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Posts Tagged ‘presidio’

L’11 dicembre 2011 Trenitalia ha soppresso buona parte dei treni notte nazionali, con il conseguente licenziamento di 880 lavoratori, che sui treni notti si occupavano dell’accoglienza, delle pulizie e della manutenzione. I treni internazionali notturni  sono stati affidati a personale francese, il personale italiano rientra tra gli 880 licenziati.

Dal 20 dicembre i 40 dipendenti veneti dei treni notte hanno allestito un presidio permanente di protesta di fronte alla stazione di Santa Lucia a Venezia.

Testimoniano la situazione, portano avanti la loro protesta contro un provvedimento iniquo, hanno raccolto quasi 3000 firme di solidarietà. Presidi simili sono in atto a Torino, a Milano, a Bologna, a Palermo.

Oggi mi sono fermata, e ho verificato la solidarietà concreta delle persone: oltre a firmare ho visto una signora anziana portare loro un panettone, mi hanno mostrato un pentolone di pasta e fagioli calda arrivata da Sant’Erasmo.

Possiamo fare poco per loro, se non sostenerli in questa lotta, firmando e invitando i nostri amici ad andare a firmare, ed essendo loro solidali.

I treni notte sono un servizio dei cittadini, servono. Certo, serve anche l’Alta Velocità, ma la politica di Trenitalia non può essere solo questa: io sono pendolare, e l’Alta Velocità nella mia tratta non ci sarà mai, ho bisogno del servizio pubblico locale, come migliaia di persone normali han bisogno dei treni notte che attraversano il paese dal Sud al Nord, per tornare a casa, per andare a cercare un lavoro.

Firmiamo, stiamo loro vicini, e proviamo ad aiutarli a riprendersi il diritto a fare il loro lavoro.

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 Sabato 14 marzo dalle ore 11.00 alle ore 18.00 in Piazzetta Indipendenza a Treviso

 presidio delle Associazioni laiche della città per sostenere

la necessità di una legge adeguata sul Testamento Biologico.

La Cellula di Treviso dell’Associazione Coscioni distribuirà i moduli per compilare il proprio Testamento Biologico  predisposti dalla Fondazione Veronesi, insieme a una lettera da inviare al proprio Sindaco e al proprio Medico di Base perché tengano conto delle volontà pubblicamente espresse, e perché in ogni Comune venga istituito un Registro Telematico per le Dichiarazioni Anticipate dei Trattamenti Sanitari.

 

Vi aspettiamo sabato

 

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Avevo detto silenzio, sulla vicenda di Eluana Englaro, per rispetto al dolore suo e della sua famiglia.

Ma il silenzio non basta più. Oggi è necessario alzare la voce, scendere in piazza, perchè oltre alla violazione della libertà di scelta di Eluana e della sua famiglia, già sancita nelle sedi opportune da più giudizi successivi, oltre alla vergogna di un premier che si esprime sempre come se stesse parlando di sport, è stato violato un principio costituzionale fondamentale, violazione che Eluana potrebbe dover vivere sulla sua pelle (oltre al danno la beffa, come non avesse già patito per troppo tempo decisioni altrui a danno della sua volontà) ma che tutto il Paese potrebbe dover subire.

Non esiste al mondo una decretazione d’urgenza su un caso di coscienza. Non esiste al mondo che si promulghi in 2 giorni una legge su cui da anni non si trova un accordo, per uccidere -e quì il verbo è quello giusto- la volontà di un cittadino, volontà ricostruita in maniera inequivocabile nell’iter giudiziario che ha portato alla sentenza su Eluana.

Non possiamo tacere. E non lo faremo.

Da oggi pomeriggio si susseguono nelle piazze d’Italia le manifestazioni, domani pomeriggio ci incontriamo in Piazza Indipendenza a Treviso dalle 16 alle 19, con qualsiasi tempo.

La nostra priorità oggi è la difesa della legalità, il sostegno al Presidente Napolitano, il pressing forsennato sui Parlamentari che non devono e non possono votare QUEL Disegno di Legge.

E chissà che non sia proprio una giovane donna che non ha coscienza di nulla a risvegliare in questo paese le coscienze, a risvegliare il bisogno di giustizia, di rispetto, di laicità, che a volte un po’ tutti crediamo perduto.

Nello stringermi ancora una volta a Beppino Englaro e a sua moglie, credo sia ora che passino il testimone. La loro battaglia per Eluana l’hanno combattuta, e fino ad oggi l’avevano vinta, per amore di Eluana. Oggi la battaglia tocca a noi, cittadini di questo paese calpestato dall’ignobile bigottismo di un manipolo di governanti che hanno perso il senso della misura, del rispetto e della legalità.

A domani

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