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Posts Tagged ‘Veneto’

Ci sono dei momenti in cui mi pare che l’unica soluzione è rinunciare alla politica e tornare nel proprio orticello domestico, magari a studiare yiddish. Non sono tanto le sconfitte, in sè, a causarmi queste riflessioni. Vincere o perdere è un accidente, qualcuno mi ha insegnato.

E ci sono poi momenti nei quali mi rendo conto che le battaglie non si possono lasciare, non ora non qui.

Oggi ho letto sui giornali on line il dibattito di Zaia e Cota sulla RU486.

RIPUGNANTE.

Ripugnante la volgarità con cui questi due buzzurri affrontano questo tema, senza sapere neanche da che parte stanno girati. E salvo ritrattare almeno parzialmente dopo la vigorosa (e in parte inaspettata, almeno per me) tirata d’orecchi dal ministro Fazio. Ripugnante per la superficialità delle motivazioni (Zaia che dice “No alla RU486 come NO agli OGM”, come se le due cose potessero in qualche modo tenersi. Come ho postato su facebook, facendo lui di tutta un’erba un fascio, probabilmente ritiene che le donne si ingravidino a suon di concime…).

Ma ancor più ripugnante per il taglio che, neoletti, questi due han dato al loro mandato. Non amministratori della cosa pubblica, ma guardiani dell’anima dei loro popoli, avanguardie della Chiesa sulla terra.

Non si tratta di manie di grandezza, no. Magari, mi vien da pensare.

Questi devono ingraziarsi il Vaticano, che li ha foraggiati di una bella pacca di voti, e per farlo si faranno paladini di questa etica pseudocristiana che, mi auguro, non sia davvero la loro. Avremmo amministratori miopi e bigotti, beghine al vespro, incapaci di governare senza cercare il placet di qualcuno, indipendentemente dal pensiero dei loro elettori, e tantomeno da quello del 40 per cento, ahimè, della popolazione che per loro non  ha votato.

Io non lo so quanto il centrosinistra sarà in grado di far fronte al bigotto e reazionario governo leghista delle regioni del Nord, non so se riuscirà a trovare l’equilibrio e la lucidità che serve per costruire una linea di opposizione laica e sincera contro questi rigurgiti davvero raccapriccianti.

Quello di cui son sicura è che la voglia di stare in casa a leggere e a curare il giardino, fingendo che non sia un problema mio, improvvisamente mi è passata.

Serve una cultura nuova nel Paese, una cultura che si liberi dai falsi moralisti alla Santoro o alla Grillo, da questi teorici dell’antipolitica che han fatto dell’antiberlusconismo la loro UNICA parola d’ordine, l’unica pietra da lanciare. Una cultura laica a 360°, sui temi dei diritti, sui temi delle riforme, sulla legalità. Su tutto

Farò la mia parte, qualunque essa sia.

E il mio primo impegno sarà a difesa della 194 e del diritto della donna a interrompere la propria gravidanza con un farmaco invece che con un intervento chirurgico.  Checchè ne dica il governatore contadino.

Alla pugna!

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Ecco i prossimi appuntamenti:

Sabato 6 febbraio dalle 10.00 alle 19.00Piazzetta Battistero

Domenica 7 febbraio dalle 10.00 alle 19.00 Piazza San Vito

Lunedì 8, martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 febbraio dalle 16.30 alle 19.30 in Piazza Indipendenza

Venerdì 12 febbraio dalle 16.30 alle 19.30 in Largo Totila

Sabato 13 febbraio dalle 10.00 alle 19.00 in Piazzetta Battistero

Domenica 14 febbraio dalle 10.00 alle 19.00 in Largo Totila

Lunedì 15, mercoled’ 17, giovedì 18 e venerdì 19 febbraio dalle 16,30 alle 19.30 in Largo Totila

Sabato 20 e domenica 21 febbraio dalle 10.00 alle 19.00 in Piazza Carducci.

Vi aspettiamo!!!!

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Mannaggia

Io però stavo con Galan.

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Non ho votato PD, per molte ragioni. Non credo al voto utile contro Berlusconi, anzi penso che un’opposizione come quella attualmente presente nel Parlamento Italiano meriterebbe l’azzeramento completo, per provvedere a una vera rinascita, per evitare di continuare a tirare avanti abborracciando proteste e pretesti invece che proposte e progetti. E poi la Resistenza Radicale mi ha convinto della sua bontà, per competenza, forza, determinazione e centralità sul tema della patria Europa.
Oggi ho frequentato con assiduità facebook e i siti dei quotidiani on line, per seguire gli spogli e i commenti, e sono 2 le cose che mi lasciano perplessa, più di tutto.
1. L’entusiasmo rispetto al risultato, peraltro considerevole, di Debora Serracchiani in FVG e più in generale nel collegio del Veneto orientale. Tutti a dire che questa è la manifestazione della sconfitta delle vecchie nomenklature di partito. Mentre a me pare evidente il contrario, ovvero che l’elezione (non ho ancora visto i dati delle preferenze, ma a questo punto pare certa) della Serracchiani al parlamento Europeo è una vera mossa strategica delle nomenklature per liberarsi di lei. Se avesse perso sarebbe stata per sempre la promessa mancata, e quindi bruciata. Se eletta, invece, non ho dubbi che si impegnerà pienamente nel suo ruolo di europarlamentare, mi pare infatti persona corretta e coerente, e questo significherà che la sua presenza in Europa la terrà prevalentemente fuori dai giochi interni per i prossimi 5 anni. Altro che nuovo che avanza, i nostri amici i loro conti se li son fatti bene…
2. Su facebook moltissimi compagni di Sinistra e Libertà e dei Radicali dicono: visti i risultati siamo pronti a rilanciare La Rosa Nel Pugno. Ora, io non ho partecipato all’esperienza della rosa nel Pugno, per tanti motivi, ma ho fatto in tempo a vederne la fine. Andare divisi alle Elezioni Europee e poi rilanciare un progetto comune, dopo averlo (qualcuno più di altri) tradito, mi sembra riscaldare una minestra che si aveva da buttare. In Sinistra e Libertà sono confluite esperienze incompatibili, a mio avviso, con quella Radicale, che al momento è quella che mi interessa di più. Spero si tratti di boutade legate all’entusiasmo (che poi, entusiasmo de che?) post-elettorale. MI vien quasi voglia di andare a Chianciano a fine mese a dirlo. Tanto non farò la fine della Serracchiani 😉
E infine, i Radicali a Treviso hanno raccolto più del 4%, risultato che mi pare possa essere soddisfacente. Un grazie ai compagni che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo. Che è, questo sì, un punto di partenza concreto per continuare le nostre attività, anche in prospettiva. Una lista Radicale per le Regionali del 2010, ad esempio, a me non farebbe per niente schifo. Altro che RnP….

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