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Posts Tagged ‘Guccini’

Aveva ragione Guccini “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età, dopo l’ estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità… ”

E ha ragione Elasti, che sull’ultimo numero di D parla di settembre come del mese di Tucidide, con l’incubo ricorrente di non saper fare una versione dal greco.

Perchè l’anno nuovo, in fondo, comincia a settembre, mica a gennaio, dopo (e nel mio caso a prescindere) la pausa estiva. Ed è sempre un nuovo ritorno a scuola, con la paura dell’ignoto e il dubbio sul proprio passato.

Ma, come dice Elasti, “A settembre, di giorno, arranco in bicicletta tra le polveri sottili e, di notte, SOGNO LA MIA INADEGUATEZZA. Tra due settimane tuttavia sarà ottobre, METTERO’ A TACERE  LE MIE INQUIETUDINI E RICOMINCERO’ A VIVERE, almeno fino a settembre prossimo”

C’è una spiegazione a tutto, grazie a Guccini e a Elasti per avermela ricordata. E a ottobre mancan solo 10 giorni…

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Niente “se” e “forse,

tra le occasioni avute e perse

restano solo ore scomparse

DI CERTO HAI SOLO QUELLO CHE FARAI

da Canzone per Anna

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INUTILE

A Rimini la spiaggia com’è vuota, quasi inutile di marzo, deserta dell’ estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera 
e noi, senza nemmeno un poco d’ ironia, fra gusci e quarzo,  ad inventare insieme primavera.

Era piovuto piano e senza pause quasi fino a quel momento, picchiando sopra ai pali della spiaggia il mare si spezzava in lembi; nel ristorante vuoto il cameriere, assorto e lento,  cifrava il rebus dei cumulonembi.

Compiendo poi quel rito inevitabile e abusato, corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia:
di un verde di bottiglia era quel mare affaticato, l’ aria una stanza grigia…

Scoprimmo che oggi il mare lascia un povero relitto,  naufragi di catrame e di lattine arrugginite:
parlare era soltanto un altro inutile delitto contro le nostre vite…

Parlare, poi di cosa? Di quel vino troppo freddo e un poco andato?
O di quel fritto misto dato lì con malagrazia naturale?
A chi è triste di suo come un limone già adoperato dà ancora più tristezza mangiar male…

E dire che volevo regalarti un compleanno un po’ diverso, ma in noi turisti fuori di stagione c’era tutto di sbagliato:
la notte, già una cosa andata via, il mattino perso  e il pomeriggio forse già sciupato…

Però malgrado tutto si era stati bene assieme, così, senza un futuro, in incertezza intenerita.
Pensavo: “Farlo o no? Parlare o no? Restare assieme e poi cambiarsi vita?

Ma se fossimo stati un’ altra coppia fra le tante avremmo trasformato tutto in quella poca gioia
o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l’ urlare della noia?

Domanda forse inutile, com’era forse inutile quel giorno, da prendere così come veniva, senza calcolare il resto;
ci salutammo in fretta e in fretta anch’ io feci ritorno: di marzo si fa sera ancora presto…

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Stasera c’è vento, e sia pur al contrario mi viene in mente Guccini, e copio, spudoratamente, as usual…

“Ancora quì a domandarsi, e a far finta di niente, come se il tempo per noi non costasse l’uguale, come se il tempo passato ed il tempo presente non avessero stessa amarezza di sale.

TU non sai le domande, ma non risponderei, per non strascinare parole in linguaggio d’azzardo; eri bella, lo so, e che bella che sei, DICON TANTO UN SILENZIO E UNO SGUARDO.

Se ci sono non so cosa sono e sei vuoi, quel che sono o sarei, quel che sarò domani… NON PARLARE, NON DIRE PIù NIENTE SE PUOI, LASCIA FARLO AI TUOI OCCHI E ALLE MANI.

Non andare… vai. Non restare… stai. Non parlare… parlami di te.

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse, trascinate dai giorni come piena di fiume, tante cose pensate o credute diverse, come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente, CUSTODIRE I RICORDI, CAREZZARE LE ETà, è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente del diritto alla felicità?

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè? Non lo so, non lo sai, siamo quì o lontani? ESSER TUTTO, UN MOMENTO, MA DENTRO DI TE, aver tutto ma non il domani.

E siamo quì spogli in questa stagione che unisce tutto ciò che sta fermo tutto ciò che si muove, NON SO DIRE SE NASCE UN PERIODO O FINISCE, se dal cielo ora piove o non piove.

Pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”, a sorridere a salve, dire anche io “come va”? Non c’è vento stasera, siamo o non siamo assieme? Fuori c’è ancora una città?

Se c’è ancora balliamoci dentro stasera, con gli amici cantiamo una nuova canzone.. tanti anni, e son quì ad aspettar primavera, tanti anni ed ancora in pallone…

Non andare… vai. Non restare… stai. Non parlare… parlami di te.

Non andare…vai. Non restare…stai. Non parlare… parlami di noi!

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