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Posts Tagged ‘Testamento Biologico’

L’8 febbraio 2014 moriva a Treviso Paolo Ravasin, presidente dell’Associazione Veneto Radicale e della Cellula Coscioni di Treviso, ucciso dalla SLA. Una malattia con cui aveva imparato a convivere, che lo limitava in quasi tutto tranne nell’espressione determinata e concreta della sua volontà: Paolo fu il primo in Italia a registrare in un video il suo Testamento Biologico, poiché già da tempo incapace di sottoscriverlo. Gli ultimi anni della vita di Paolo non sono stati un lento declino verso una fine annunciata e ogni giorno possibile, ma una battaglia, con il suo filo di voce interrotto dalla ventilazione artificiale, costante e pervicace per il riconoscimento della dignità della persona alla fine della sua vita, e quindi per l’approvazione di una legge sulle Direttive Anticipate di Trattamento, o DAT, o Testamento Biologico.

Paolo è stato per molti di noi un motivo in più per stare in piazza la sera e nel week end a raccogliere firme, perché la sua volontà, così simile alla nostra pur nella diversità delle condizioni,  trovasse dignità e rispetto. Perché condividere la sua sofferenza, e al contempo il suo desiderio di vivere, e la sua lucidità nel fare di questa battaglia uno scopo della sua vita, ha rappresentato per molti di noi, che abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo, una spinta fondamentale.

Oggi abbiamo una buona notizia, di cui Paolo se fosse qui darebbe felice, e che gli doniamo nell’anniversario della sua morte.

Dopo l’approvazione della Delibera Comunale, dal 16 febbraio entra in vigore nel Comune di Treviso il Regolamento sul Registro dei Testamenti Biologici, iniziativa in qualche modo lanciata con una raccolta firme importante dall’Associazione Veneto Radicale, in questo momento non più attiva, e dalla Cellula Coscioni di Treviso,  in fase di ripartenza. Dal 16 febbraio, quindi, i residenti nel territorio comunale potranno depositare al Protocollo del Comune di Treviso le loro Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. Manca ancora una legge nazionale che le renda valide, ma è un grande passo avanti per il riconoscimento della dignità e della libera scelta della persona. Dobbiamo ringraziare per questo i Capigruppo di Maggioranza, che per primi si sono fatti carico della nostra raccolta firme, e l’Assessore Cabino, che è poi riuscita a lavorare con i tecnici comunali per superare gli ostacoli. Nel mese di marzo organizzeremo una giornata “ufficiale” di consegna delle DAT presso il comune. Chiunque fosse interessato ad avere informazioni ulteriori ci contatti.

Ma soprattutto ringraziamo Paolo Ravasin, senza il quale forse quella raccolta firme non sarebbe nemmeno mai cominciata. Nulla di meglio per ricordare un amico che continuare le battaglie che lui aveva iniziato.

 

 

 

 

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Sabato 19 novembre a Udine “Sulla mia vita scelgo io”, Giornata Nazionale del Testamento Biologico

In allegato il manifesto, che non riesco a far uscire in anteprima, ma è sufficiente cliccarci sopra.

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In questi giorni i problemi dell’Italia sono molti, e questo Governo ha la responsabilità di gravissimi errori da scontare. Conto non abbia il tempo di accollarsi anche quello di aver votato una legge infame CONTRO il Testamento Biologico e le Direttive Anticipate di Trattamento.

Ciò non toglie che, sia pur nell’emergenza, non possiamo dimenticarci ciò che è giusto. E il Testamento Biologico è giusto!

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Da La Tribuna di Treviso di oggi, articolo di Laura Canzian

Ravasin accusa: legge ignorante, si deve aggiungere vita ai giorni, non giorni alla vita. Dal suo letto l’uomo afflitto da Sla, pioniere del testamento biologico, attacca maggioranza e Vaticano: subito firme per il referendum biotestamento,

