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Posts Tagged ‘Roth’

Un uomo solo di C. Isherwood

L’umiliazione di Philip Roth

Molto diversi e molto simili, questi due racconti, anche se il primo è focalizzato più sulla perdita e il secondo (il cui titolo è davvero azzeccatissimo) più sul fallimento.

In ogni caso, dopo averli letti, mi rimane il dubbio se davvero “sia stato meglio lasciarsi, che non essersi mai incontrati”…

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Il libro di oggi (ottantanove)

Indignazione di Philip Roth

“Alcune persone bramano il lavoro, qualunque lavoro, per quanto duro o sgradevole, purchè permetta loro di scaricare le tensioni della propria vita e allontanare i pensieri omicidi”

Basta capire se il lavoro allontana i pensieri omicidi o li istiga….

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Il professore di desiderio di Philip Roth

“Nasciamo innocenti, -ha scritto la ragazza- patiamo atroci disillusioni prima di accedere alla saggezza, viviamo nella paura della morte…, e a compensare il dolore non abbiamo che frammenti di felicità”

“Oh, come posso ridurre tutta questa nullaggine veramente a nulla, mentre adesso è tutto ciò che ho e ciò che faccio?”

“Ora, perchè mi ostino a considerare infantile il mio legame con lei?  perchè mi ostino a dare un nome a questa felicità? Lascia che accada! Lascia che sia! Smettila di far resistenza prima ancora di cominciare! Hai bisogno di ciò di cui hai bisogno! Fattene una ragione!”

Fantastico Roth, come sempre… e finalmente capisco a cosa serve il filo interdentale….

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Il libro di oggi (sei)

Inganno di Philip Roth

“-io l’ho immaginato, lui invece l’ha fatto davvero. Questa è la differenza tra noi due; è per questo che tu vivi con lui e non con me.

– Sì, questa è la vita: sempre una forma leggermente distorta di letteratura.”

“-E tu, cosa pensi di essere per me?

– Attualmente? Direi qualcosa fra un Rodolphe e un Leon. In lenta decadenza. No? Sulla strada che porta a Bovary.

-Sì -ride- più o meno sono d’accordo

– Sì, qualcosa fra il desiderio e la disillusione, sul lungo declivio che conduce alla morte”

Uno dei più strani libri che ho letto di Roth, che pure son strani quasi tutti. Interessante.

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Il libro di oggi (62)

Il fantasma esce di scena  di Philip Roth

“Ma il quoziente di dolore di un individuo non è già abbastanza terribile senza amplificazioni romanzesche, sembra dare alle cose intensità che nella vita è effimera e certe volte addirittura invisibile? Non per tutti. Per poche, pochissime persone quest’amplificazione, uscendo e sviluppandosi in modo incerto dal nulla, costituisce la loro unica sicurezza, e il non vissuto, la supposizione, impressa per esteso sulla carta, è la vita il cui significato arriva a contare di più”.

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Il libro di ieri (57)

Operazione Shylock di Philip Roth

“Sai cosa c’è al centro delle sofferenze prodotte da un esaurimento nervoso? Una malattia detta MEITE. O MICROCOSMOSI. Affogare nella piccola vasca di te stesso”

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“Il teatro di Sabbath” di Philip Roth

“Tu trabocchi di amabile comprensione progressista, ma io scorro veloce lungo i marciapiedi della vita, sono un mucchio di macerie, e non possiedo nulla che possa interferire con una interpretazione obiettiva della merda” – “Ma la volante era ripartita, lasciando Sabbath immerso fino alle caviglie in quella poltiglia di fango primaverile, asserragliato da quei boschi di terra a lui estranei, dagli alberi piovosi, dai massi sgocciolanti, e più nessuno che potesse ucciderlo, tranne lui stesso. E lui non poteva. Non riusciva a morire, cazzo. Come faceva a rinunciare? Ad andarsene? Tutto ciò che odiava era qui.”

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