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Posts Tagged ‘Proust’

Il libro di oggi (80.)

“La parte di Guermantes” di Marcel Proust

Questo più lo leggo e più mi piace

“starete bene, signora, quando -un giorno lontano o vicino, e dipende da voi che sia oggi stesso – capirete di non avere niente, e riprenderete la vostra vita normale” “Non ditemi che siete stanca. La stanchezza è l’attuazione organica di un’idea preconcetta. Cominciate con l’escluderla dal vostro pensiero. E se mai doveste avere una piccola indisposizione, cosa che può succedere, sarà come se non l’aveste, giacchè i vostri nervi faranno di voi, secondo un’acuta definizione del signor di Talleyrand, un GUARITO IMMAGINARIO”.

Lui lo sapeva che avrebbe scritto tutto questo pour moi?????

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All’ombra delle fanciulle in fiore di Marcel Proust

“I nostri desideri interferiscono via via l’uno con l’altro e, nella confusione dell’esistenza, è raro che una felicità giunga a posarsi proprio sul desiderio che l’aveva invocata”

“ben poche rinunce sono assolute, per lo meno con continuità, in quest’animo umano che tra le sue leggi annovera, rafforzata dagli afflussi inopinati di molteplici ricordi, l’intermittenza”

“Si costruisce la propria vita per un’altra persona e, quando in essa finalmente la si potrebbe accogliere, questa persona non ci raggiunge, e poi muore per noi, e noi viviamo come prigionieri nel luogo che era destinato esclusivamente a lei”

Geniale

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Proust

Sto leggendo il secondo volume de “Alla ricerca del tempo perduto”. L’avevo iniziato due anni fa, perchè in una serie di libri era citato, e mi era parso un segno del destino. E in uno, in particolare, che naturalmente ho rimosso, si diceva che leggere Proust guarisce dalle malattie. Mi ero ripromessa di leggerne un volume l’anno, rigorosamente in estate, ma l’anno scorso con la scusa del trasloco l’estate è passata troppo in fretta per tenere fede a questo impegno.

La scorsa settimana, dopo alcuni dei miei usuali e inutili malesseri, ho cominciato a rileggerlo. E sono fortunata, ad averne ancora 5 tomi da 500 pagine l’uno, more or less, perchè ce ne vorrà, perchè io possa guarire davvero…

Lo so che i miei malori sono tutti immaginari, ed è la mia testa a girare a vuoto. E so anche che a molte delle mie domande non troverò risposta, perchè il problema è che la risposta la so, solo che non mi piace, non è quella che vorrei. Non sono io, quella che vorrei, e non mi so cambiare.

Ma magari Proust è taumaturgico davvero. D’altro canto il protagonista, in quanto a pippe mentali, non ha nulla da imparare…

Chi vivrà, ahinoi, vedrà.

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