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Archive for marzo 2018

invecchiamento e poesia

Oggi ripassavo alcune cose di poesia con Elena. L’enjambement, che è una di quelle cose che dimentichi ma poi quando te la nominano ti ritornano in mente, le rime, la metrica.

Cercando nel libro alcuni esempi sono incappata in un sacco di poesie bellissime, molte delle quali ricordo ancora a memoria, perché da giovane così si imparavano le poesie.

Poi ho trovato Montale, LA poesia, “ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale “. Allora mi è parso bello leggerla a Elena, spiegandole che è una delle poesie più belle del mondo.

E mentre la leggevo, ad alta voce, mi sono commossa.

La vecchiaia dev’essere questo. Piangere invece di essere felici quando si incontra qualcosa di bello. Mi aspettano anni difficili

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https://www.facebook.com/insistentisociali/?hc_ref=ARRYiVWWiqqNdm6-r2CHqFBLy2xNUCd0GcCvVkQ1zOQFOtDr9_bt04DcQUgv4yjG84o&fref=nf

Qualche giorno fa Insistenti Sociali ha pubblicato nella sua pagina un mio video sulle Fondazioni che alcuni Ordini Regionali, ma soprattutto l’Ordine Nazionale, hanno costituito. E’ un intervento che nasce da una grande curiosità di sapere perché gli Ordini sentono questa esigenza, e da una forte critica, perché a mio parere si tratta molto banalmente di uno strumento che replica in termini di competenze i ruoli degli Ordini, senza dare un vero valore aggiunto e anzi, putroppo, attivando dei meccanismi di duplicazione degli spazi di potere che a mio parere cozzano con la mia idea di giustizia, di trasparenza, di anticorruzione (che per chi se lo fosse perso è il mio cavallo di battaglia).

Nessuno di noi Insistenti Sociali si aspetta di avere delle risposte alle domande che solleva, ma questo non nega che sarebbe davvero piacevole che qualcuno rispondesse a delle domande che sono legittime, pienamente legittime. Almeno per scardinare nella mia mente l’idea, che purtroppo è stata più volte legittimata dagli atteggiamenti di alcuni rappresentanti dell’Ordine (so che è vietato dirlo, ma basti pensare a quello che sta succedendo in Campania) che appaiono, anzi, per essere precisi A ME APPAIONO volti all’unica salvaguardia del proprio Status Quo, incapaci di spiegazioni (avete mai letto una delibera del CNOAS, manca SEMPRE un elemento fondamentale previsto dal diritto amministrativo per i provvedimenti, ovvero la MOTIVAZIONE), spesso rancorosi e tendenti decisamente al personalistico, a volte vagamente minacciosi (l’ultima telefonata che ho ricevuto io, molto tempo fa, ha avuto un esordio del tipo: “magari dovresti parlare prima di scrivere, rischi che qualcuno si incazzi”. A voi cosa sembra?).

Eppure, seriamente, rispondere difendendo il proprio operato o giustificandolo non rende mica peggiori. Anzi, potrebbe essere un modo interessante per tornare umani. E riavvicinare all’Ordine molte persone che si fanno perfino più domande di me

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World Social Work Day 2008

Io festeggio il WSWD pensando a quanti colleghi e colleghe ho incontrato da quando ho iniziato il mio viaggio con AssistenteSociale Privato, Elena Giudice in primis, ma Giulia e Cristina che hanno pubblicato oggi una fantastica prima puntata della web serie, e tutti i colleghi con cui condivido l’esperienza dei corsi di formazione, siano essi formatori (e ne abbiamo di davvero speciali) o partecipanti, e Insistenti sociali, e alcuni Consiglieri della Regione Veneto con cui mi confronto spesso, e le colleghe con cui sono stata ai seggi per il rinnovo del Consiglio, soprattutto Eleonora Pascon. Devo dire che sono spesso stata critica nei confronti di un certo modo di vivere la professione, ed è un retaggio che viene da lontano, da quando il primo giorno di DUSS mi presentai dicendo “voglio fare questo corso ma non farò mai l’assistente sociale” ma oggi festeggio la bellezza di una comunità che scopro attiva, in cui ci sono movimenti belli, segnali importanti di critica costruttiva, di una riflessione pratica e non teoretica sul senso dell’essere assistente sociale oggi, nonostante forti sacche di resistenza e di tentativo di mantenere un deleterio status quo. Questa rete che si va costruendo attorno a me, e ampliando, di persone che condividono una ricerca di senso, mi fa dire grazie, perché era quello che mi mancava per non vergognarmi, come spesso mi è capitato, di essere anche io un’assistente sociale

Vi invito a vedere il video di Assistente Sociale Privato sulla pagina facebook

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