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Posts Tagged ‘Primarie’

Sarà difficile, perchè ho votato sempre, da quando ho la facoltà di scelta. Non ho saltato neanche un referendum, e ho  partecipato, sia pure un po’ scettica, alle primarie del Pd.

Ma questa volta no, alle primarie del Pd a Treviso non voterò. E ho qualche dubbio sul fatto di andare a votare anche alle comunali, diciamo che aspetto di capire chi saranno i candidati, anche della controparte. Che non si sa mai.

Perché, mi chiedo infatti, continuare a votare per una bandiera che credo simile a quella cui aspiro, quando questa bandiera è diventata poco più che uno straccetto? Se non ci tenete voi, perché devo turarmi il naso io?

Le primarie del Pd sono, a mio modestissimo avviso, raccapriccianti. Non ho condiviso fin da subito la scelta di farle così, salvo poi ventilare accordi successivi. Le primarie vere, per essere tali, DEVONO essere primarie di coalizione, se c’è un centrosinistra (ammesso, poi, che ci sia davvero).

Non che mi sarebbe cambiato granché, dato che non mi pare che il resto del centrosinistra offra migliori prospettive. I grillini, a quanto mi dicono, sostengono che il candidato non conta, conta l’idea. Sarà. Io sono ancora convinta che se voto un sindaco voto prima di tutto una persona. Gli altri nomi non ne hanno ancora fatti, aspetteranno l’ultimo momento per candidare qualche solito noto. Magari la Campagner, tanto per cambiare. Soprattutto la società civile l’ha sempre sostenuta, mi pare di ricordare, anche quando non era affatto il caso, e i risultati son sempre stati evidenti.

Quanto ai 5 candidati del Pd, più o meno interni, beh, c’è davvero qualcosa da dire? Son tutti entusiasti perchè ai gazebo sul territorio la gente si ferma, partecipa, è interessata. L’unica spiegazione seria a questo entusiasmo stuporoso è che gazebo, finora, ne abbiano fatti ben pochi. I cittadini di Treviso han sempre parlato con chi faceva i gazebo, proponendo idee, condividendo malumori e critiche, indipendentemente da chi poi avrebbe votato, e lo dico alla luce di un’esperienza di quasi otto anni, con una media, arrotondata per difetto, di un paio di gazebo a settimana.  Non ho nessuno stupore, e nessun entusiasmo rispetto a quello che a me, personalmente, pare la normalità.

Poi non entro nel merito delle singole candidature, perchè veramente, con tutto il rispetto che ho sempre avuto per chi nella competizione mette la propria faccia e il proprio impegno, un po’ mi pare di sparare sulla croce rossa.

La Lega, complici le alterne vicende nazionali e regionali, è dopo anni di comando indiscusso finalmente indebolita. Si poteva approfittarne. E invece, come sempre, ci si è impegolati in giochini di sopravvivenza. A questo gioco non mi interessa più giocare, mi dispiace, mi dispiace davvero molto, ma l’offerta politica del momento è davvero troppo misera per parteciparvi.

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“Le elezioni primarie sono una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori o i militanti di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito (o dello schieramento politico del quale il partito medesimo fa parte) per una successiva elezione di una carica pubblica.

La ragione delle elezioni primarie è la promozione della massima partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede gli elettori scegliere fra candidati designati dai partiti.”

Questa è la definizione di primarie che dà Wikipedia.

Poi c’è tutto un baillame di definizioni più o meno realistiche: primarie vere, primarie finte, primarie di partito, primarie di coalizione. Una idea originale, le “primarie di terzo tipo” viene dal Pd trevigiano:

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/03/10/news/comunali-2013-ecco-le-primarie-del-pd-1.3275741

E’ comprensibile l’attuale disorientamento del Pd italiano rispetto alle primarie. Come dice questa settimana Gad Lerner su Vanity Fair “nell’Italia che vuol mettersi alle spalle gli anni del Cavaliere c’è una maggioranza di centrosinistra in cui il PD è numericamente il più forte, ma non riesce a imporre una sua leadership”

Solo che fare le primarie del Menga non è una soluzione. Il PD oggi, anche in città stando a guardare le ultime elezioni (con tutti i distinguo del caso) dovrebbe essere il partito di maggioranza relativa, e come tale ritiene di doversi/potersi assumere la responsabilità di individuare il candidato sindaco. Però conosce la sua debolezza, in termini interni e in termini di proposta politica, per cui apre (e finalmente, che sono almeno 10 anni che glielo si va dicendo) alla scelta democratica delle primarie, ma le blinda. Certo, sono aperte a tutti, ad alcune condizioni, MA non saranno primarie di coalizione. Che forse si faranno dopo, forse, diventando di fatto una precompetizione politica piuttosto che la ricerca democratica del candidato migliore lasciata ai cittadini, ovvero essendo completamente snaturate. Ovvio che le primarie di coalizione sono un momento difficile, in cui si può ( e spesso il PD lo ha fatto) perdere, ma è lì la vera forza del cittadino che può scegliere e dei partiti che si affidano alla scelta dell’elettore invece di decidere a priori nel buio delle loro sedi.

La cosa più assurda, però, è che si rovescia completamente il senso della competizione. Nelle primarie vere ciascun candidato porta la sua proposta politica, che in parte è condivisa in parte ha il valore aggiunto della sua originalità, è su questo (oltre che sulle debolezze di alcuni candidati proposti) che Pisapia ha vinto a Milano, più che sul sostegno di Sel, non me ne voglia nessuno. Perchè voti l’uomo e la sua proposta, libero dalle appartenenze di partito: l’obiettivo non è far vincere il tuo cavallo, ma valutare quale sia il candidato migliore a sconfiggere l’avversario. Perchè, non dimentichiamocelo, l’obiettivo finale è battere il centrodestra, non decidere chi pesa di più. Altrimenti non ha senso farle le primarie, basta fare la conta dopo. Se invece il partito, illuso di essere ancora il motore immobile del mondo, stabilisce il manifesto elettorale e chiede al candidato alle primarie di sottoscriverlo, quale sarà mai il valore aggiunto del candidato stesso?

E quale può essere il valore aggiunto di nomi che son 10 anni che son sempre gli stessi, tranne forse Giovanni Manildo che 10 anni fa se non ricordo male  si occupava d’altro?

Perchè fingere di volere la nostra opinione di cittadini quando in realtà si stanno percorrendo strade assolutamente diverse? Perchè non ce ne accorgiamo, popolo bue?

Beh, temo che come in molte altre città, ma in maniera meno dignitosa, se la scelta delle primarie è questa, sarà il Pd ad accorgersene, e noi consegneremo per l’ennesima volta la città al centrodestra. Per dolo e per colpa.

 

 

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PARTITO DEMOCRATICO DI TREVISO

 

Giovedì 16 luglio – ore 20.30   Hotel Ca’ del Galletto – Treviso

 

 

IGNAZIO

 

 

MARINO

 

E FELICE CASSON

 

DISCUTERANNO DI

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 Hotel Ca’ del Galletto  Via santa Bona vecchia, 30  Treviso.

http://www.hotelcadelgalletto.com/index.htm

 

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