«Mi sento pugnalato alle spalle. Con il potere dell’arroganza hanno votato un disegno di legge ignorante». I con queste durissime parole che Paolo Ravasin, dal suo letto nella casa di cura di Monastier, critica il ddl sul biotestamento votato alla Camera. Un testo che limita fortemente il rispetto delle volontà del malato sul fine vita, e che «annulla» il valore del testamento biologico. «Non mi fermeranno – dice Ravasin, determinatissimo – Continuerò a lottare per i diritti del malato. E’ meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita». Anche se questo volesse dire attuare lo sciopero della fame, nonostante le condizioni di salute. Ravasin, malato di Sla, immobilizzato a letto e autore di un testamento biologico (o meglio Dichiarazione anticipata di trattamento) reso pubblico anche sul web, attende l’approvazione in Senato prima di decidere in quale modo esprimere il suo profondo dissenso verso il testo votato da Lega, Pdl Udc, e da una piccola parte del Pd. Secondo gli oppositori il disegno di legge, pur dando il via libera al biotestamento, lo rende di fatto «carta straccia». Non solo perché il documento – in cui il malato dichiara a quali cure vuole sottoporsi una volta che non fosse più in grado di intendere e volere – non è vincolante per il medico, ma anche perché verrà applicato solo al paziente in stato di «accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale», ossia quando di fatto è morto. E’ infatti lo stato in cui la legge autorizza l’espianto degli organi. Questa è la condizione per cui l’alimentazione con il sondino venga interrotta. Ravasin, il suo testamento biologico rischia di non avere più alcun valore… «Lo so. Mi sento come pugnalato alle spalle e come me si sente l’80% degli italiani che vogliono decidere sul proprio fine vita». C’è chi dice che questa sia solo una vendetta contro Eluana. Lo stesso Beppino Englaro ha definito il ddl «incostituzionale». Pd e Radicali si dicono pronti a raccogliere firme per il referendum abrogativo se il ddl dovesse passare così com’è al Senato. «Hanno ragione a dire che questa è una vendetta contro Eluana. Sono vicino a Beppino, che è un uomo eccezionale. Spero che Pd e Radicali vadano fino in fondo: sono sicuro che raccoglieranno molte firme perché la maggioranza degli italiani è contrario a tutto ciò». Cosa farà ora? «Andrò avanti per la mia strada, non mi fermeranno. Sai, in questi anni di immobilità ho maturato un pensiero. Che è meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita. Cosa me ne faccio della possibilità di vivere fino a 100 anni, se sono incosciente in un letto, e non posso nè esprimere sentimenti nè sentire quelli degli altri? Questa è una legge contro la dignità umana. Se affondano la dignità del malato, affondano quella di tutti. Si sente di lanciare un messaggio ai politici. «Dico solo che al Governo ci sono troppi burattini che fanno ciò che dice loro la Chiesa. Il Vangelo orienta le scelte etiche e morali, ma non stabilisce alcun ordinamento legislativo». Annunciano battaglia e mobilitazioni anche l’assocazione «Luca Coscioni», da sempre in prima fila per l’autodeterminazione del malato rispetto all’uso delle terapie e dei farmaci, i radicali del Veneto, numerose associazioni attive sul fronte della bioetica. Il voto della Camera ha innescato discussioni anche nelle forze del centrosinistra trevigiano.

 

UNA VERGOGNA, questo rappresenta questa legge, volta pressochè esclusivamente a rabbonire i vertici della Chiesa cattolica e a dimostrare, al di là delle evidenze concrete, l’etica intrinseca del parlamento che ci governa.

Beh, mi fa schifo! Mi fa schifo che quello che voglio io non abbia alcun peso, mi spezza il cuore sapere che i malati non abbiano voce in capitolo, soprattutto quando so con certezza che a fronte di questo sono spesso soli, senza supporti, nell’affrontare le loro malattie.

E allora, lo dico, se non ci saranno i DAT (perchè quelle che sono state approvate alla Camera sono solo una finzione di Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, beh, allora tanto vale combattere per l’eutanasia. Prima di tutto quella eterologa. Sopprimiamo politicamente questa pletora assurda di ignobili porci baciapile!

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LIBERI DI SCEGLIERE

VOCI PER LA VITA

Per riaffermare il diritto costituzionale all’autodeterminazione e alla libertà di scelta,

per il testamento biologico, perché sulla mia vita decido io

VENERDÌ 25 FEBBRAIO 2011 TREVISO, PIAZZETTA ALDO MORO DALLE ORE 16.30

Parole, immagini, pensieri, per riflettere, capire, confrontarsi, ricordare.

Dalle 18,30 lettura di racconti, testimonianze, riflessioni di cittadini famosi e non

Aspettiamo anche te, le tue parole. Se vuoi far conoscere un tuo brano, un tuo breve racconto, una tua poesia su questo tema, vieni in piazza a leggerlo

Iniziativa organizzata da: Associazione Luca Coscioni, Associazione La Ginestra,  UAAR Treviso,   Associazione VenetoRadicale

E se mi ricordassi come mettere su wordpress il volantino, giuro che lo fare!!!

Per il diritto alla dignità della vita, per il diritto alla dignità della scelta, perchè chiunque possa decidere della propria esistenza, ti aspettiamo.

