS in un ambito SA esattamente cosa l’AS fa in quell’ambito, e spesso anche cosa NON fa o non dovrebbe fare.Eppure, pur sapendo tutto questo, e quindi quello che mi aspettava in un’ora e mezza di webinar, io sono rimasta senza parole. Perché stasera Francesco ha esordito dicendo che l’integrazione tra la norma e l’agire del professionista sociale è un futuro imprescindibile, e per questo ha riconosciuto l’avanguardia che Elena rappresenta in questo campo. E davvero io mi chiedevo, mentre ascoltavo, se davvero tutti i colleghi che lavorano nella tutela minori le conoscono, le sentenze della CEDU che riguardano questi temi, e avrei davvero voluto che fossero tutti con noi ad ascoltare. Perché come diceva giustamente Francesco, alcune sentenze della CEDU sono state precursori di leggi importanti, e altri cambiamenti avverranno, e mi sembra che siamo tutti indietro, mentre in questi cambiamenti dovremmo essere una guida. Le sentenze della CEDU su affidamenti e adozioni potrebbero aiutarci a sconfiggere le parti irricevibili del DDL Pillon. Se le conoscessimo. Ecco, mi dispiace per chi non c’era, perché ho imparato in questa ora e mezza molto più di quello che ho imparato in almeno un anno di università. E non vedo l’ora che ci sia il prossimo webinar, il 2 aprile, sull’affidamento condiviso e l’affidamento all’ente. Perché avrò ancora molte cose da imparare, e spero ci sarete anche voi.

Anche se mi rendo conto che è molto più semplice ricevere regalati dal CROAS 5 crediti deontologici alla fiera del WSWD, che di contenuti, fatti i conti, parlerà per un paio d’ore al massimo.

Sto per andare a letto, il mio per quest’anno in qualche modo l’ho fatto.

Ho pronta nell’agenda la lista degli obiettivi per il 2019. I buoni propositi non li faccio più, al massimo qualcuno di cattivo che mi viene in mente 😉

Però un desiderio lo esprimo, come se invece di San Silvestro fosse San Lorenzo.

Mi piacerebbe tanto che mi battesse qualche volta forte il cuore, e io non pensassi più che è la tiroide, o la tachicardia. Che mi battesse il cuore e a me non venisse l’ansia. Che mi battesse il cuore e io mi sentissi solo viva. Felice non importa. Solo viva.

Quanto al resto, che il Chissacchì a cui credete doni a ciascuno quello che si merita. Good night and good Luck

 

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