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Posts Tagged ‘Nèmirovsky’

Il libro di oggi (30.)

Due di Irene Nemirovsky

Io non so come questa donna sapesse conoscere così bene il mondo, visto quanto poco ne ha conosciuto

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Il libro di oggi (63)

Il calore del sangue di Irene Nemirovsky

“Perchè a volte ho la sensazione che la vita mi abbia respinto, come una marea troppo alta. Mi sono arenata su una sponda triste, come una barca che, sebbene vecchia, è ancora solida, ma i suoi colori sono stinti dall’acqua e rosi dal sale”

“Per prima cosa devo restare solo. Non so spiegare perchè. Stasera non potrei sopportare la presenza di un altro essere umano in casa. Voglio soltanto fantasmi”

QUESTA DONNA è FANTASTICA

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Astinenza

Improvvisamente realizzo che con quello di oggi ho finito di leggere tutto il pubblicato della Nemirovsky in Italia. Non mi resta che imparare il francese per avere accesso agli altri racconti, che Gallimard ha pubblicato in francese ma Adelphi non – ancora, spero – in italiano. Con chi la sostituirò, nelle fasi di astinenza acuta?

Accetto suggerimenti

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La moglie di Don Giovanni  di Irene Nemirovsky

“Adesso che ripenso a tutto questo, mi tornano alla mente tante cose che credevo di aver dimenticato, e non posso evitare che anche la signorina Monique le ricordi. Bisogna tener vivi anche i ricordi tristi, se si può. Quando si è vecchi o malati come sono io  e non si può lavorare, pensare al futuro è troppo triste. E allora cosa faremmo, Vergine Santa, se non avessimo niente da ricordare?” 

 

 

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Il libro di oggi (13)

I cani e i lupi di Irene Nèmirovsky

Mi piace copiare alcune delle frasi che più mi colpiscono, per molte ragioni, in un libro che ho letto, anche se spesso una frase estrapolata da un contesto perde molto del suo significato, ma in questo caso temo dovrei copiarlo quasi tutto.

“Ada, non bisogna desiderare con tanta forza. Occorre essere più distaccati. Porsi nei confronti della vita come un generoso creditore e non come un avido usuraio”

“Sì, io millanto, invento, ma si comincia con l’immaginare tutto ciò che non si può possedere, e si finisce -se lo si vuole davvero- con il possedere più di quanto si era immaginato”

 Su cortese segnalazione di Claudia

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