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Archive for agosto 2017

fine anno in anticipo

Il 31 agosto è un po’ come il 31 di dicembre.

Anche se non vado più a scuola, anche se non faccio che qualche sporadico giorno di ferie d’estate, anche se non finisce niente e niente comincia ex novo, il 31 agosto è la fine dell’anno estiva, inutile e triste come il 31 dicembre, con la falsa aspettativa che il 1° settembre, così come il 1° gennaio, possano rappresentare una sorta di nuovo inizio.

E’ difficile, soprattutto dopo un mese lungo e vuoto come agosto, non cedere alla tentazione di fare dei bilanci. Che non sono mai i bilanci di una stagione, ma sempre quelli di una vita.

E sarebbe facile dire, mescolando il tempo vicino e quello lontano, che dopo tutto non ho ancora fatto nessun esame all’ennesima università, non ho imparato a suonare nessuno strumento musicale, non mi sono rimessa in forma, non ho imparato a nuotare pur arrancando, non ho fatto la patente, non ho mai fatto l’amore con l’unico uomo che ho amato davvero, non ho mai finito di scrivere il mio libro nel cassetto, non sono riuscita a mandare via la malinconia.

Ma quanto è iniqua questa lunga teoria di non, e quanto ingiusta è nel descrivermi. L’altro giorno rivedevo il mio curriculum, e anche se questa università ancora non decolla, sono fiera di quello che ho fatto. E anche se tutto mi è costato fatica sono fiera di quel poco che ho raggiunto. E sono brava e contenta del mio lavoro. E ho perso degli amici, ma ne ho incontrati altri, e anche se nelle lunghe notti insonni mi sento sempre sola, in realtà sono sola troppo poco, ormai.

Che bilancio devo trarre da tutto questo? Che un alto e un basso fa un guaivo. E che, in fondo, alla mia età posso smettere di rimproverarmi quello che non sono riuscita a raggiungere, e accettare con serenità che sono nell’unico modo in cui potevo essere. Non mi avrebbe cambiata suonare il sax, fare la patente o poter amare chi ho amato. Sarei esattamente nello stesso punto. Qui, ora. Così.

 

 

 

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Sviluppo di comunità contro la paura

Ieri sera c’è stata la terza e ultima serata di Cinemiamo San Zeno, il cinema all’aperto che da due anni il gruppo Qua.SanZeno realizza con la collaborazione del Comune di Treviso e dell’ARCI.

C’erano circa 150 persone, tante, come nelle altre serate.

Uno dei momenti più belli è stato quando sono arrivati in bici, con le educatrici che li accompagnavano, i ragazzi del Ferro Hotel. Tanti, quasi tutti direi. Hanno visto il film e bevuto qualcosa insieme ad anziani, adulti, ragazzi e bambini del quartiere.

Sono andata lì pensando a quello che era appena successo a Barcellona. E mentre ero lì ho pensato che, contro la paura, contro lo scontro di civiltà, anche un piccolo gesto di comunità come guardare un film, come creare delle occasioni di incontro inter-generazionale e inter-razziale, è un bel modo per costruire posti un pochino migliori

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