Per info cellulacoscionitreviso@gmail.com, oppure lascia un commento sul  blog. GRAZIE

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dall’ ANSA di Manuela Correra ROMA – Nasce sotto il segno delle polemiche la prima Giornata nazionale sugli stati vegetativi che, per volontà del governo, si celebrerà domani, 9 febbraio, proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Eluana Englaro. Eluana, in stato vegetativo per 17 anni dopo un incidente stradale avuto nel 1992, è scomparsa il 9 febbraio 2009 a seguito dell’interruzione dei trattamenti di idratazione e nutrizione artificiale. Una condizione, quella dello stato vegetativo, considerata un “accanimento terapeutico” dal padre di Eluana, Beppino, e invece ritenuta una forma di “disabilità” dall’esecutivo che, proprio per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, ha deciso di indire una Giornata nazionale. Ma la scelta del 9 febbraio come data di celebrazione è giudicata quanto meno “inopportuna” da Beppino Englaro e varie associazioni. Così, l’iniziativa ha finito per dividere più che sensibilizzare e domani, agli appuntamenti organizzati dai promotori della Giornata, si contrapporranno altre iniziative appoggiate da quanti si dichiarano contrari alla linea del governo. Un anniversario tra le polemiche dunque, quello della morte di Eluana, in vista dell”approdò del ddl sul biotestamento in Aula alla Camera, il 21 febbraio.

– GIORNATA STATI VEGETATIVI, 2.000 IN TALE CONDIZIONE IN ITALIA: La direttiva del presidente del Consiglio dei ministri che indice la Giornata nazionale degli stati vegetativi è stata pubblicata il 18 gennaio scorso sulla Gazzetta Ufficiale ed è firmata dal premier Silvio Berlusconi e dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Nell’ambito di tale giornata, afferma la direttiva, “le amministrazioni pubbliche e gli organismi di volontariato, si impegnano a promuovere, nell’ambito delle rispettive competenze, attraverso idonee iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, l’attenzione e l’informazione su questo tipo di disabilità, che coinvolge oltre al malato, in maniera assai rilevante, i familiari”. In Italia si stima siano circa 2.500 le persone in una condizione di stato vegetativo.

– PER BEPPINO ENGLARO DOMANI ‘GIORNATA DEL SILENZIO’: La decisione di fissare la data della Giornata sugli stati vegetativi proprio al 9 febbraio è per Englaro “inopportuna ma soprattutto indelicata”. Per me, afferma il padre di Eluana, “il 9 febbraio sarà la giornata del silenzio”.

– PRO E CONTRO: La Giornata, ha affermato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, “é stata proclamata per superare una lacerazione che c’é stata col caso Englaro, una disabile gravissima, e non una malata terminale, che era già vissuta 17 anni in stato vegetativo e avrebbe potuto vivere altro tempo mentre è morta sola e disidratata”. E per il vice-presidente del Senato, Domenico Nania, si tratta di una Giornata “di ricordo e di riflessione”. Di parere opposto Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la liberà di ricerca, secondo cui domani “il governo celebrerà in stile fascista la violenza di stato contro Englaro”.

– LE INIZIATIVE: Vari gli appuntamenti per domani. La Giornata sarà celebrata a Roma con un convegno cui parteciperanno anche i ministri Fazio e Sacconi. Sempre a Roma, Micromega organizza il convegno ‘Chi decide sul fine vita’, con il senatore Ignazio Marino, indicendo per il 9 febbraio la ‘Giornata nazionale sulla libera scelta’ con iniziative anche in altre città. A Bologna si terrà la serata ‘Vivo e vegeto, ma soprattutto vivo!’ con Alessandro Bergonzoni, testimonial della Casa dei Risvegli Luca De Nigris, ed i ragazzi usciti dal coma del gruppo teatrale Gli amici di Luca.

Per me? Per me domani è un giorno come un altro, nel quale molti vivono, e qualcuno necessariamente morirà. Ma è l’occasione per ricordare che la morte è una cosa strana, e inevitabile. E che a volte da vivi è bene immaginarla. (A volte da vivi sarebbe bene anche vivere, lo so)

Io ho immaginato me stessa vittima di una grave patologia, di quelle che si definiscono “con esito infausto”. E non mi ci sento tanto. Credo che, potendo farlo, nel senso di essere fisicamente in grado di farlo, sceglierei una veloce exit strategy.

Io ho immaginato me stessa in stato vegetativo permanente. E non vorrei trovarmici mai. E non lo auguro a nessuno. Ma spero che chi mi ama in quella situazione possa lottare per me, e per il fatto che oggi, ieri, sempre, ho pensato che quella per me non è vita. E combatta anche in questo caso per la mia exit strategy, nell’impossibilità di arrangiarmi. Ma questo vale per me, solo per me.

Il testamento biologico serve a questo, e per questo io lo difendo, a spada tratta: serve a ciascuno per dire come vuole concludere la sua esistenza, nel caso in cui la morte non sopraggiunga rapida e improvvisa, ma si travesta, e tolga la vitalità lasciando solo l’involucro della fisiologia. Vuoi rimanere attaccato a un respiratore per tutta la vita? Benvenuto, è un tuo pieno diritto: sottoscrivi il tuo testamento biologico con queste volontà, e io sarò la prima a difendere il tuo diritto a rimanere aggrappato all’esistenza in ogni maniera.Ma allo stesso modo voglio poterlo fare io, che ho dei dubbi sul dare la dignità del termine vita a quella che a pieno titolo conduco, figuriamoci in altro caso.

