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Archive for 15 aprile 2018

Negli ultimi giorni i giornali riportano un dibattito serrato, che viene ripreso in occasione del rinnovo delle RSU soprattutto dalla CGIL, a seguito delle affermazioni del Direttore Generale della Sanità del Veneto, Dr. Domenico Mantoan, in un suo intervento per Motore Sanità. In questo intervento Mantoan dice, di fatto, che la sanità privata è fondamentale per la sopravvivenza degli standard nel sistema sanitario veneto, e che per questo sarà ulteriormente sovvenzionata soprattutto in alcuni ambiti.

Questo è il virgolettato di Mantoan “La sanità pubblica e la sanità privata non devono andare in competizione ma devono collaborare, ognuno ha dei compiti ben precisi ‘ è intervenuto Domenico Mantoan, direttore generale della Sanità della Regione Veneto -. Il privato ospedaliero rappresenta il 18% dei posti letto in Veneto, è un privato a cui abbiamo affidato dei settori ben definiti, in particolare l’ortopedia, la chirurgia e la riabilitazione, in alcuni casi fa anche da presidio ospedaliero per una zona. Noi abbiamo rispettato i patti: abbiamo dato budget e tariffe certe con pagamento delle loro prestazioni entro 60 giorni. Questa è la sintesi di un rapporto tra sistema sanitario pubblico e privato che al nostro sistema regionale ha dato risultati positivi negli ultimi 5 anni”.
“Il futuro ‘ ha anticipato Mantoan – è la gestione del territorio, di fronte ad un popolazione che invecchia ed è accompagnata anche da qualche malattia: per alcune strutture territoriali, come gli ospedali di comunità e altre forme assistenziali, una delle ipotesi è quella di sperimentare delle formule assieme al privato accreditato. Se non passa l’autonomia, abbiamo dei vincoli che ci pone la normativa statale (non possiamo assumere medici ed infermieri) per cui siamo costretti a guardare a queste ipotesi, perché dobbiamo dare risposte al cittadino”.

Io cado dalle nuvole, perché per la prima volta sono d’accordo con quello che dice il Dr. Mantoan: la sanità pubblica e quella privata non devono andare in competizione ma collaborare. Sono personalmente certa che in molti ambiti il sistema sanitario regionale crollerebbe se non ci fosse il supporto della sanità privata. Non mi straccio le vesti per questo.

Alcuni consiglieri dell’opposizione e, come appunto dicevo, la CGIL, si sono scagliati sull’intervista al Direttore Generale, sostenendo che la sanità pubblica va salvaguardata e non si possono investire così tanti, e sempre più, finanziamenti ai privati.

Ora. Le questioni sono più d’una. La prima che mi viene in mente è che è vero, una certa commistione tra pubblico e privato non così chiara vi è sempre stata. Se qualcuno ha voglia e modo si chieda in quale ISOLA felice sono andati a lavorare negli ultimi dieci anni molti dei Dirigenti Regionali della Sanità alla fine del loro mandato.

Quello che però io trovo davvero intollerabile nel discorso del Superdirettore è la grande bugia sui finanziamenti. Il personale pubblico non può essere incrementato perché c’è un blocco alle assunzioni. E c’è un blocco alla assunzioni perché il costo del personale pagato dalle Aziende del Sistema Sanitario è eccessivo.

Ciò non toglie che le autorizzazioni alle assunzioni vengono effettuate direttamente dal Dr. Mantoan. Che, per esempio, ha autorizzato all’Azienda Ulss della Marca l’assunzione di un capo ufficio stampa, che costa circa un infermiere e mezzo. E forse sarebbe stato più utile un infermiere e mezzo dato che quelli che ci sono fanno turni massacranti per garantire il servizio, e che un ufficio stampa, sia pure senza capo, già c’è. Che, per esempio, ha voluto, di comune accordo con il governatore Zaia, una riforma VERGOGNOSA delle Aziende Ulss che non consentirà mai un briciolo di risparmio (nonostante fosse quello il motivo fittizio con il quale è stata venduta).

Perchè se un risparmio ci sarà è legato solo al fatto di aver azzerato buona parte degli incarichi dirigenziali in attesa di fare le nuove nomine dopo gli atti aziendali, riconoscendo invece che le indennità complete quelle da f.f. (facente funzione), di molto limitate. Quindi utilizzando le persone con le stesse responsabilità di prima ma riconoscendo loro una minore indennità per lo stesso lavoro. Finanza creativa o presa per il culo?

Che poi, ammetto, se non fosse che i dirigenti sono proprio tanti dubiterei che questo bastasse a rimettere in positivo le uscite, a fronte del fatto che nel frattempo è stata creata l’Azienda Zero con poco meno di 50 tra dirigenti e superdirigenti, a fronte di non più di 300 dipendenti (do dei numeri a caso perché i dati di funzionamento saranno pubblicati l’anno prossimo). Il che significa che ogni dirigente dell’Azienda Zero dirige una media di 5 persone. Si può dire ‘sticazzi?

Allora diciamoci la verità. Il problema non è il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata. Il problema vero è come vengono spese le risorse economiche nella sanità pubblica. E adesso che l’asse Zaia-Mantoan, a fronte della nuova presunta alleanza Lega-5stelle, pare venire meno, attendo con ansia chi si assumerà, alla fine, la responsabilità di tutto.

Quello che mi pare certo, a questo punto, è che il Modello Veneto è un po’ andato a remengo, e confido che chi lo ha imposto raggiunga uguali orizzonti di senso.

P.S. il 17, 18 e 19 votate per le RSU. Io voto CISL!

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