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Posts Tagged ‘Bianciardi’

Il libro di oggi (71)

Non leggete i libri, fateveli raccontare di Luciano Bianciardi

Sempre un genio, Luciano!. Grazie GPS

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L’alibi del progresso di Luciano Bianciardi

“Siamo proletari: prima che mi nascesse un figlio io credevo che questa parola fosse solo una figura retorica, un’iperbole, per significare chi non ha ricchezza, il nullatenente. Non è così, non basta essere soli con il proprio lavoro e con la propria miseria, ci vuole anche un figlio per desiderare l’avvenire e lavorare a costruirlo”

Ieri ho letto questa cosa e mi ha spinto ad alcune riflessioni. Oggi ho saputo che è morta MariKa, e penso che siano parole giuste anche se le riferisco a lei, alle sue figlie, al suo desiderio di crescerle, e a tutte le riflessioni sul mondo che quando eravamo solo due ragazzine abbiamo condiviso. Adesso mi rimane una gran rabbia per le occasioni perdute e per la continua conferma dell’assenza globale di un senso. Oltre a una nuova e inspiegabile incapacità di piangere.

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Il libro di ieri (52)

Il convitato di vetro di Luciano Bianciardi

“Il fatto è che viviamo in tempi sempre più confusi, dove si mischiano di continuo le carte e si barattano le parti: il professore universitario vuol fare il regista, il regista scrive libri, lo scrittore si dà al cinema, davanti e dietro la macchina da presa, il cineasta fa l’antiquario, l’antiquario fa il cartolaio, il quale vende libri, mentre il libraio ripiega sulle cartoline. E non succede soltanto nel mondo della cultura e dello svago. Si legge di geologi che insegnano aritmetica, di professori che danno il concorso per l’INPS, di maestri che optano per il giornalismo, di giornalisti che vendono brillantina, di architetti che fabbricano sedie. Nessuno vuole più fare il mestiere suo.

I preti si occupano di politica, i politici fanno gli esercizi spirituali, i parlamentari si danno alla diplomazia, il controspionaggio pedina il presidente della Repubblica, i poliziotti sequestrano i libri, i ladri sparano, la Curia discute di diritto costituzionale, i questori vincono i premi letterari, i cantanti tirano le pietre, gli scalpellini cantano le romanze d’opera e i tenori le canzonette. I sessuologi guardano la televisione, che ha ben poco da insegnare, nel ramo. E chi ha più peccato scagli la prima pietra.”

ABC, Telebianciardi, 19 febbraio 1967

 

 

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Da questo Link a Radio Rai, Letture ad Alta Voce, Alessandro Benvenuti legge “La Vita Agra”

http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/alta_voce/archivio_2008/eventi/2008_05_02_lavitaagra/index.cfm#

 

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I minatori della Maremma di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola

Non ho commenti da fare… Aspettavo di leggerlo da molto tempo, e non mi ha deluso.

La mia passione per Bianciardi si eleva a potenza ogni volta che lo rileggo.

Ora non mi resta che partire.

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Paolo ha scovato su youtube dei filmati d’epoca meravigliosi su e con Bianciardi, e li ha postati sul suo blog http://apritreviso.wordpress.com

Quell’uomo era un genio. Peccato  non sia riuscito ad abbattere il Pirellone…

Grazie Paolo!

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 secondo “Antimeridiano” delle opere di Luciano Bianciardi

Libri, storie di vita in trincea

di DARIO OLIVERO

Luciano Bianciardi


IL LAVORO CULTURALE
Che risate si farebbe Luciano Bianciardi a vedere le sue opere raccolte in un due volumi che assomigliano ai reverendissimi Meridiani Mondadori, ma hanno la copertina in un cartone da scatola di merceria, la sua foto con la benda da pirata e li chiamano Antimeridiani. E’ uscito ora il secondo volume (a cura di Massimo Coppola e Alberto Piccinini, Isbn Edizioni, 69 euro). Il primo erano i romanzi e gli scritti, inarrivabili, sul Risorgimento degli eroi dei due mondi, dei giovani repubblicani che morivano a Roma, dei lombardi che a quei tempi sapevano chi era lo straniero e dei poveri del sud che vedevano accendersi la speranza della nuova Italia per poi vederla spenta un attimo dopo.

Il secondo è diverso: sono gli articoli del Bianciardi giornalista. Su tutto. Sulla televisione, sui minatori della Maremma, sulle origini del fascismo, sul mestiere di traduttore che lo faceva campare, sul calcio, sui Vitelloni di Fellini, su Mike Buongiorno. Sono quasi duemila pagine. Ognuno potrà trovare un pezzo del suo Bianciardi. Eccone uno dell’anarchico che mette in riga tutti quelli disposti a morire per le masse purché non debbano vivere in mezzo a loro: “Io sono con loro, i badilanti e i minatori della mia terra, e ne sono orgoglioso; se in qualche modo la mia poca cultura può giovare al loro lavoro, alla loro esistenza, stimerò buona questa cultura, perché mi permette di restituire, almeno in parte, il lavoro che è stato speso anche per me”.
(7 febbraio 2008)

Dal sito di Repubblica

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