Il testamento biologico salvaguarda i diritti di tutti, non è pro morte, è pro diritto. Per questo dobbiamo combattere.

E perchè chi è malato e vuole vivere possa farlo con dignità e pienezza, godendo del massimo del supporto che i servizi sanitari e sociali di un Paese che si dice civile, che si dice pro vita, deve garantire.

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Una questione di civiltà

Dalle 16 alle 19 a mestre (dettagli nel volantino sopralinkato) un incontro per vedere il documentario “Sia fattà la mia volontà” realizzato dal collettivo Schegge di Cotone di Roma, e dibattito sui temi del Funerale Laico, del Testamento Biologico, delle Decisioni di Fine Vita.

Il documentario è molto bello, vale la pena esserci!

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 Appello dei direttori generali mentre continua il dibattito sul registro comunale

VICENZA — Nel Vicentino si contano cinquantasette «casi Englaro», persone in coma che non rispondono più a nessuno stimolo, ricoverati negli ospe­dali e nelle strutture di lungo­degenza della provincia. I diret­tori generali delle quattro Usl (Bassano, Vicenza, Thiene, Ar­zignano) si dichiarano tutti fa­vorevoli all’introduzione del te­stamento biologico, perché «la medicina avanza e salva più vi­te, ma sempre più spesso vi so­no pazienti costretti in questo stato». Sul tema c’è anche chi va al di là dell’attuale proposta di legge, il ddl Calabrò, come il dg di Arzignano Renzo Alessi: «Sono senza dubbio favorevo­le anche ad un testamento bio­logico che comprenda la so­spensione dell’alimentazione forzata. Ma la legge deve lascia­re spazio anche alla volontà dei parenti più vicini». A Vicenza proseguono in queste settimane i lavori della commissione istituita dall’am­ministrazione comunale per studiare la possibilità di aprire un registro pubblico per i testa­menti biologici. Il tema era sta­to in precedenza al centro di un vivace dibattito, con il sin­daco Achille Variati che aveva dichiarato di essere, a livello personale, contrario al biote­stamento. Nel frattempo, gli operatori del settore sottolinea­no come la questione sia sem­pre più urgente. Secondo i dati degli uffici epidemiologici del­le Usl della provincia quest’an­no, considerando anche i pa­zienti ricoverati in stato di co­ma vegetativo negli anni scor­si e ancora vivi, ci sono 20 per­sone in questa condizione nell’ Usl 4 (Alto Vicentino), 8 nell’ Usl 6 (Vicenza), 19 di cui 3 in casa di familiari nell’Usl 3 (Bas­sano), infine 10 nell’Usl 5 (Arzi­gnano), dati forniti dagli epide­miologi delle aziende sanitarie Mario Saugo, Marisa Pachin, Marco Cristofoletti e Giovanni Ballestrin. Mediamente in ogni Ulss ci sono dai 2 ai 5 nuo­vi casi all’anno. Facile intuire la spesa che ogni paziente comporta alle Usl, considerando il caso del­l’azienda sanitaria di Vicenza: per ogni malato in coma vege­tativo ricoverato al «Proti Salvi Trento», la struttura di lungo­degenza, l’Usl 6 riceve un con­tributo regionale di 154,94 eu­ro al giorno, cui al settimo me­se si aggiunge una quota di 23,24 euro al giorno a carico della famiglia. «Abbiamo sem­pre più spesso situazioni di questo tipo – commenta Dome­nico Mantoan, dg dell’Usl di Thiene – la decisione va presa. La strada del testamento biolo­gico è assolutamente da per­correre: sul “come”, la speran­za è che la politica riesca a tro­vare una sintesi fra i valori cri­stiani e la libertà delle persone a farsi curare». Su posizioni si­mili anche il dg di Bassano Va­lerio Alberti («Siamo tenden­zialmente favorevoli al testa­mento biologico e alla discus­sione, anche dopo aver visto la lacerazione che si è avuta col caso Englaro») ed anche il dg Antonio Alessandri: «La mia posizione, a titolo personale, è vicina al disegno di legge Cala­brò». Sul testo, che vieta co­munque la disposizione di non ricevere alimentazione forzata, si ha sostanzialmente una ri­chiesta unanime da tutti i dg. Ad Arzignano ci si spinge più in là, con il dg che è favorevole anche alla disposizione sull’ali­mentazione forzata: «Purché – è l’auspicio finale di Renzo Alessi – l’intervento del legisla­tore non irrigidisca troppo la questione, e lasci spazio ai fa­miliari». Andrea Alba

Da il Corriere del Veneto di oggi

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